Presentazione del libro Nero assenso

Nero assenso da te.

Presentazione del libro NERO ASSENSO (Poesie del dissenso)


Il 28 marzo 2003 alla libreria Odradek di Roma è stato presentato il libro di Rosalba Sgroia Nero Assenso(Fabio Croce Editore), con il patrocinio del Presidente della Commissione Cultura Municipio I. Francesco Paoletti ha coordinato gli interventi di Antonio Trinchieri, di Cristiana Lardo e di Sergio D’Affitto. Agostino De Angelis e l’autrice si sono alternati nella lettura di alcune delle poesie più significative di questa raccolta, guidati dalle ali infiammate di una musa in stato di “grazia”. Rosalba Sgroia ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico con la passione delle sue idee, cogliendo l’occasione per far conoscere le finalità dell’UAAR alla maggioranza dei presenti. Questa raccolta di “schegge di un pensiero in movimento e in cerca di nuovi orizzonti, curioso, dubbioso, fiducioso e nudo” offre la possibilità di poterci confrontare sui grandi temi della vita e della morte, cercando di far affiorare “ciò che spesso viene taciuto e occultato per convenienza e conformismo, perché non rispecchia il senso comune o la morale a senso unico”. Nero Assenso contribuisce a chiarire i meccanismi occulti di questo primo mondo cristiano organizzato secondo la tolleranza repressiva in un “clima di festa pilotata”, a smascherare questa società in cui apparentemente sono assicurate tutte le libertà formali… ma di fatto, negate. E proprio quando la nostra nullità non ci basta più, non ci sazia più, non ci consola più… accade che queste poesie del dissenso – sulle ali di una forza “senza briglie” di cui sono permeate – cercano di raggiungere le briciole di libertà nascoste nel nostro incerto io, un io che vaga alla ricerca della nostra armonia interiore. Nero Assenso ci grida che affinché quest’armonia possa dispiegarsi “su questa Terra adorata e infame”, bisogna opporsi alla discriminazione, alla prevaricazione, all’intolleranza per propugnare la conoscenza di ogni concezione razionale del mondo, della vita e dell’uomo; occorre contrastare i pregiudizi, il cinismo e l’ipocrisia di questa tronfia e pettoruta società che si accanisce ad “imbavagliare e intimorire chiunque desideri manifestare un pensiero libero e senza dogmi politici-economici-religiosi”. Leggendo questo libro avvertiamo che un mondo in cui possiamo confrontarci, capirci e rispettarci, non è un sogno irrealizzabile… ed è con questa favilla di speranza che dobbiamo affrontare “lo sguardo tagliente, obliquo, dubbioso di chi ci vede diversi”.

Adriano Petta

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