Aiutami a fare da solo

Il “mestiere dei genitori” e l’autonomia dei figli.

Si dice che il “mestiere” di genitore sia il più difficile. Non amo parlare per luoghi comuni, per frasi fatte, ma così è.

Ci si ritrova a confrontarsi con i propri figli, con il loro mondo in continua evoluzione, con le loro scoperte, le loro curiosità, i loro dubbi e le loro certezze e non sempre si è preparati all’incontro-scontro che ne esce fuori.

I nostri comportamenti si foggiano di continuo, si modellano intorno alle loro esperienze, si delineano man mano e prendono forza e vigore nel tempo.

Ma nel continuo acquisire dimestichezza nel “gestire” i nostri figli, accumuliamo ansie da prestazione e da insicurezza che , inevitabilmente, ricadono su di loro.

Si parte dal primo vagito, dall’interpretazione degli strilli penetranti e angoscianti, dal panico delle prime nottate. La tranquillità del bambino è legata alla nostra capacità di gestire i suoi bisogni e di “sentirli” empaticamente e non dal seguire pedissequamente i consigli “prefabbricati” da altri.

Poi la fase dei “no”, quella dai due ai cinque anni (se tutto va bene!) destabilizza il rapporto simbiotico e di perfetta sintonia (con la madre, ma anche con il padre) che faticosamente si era riusciti a costruire. Inizia, allora, la sfida: il bambino marcia in direzione di un distacco dalla figura genitoriale attraverso l’autoaffermazione e il desiderio di indipendenza; i genitori interpretano quei sani tentativi di conquistare l’autonomia come semplici e dannosi capricci e non sempre accettano il fatto che il distacco sia giusto e indispensabile.

La frase “aiutami a fare da solo”, dovrebbe essere una sorta di filo conduttore per tutti i genitori. Troppo spesso si assiste a “spettacoli” poco piacevoli ( vi assicuro che come insegnante ne ho visti parecchi!), a mamme, papà, nonne e nonni che si sostituiscono ai propri figli e nipoti. Si affannano a seguirli in ogni loro attività: li vestono e li svestono, li imboccano ed eseguono i loro compiti di scuola, anche se i bambini sono dell’età giusta per poter compiere tali azioni in piena autonomia.

Questi adulti, spesso ansiosi ed esigenti, adottano questi comportamenti perché sono convinti di agire per il loro bene o , a volte, perché non hanno tempo da perdere e non hanno voglia di pulire la pappa che il bimbo si “sbrodola” addosso. Non sempre sono consapevoli che, così facendo, non si dà al bambino la possibilità di sperimentare e potenziare le proprie capacità di districarsi nelle “avventure” della conoscenza con indipendenza e soprattutto con serenità.

Occorrono, sicuramente,sia un contenimento ragionevole alla volontà di poter agire in modo pericoloso e sconclusionato, tipico dei bambini , sia un sostegno psicologico e pratico, ma solo con lo scopo di aumentare, nei propri figli, l’autostima e la consapevolezza di poter migliorare nella crescita.

Nella mia esperienza di insegnante ho notato che gli alunni ( i bambini molto di più rispetto alle bambine) troppo seguiti in questo senso, sono anche quelli che frequentano una miriade di corsi e che praticano mille attività extra-scolastiche. Non hanno un momento di tempo per se stessi, per escogitare un modo creativo e assolutamente personale per evadere dalla noia. Si ritrovano a seguire una serie di attività preparate da altri e spesso non sanno apprezzare i sani momenti di solitudine e di tranquillità. La noia li assale, hanno paura del silenzio e pretendono di avere sempre qualcuno che li guidi, che li ascolti, che li “intrattenga”.

Questo, purtroppo, oltre ad essere dannoso per se stessi è anche un problema che si ripercuote nella scuola e nella società in generale, sfociando in veri e propri disagi giovanili. Di qui l’insofferenza a sopportare le responsabilità dello studio personale e all’incapacità di concentrarsi in un’attività.

L’autonomia non è ingovernabilità, ma responsabilità. Pensiamoci, se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli.

Rosalba Sgroia

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Beh…per imparare a guidare c’è tempo eh? 🙂

La mia piccola Sara 1994

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2 Risposte to “Aiutami a fare da solo”

  1. maurizio paoluzi Says:

    Sono perfettamente daccordo con l’insegnante, aspecialmente quando sostiene la necessità che ai bambini è necesdsario lasciare il tempo e lo spazio di fare le loro esperienze e le loro scoperte.
    Non sempre i genitori sono coscienti del fatto che loro, i piccoli, provengono dal nulla e tutto per loro è nuovo e interessante… anche quello che per noi adulti, secondo la nostra formazione, è sbagliato o addirittura negativo.
    Brava Rosalba, è bello sentire il suo parere, si vede che usa il suo cervello e non è succube di …norme più o meno dogmatiche.

    • rosalbas Says:

      Ti ringrazio Maurizio. In fondo quello che ho scritto deriva proprio dalla mia esperienza, sia di madre che d’insegnante 🙂

I commenti sono chiusi.

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