Il mio libro

Prefazione di “Nero assenso”

Spesso narcotizziamo le nostre intenzioni, i nostri dissensi, le nostre emozioni, la nostra ragione solo per aderire ad un modello di vita proposto da altri, per allinearci con un “pensiero unico”, con una fede certa e indiscutibile. In questo clima di massificazione culturale, di adeguamento ad un pensiero collettivo che ci deresponsabilizza e che non ci rende artefici delle nostre decisioni, ho sentito l’impellente desiderio di uscire dal cerchio e di intraprendere un viaggio all’interno di me stessa per differenziare il mio sentire, ma anche di cercare un dialogo, un confronto. Ciò è stato possibile grazie alla poesia.

In questo libro ho raccolto alcune schegge di un pensiero in movimento, in cerca di nuovi orizzonti, curioso, dubbioso, fiducioso e nudo, cercando di dare voce a ciò che spesso viene taciuto e occultato per convenienza e per conformismo, perché non rispecchia il senso comune o la morale a senso unico.

Demolire e ricostruire, approvare e dissentire, farsi carico delle relative critiche negative e non aver paura di affrontarle: in una parola vivere. Questo il senso delle mie perplessità, dei miei dubbi, delle mie indignazioni di fronte all’indifferenza , alle crudeltà, a coloro che vogliono imbavagliare e intimorire chiunque desideri manifestare un pensiero libero e senza dogmi.

A questo proposito rivolgo un particolare ringraziamento agli amici dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), associazione di cui faccio parte, per la loro sensibilità e correttezza, per avermi dato fiducia, per avermi invogliato a riscoprire e ad approfondire alcune tematiche filosofiche, storiche e scientifiche, ma soprattutto per la condivisione degli obiettivi di laicità che insieme cerchiamo di raggiungere.

Rosalba Sgroia

La giuria del Premio letterario “Giordano Bruno”

ha deciso di assegnare il premio 2005 (300 euro) a Rosalba Sgroia, autrice del libro di poesie “NERO ASSENSO” edito nel 2003 da Edizioni Libreria Croce di Fabio Croce ( tel/fax 064746780), con la seguente motivazione: ” Un occhio asciutto e laico sulla nostra condizione. Non c’è bisogno di ubriacarsi di spiritualità trascendente per avere pensieri profondi. Rosalba Sgroia ce lo dimostra.”

(Circolo Culturale Giordano Bruno via Bagutta 12,20121, Milano )

Recensioni e valutazioni:

Leggendo queste poesie, quello che prende è il profondo senso civile della vita, impreziosito da una “religiosità” priva di quei misticismi e di quei fronzoli trascendenti a cui il fideismo ricorre per strapparci dal ” Qui ed ora” (…) Siamo in presenza di un manifesto di etica atea. Già, perché quello di Rosalba Sgroia non è un filosofeggiare per evanescenti ed opinabili congetture, ma è un progetto concreto costruito giorno per giorno, strappato con i denti.

Marco Accorti ( redazione de l’Ateo)

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Un buon esempio di come l’ateismo non soltanto si concili con la sensibilità umana e la poesia, ma ne possa diventare alimento esistenziale e di profonda riflessione nei versi della poetessa romana Rosalba Sgroia

prof. Carlo Tamagnone (filosofo)

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“Questo libro di poesie è importante perché da un lato ci mostra come sia difficile crescere “costruendosi” giorno dopo giorno un’etica e un sistema di valori, una volta che se n’è rifiutato uno preconfezionato, predigerito e benedetto che aveva la pretesa di voler bastare a tutto. Dall’altro lato, ci spiega che essere anticonformisti non richiede necessariamente-non sempre comunque-gesti eclatanti; le poesie di R.Sgroia sono ispirate alla vita di tutti i giorni…”

Sergio D’Afflitto Circolo UAAR Roma

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Coniugare ragione e sentimento, rigore formale e passione civile: complicate acrobazie della psiche che possono trovare una gradevole sintesi sul piano ondulato della più pura poesia.Ci riesce benissimo Rosalba Sgroia, facendoci immergere nella suggestiva dicotomia di emozione e razionalità e ricompattando gli apparenti contrasti dei contenuti nella straordinaria limpidezza della forma. In queste poesie in fuga dal trascendente riscopriamo la superiorità dell’umano rispetto al troppo,e da troppi, vagheggiato divino.Giulio.

Cesare Vallocchia ( Nogod)

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