La croce della Chiesa. Mia recensione del libro di K.Deschner

Karlheinz Deschner. La croce della Chiesa. Storia del sesso nel Cristianesimo. Traduzione e cura di Costante Mulas Corraine. Massari Editore, Bolsena (VT) 2000, pp. 352, € 17,04. ISBN 88-457-0150-6.

Ho lasciato decantare a lungo il gusto e il piacere che ho tratto dalla lettura di questo libro. Prima di accingermi ad estrapolare il succo virtuoso delle argute analisi di Deschner, ho ripetutamente aperto e richiuso il libro, ho riletto alcuni passi, ho lasciato scorrere il mio sguardo sulle pagine che frusciavano nell’atto di ricercare la frase che più mi ha colpito. È stato come carpire, fino all’ultimo, le sensazioni di una straordinaria forza che il teologo-antiteologo sa evocare.

Ammettendo una discreta difficoltà nel districarmi tra numerosi versetti biblici e testimonianze storiche accuratamente documentate, ho apprezzato l’ironia e la freschezza di immagini nelle descrizioni dei fatti e nell’esprimere la propria opinione in merito a ciò che la sessualità ha significato prima, dopo e durante il Cristianesimo.

La lettura del testo ci offre una conoscenza approfondita di come si è sviluppata la totale avversione del sesso che ha “ossessionato” la morale cristiana. L’autore si sofferma sulll’ascesi delle religioni misteriche ellenistiche che negativizzarono il pensiero e la disposizione serena verso l’esistenza , caratteristica dei Greci, e che indussero alla contemplazione dei concetti di “colpa”, di “espiazione”e di “cattiva coscienza”. Pensiamo a Platone, il cui pensiero annunciò il Cristianesimo e il Cattolicesimo: pessimismo sessuale, separazione anima-corpo, salvezza ultraterrena ecc. Con la figura di Paolo, poi, si apre uno scenario in cui l’odio è protagonista; si travisano le parole di Gesù che non ha mai propugnato il celibato, la discriminazione della donna, il militarismo, l’ascesi mortificatrice del corpo e l’astinenza sessuale. Da qui l’autore descrive con dovizia di particolari tutto il fenomeno del monachesimo e delle “sante vergini”, suscitando lo sdegno inevitabile dall’apprendere efferratezze d’ogni genere, perpetrate dal clero, ma regalando anche momenti esilaranti, immaginando i “salti mortali” compiuti da preti e monache per soddisfare le proprie voglie, in tempi d’inquisizione e persecuzione sessuale!

Percorre con abilità i tortuosi sentieri che hanno visto le donne le principali vittime di una violenza sessuofobica inaudita, la cui oppressione ha segnato l’esistenza d’intere generazioni. Il divieto del piacere nel matrimonio, l’adulterio, i figli illegittimi, il divieto di contraccezione, la masturbazione, l’omosessualità, il via libera alla prostituzione, la doppia morale e tutto ciò che ruota intorno alla sessualità negata, è trattato con incredibile maestria. Per finire Deschner non manca di analizzare e criticare l’atteggiamento odierno della Teologia Morale e l’operato di Giovanni Paolo II.

“…Quantunque oggi il Cristianesimo sia spiritualmente pressocché in bancarotta, esso impregna pur sempre decisamente la nostra morale sessuale (…). Di conseguenza vengono influenzate in modo decisivo le norme legislative intorno al matrimonio, alla contraccezione (…). E’ possibile rimproverare al Cristianesimo molte cose anche mostruose (…) ma forse pesa più di tutto il fatto che esso non ha reso più felici gli essere umani”.

Rosalba Sgroia

Pubblicata su L’ATEO, organo ufficiale dell’UAAR

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