“Preferisco ragionare anziché credere: ecco perchè sono ateo!”

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Ecco uno dei manifesti che sono stati affissi a Pisa. Spero che non ci siano altri problemi come quelli che si sono avuti con gli ATEOBUS a Genova e con i manifesti di Pescara che avevano come slogan: ” “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che ne puoi fare a meno.

Già, perché in questo Paese chi si dichiara ateo o agnostico non ha vita facile e viene ancora additato come persona empia… alla faccia dell’art. 3  della Costituzione italiana.

Invece, chi si dichiara credente ( meglio se prima cattolico, poi cristiano, poi musulmano ecc…) deve avere la dovuta reverenza e “credibilità”.

Addirittura, i manifesti affissi a Pescara sono stati oggetto di duri attacchi da parte di F.N.

“Pertanto, Forza Nuova, considerato anche il pilatesco comunicato dell’amministrazione comunale pescarese in merito a tale fatto, provvederà, nelle giornate di lunedì e martedì, a “riparare materialmente”alla grave offesa che questi manifesti provocano alla città di Pescara ed ai suoi cittadini, rimuovendoli uno dopo l’altro.”

Comunque, ritornando ai manifesti di Pisa,  potete leggere la notizia nel dettaglio, attraverso la comunicazione di Giovanno Mainetto, Coordinatore del Circolo UAAR di Pisa a cui va il mio personale ringraziamento.

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12 Risposte to ““Preferisco ragionare anziché credere: ecco perchè sono ateo!””

  1. Da quando c’è l’Uomo crediamo in qual’cosa
    e chi non crede prima o poi andrà alla deriva !
    Mentre l’Uomo cambierà ma continuerà a credere.

    • Io “credo” nelle cose umane, terrene , reali, emozione, ragione… HO DEI PRINCIPI VALORIALI : rispetto, lealtà, onestà…NON credo negli elfi, in babbo natale, negli dei di qualsivoglia fatta, ecc ecc

      QUALCOSA, QUALCOSA…

  2. Io credo nella grammatica. E’ sempre qualcosa … no?!!

  3. Io credo nella ragione e nella conoscenza. Secoli fa un uragano, un
    terremoto, un’epidemia venivano identificati come la collera di un dio…poteva anche starci vista l’ignoranza e la poca conoscenza…ma ora?
    Non dovremmo essere più evoluti?

  4. Rod Says:

    Si però Galileo, che appare nella foto del manifesto ateo, in realtà era credente e non certo ateo.

    • ma fu colui che aprì la pista alla Scienza e colui che fu mazzolato ben bene dai caporioni della Chiesa Cattolica.

  5. Stefano Says:

    Francamente questo bigino dell’ateismo è sconfortante. Sa di stantio. Usa i concetti come clave. A parte che si può essere atei senza per forza essere razionalisti, e rifiutare la logica totalitaria che ci è stata imposta da alcuni secoli, con le rivoluzioni borghesi, per cui la Ragione è l’unico strumento di comprensione e interpretazione della realtà. E poi ragionare e “credere” non si negano affatto vicendevolmente.

    Un caro saluto, Stefano

    • L’UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è l’unica associazione nazionale che rappresenti le ragioni dei cittadini atei e agnostici. È iscritta, con il numero 141, al registro nazionale delle Associazioni di promozione sociale, istituito presso il ministero della Solidarietà sociale.

      L’UAAR è completamente indipendente da partiti o da gruppi di pressione di qualsiasi tipo.

      I valori a cui si ispira l’attività dell’UAAR sono: l’eudemonismo; la razionalità; il laicismo; il rispetto dei diritti umani; la democrazia; il pluralismo; l’uguaglianza; la valorizzazione delle individualità; le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca; il principio di pari opportunità nelle istituzioni per tutti i cittadini, senza distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose, sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali e sociali.

      La nostra associazione persegue tre scopi:

      * tutelare i diritti civili dei milioni di cittadini (in aumento) che non appartengono a una religione: la loro è senza dubbio la visione del mondo più diffusa dopo quella cattolica, ma godono di pochissima visibilità e subiscono concrete discriminazioni;
      * difendere e affermare la laicità dello Stato: un principio costituzionale messo seriamente a rischio dall’ingerenza ecclesiastica, che non trova più alcuna opposizione da parte del mondo politico;
      * promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo non religiose: non solo gli atei e gli agnostici per i mezzi di informazione non esistono, ma ormai è necessario far fronte al dilagare della presenza cattolica sulla stampa e sui canali radiotelevisivi, in particolare quelli pubblici.

      L’UAAR SI QUALIFICA SUL PIANO FILOSOFICO. In un Paese migliore, l’UAAR non dovrebbe nemmeno esistere. Essa riunisce infatti soci e socie che si riconoscono negli scopi sociali: tutela dei diritti civili degli atei e degli agnostici, difesa della laicità dello Stato e delle istituzioni; valorizzazione del pensiero non religioso. L’aggettivo “razionalisti”, riferito sia agli atei sia agli agnostici, intende esprimere la scelta dell’approccio razionale e dell’esercizio del ragionamento a-fideistico quali principî fondanti la ricerca e l’elaborazione. Ciò non significa necessariamente abbracciare l’atteggiamento filosofico vicino allo scientismo che talvolta viene definito razionalismo, né alcun corpus dogmatico che pretenda di offrire spiegazioni che, anche sotto forme pseudo-scientifiche, pretendono di essere “definitive”. L’aggettivo “razionalisti” funge da radicale discriminante nei confronti dell’irrazionalismo, ivi compreso quello di natura non religiosa.

      Nel definire gli atei e gli agnostici, dunque, l’UAAR ritiene che non si debbano considerare tali coloro che, anche non seguendo alcuna delle religioni ufficiali, credono nella vita ultraterrena, nei demoni, nella reincarnazione, nel destino, nei fantasmi, nella cabala, nell’astrologia, nelle energie, negli influssi o in altre forme di fideismo che si sottraggono in linea di principio all’applicazione della indagine razionale.

      L’UAAR ritiene che la rinuncia a ogni forma di fideismo significa non soggiacere all’anestesia di parte delle proprie facoltà mentali, lasciandole invece disponibili per la ricerca individuale e collettiva, incessante e libera da pregiudizi, dogmi e assiomi, tesa a travalicare orizzonti spazialmente e temporalmente limitati.

      Un caro saluto a te 🙂
      Ros

  6. Ronny Says:

    La ragione, la logica, la scienza, sostituti dei miti e delle religioni, alla fine che cosa hanno prodotto? Nulla! Rimane comunque il dubbio, fondamento della fede. Coloro che credono, certamente, dubitano fortemente perchè con i mezzi a disposizione è impossibile certificare la loro fede. L’ateo, parimenti, è un fedele che crede ciecamente! Secondo te, l’ateo ha fede nel suo essere eteo? non ti sembra che alla fine il circolo vizioso avvicina molto coloro che hanno la fede in un dio e coloro che sono atei in un stesso atteggiamento mentale? La verità in tasca! Da scettico mi limito a sospendere il giudizio, vivendo la vità come l’unica verità presente, senza speranze e senza rimorsi.
    Un abbraccio

  7. Se questa gente preferisse davvero ragionare anziché credere, ragionando resterebbe in un agnostico dubbio circa l’esistenza o meno di Dio, anziché credere in un’inesistenza di Dio che evidentemente non può che esser frutto di quel medesimo fideismo di chi Lo vuole esistente!

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