Archivio per novembre, 2009

Ancora sul crocifisso…

Posted in ateismo, Cristianesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26/11/2009 by rosalbas

Cari amici, ritorno a postare dopo un bel po’ di giorni di assenza. Cambiare gestore telefonico oggi è diventata un’impresa ardua, ma finalmente ce l’ho fatta! Continuo a pubblicare testi con l’argomento più discusso in questo periodo, sempre per offrire una visione diversa da quella che ci propinano i media. Questo è un articolo della referente del circolo Uaar di Verbania, la prof. Dessolis. Buona lettura!

Il crocifisso che ci crocifigge

di Antonietta Dessolis-verbania@uaar.it

Crocifisso? No, grazie!

La Lega “crociata” fa i banchetti al grido “ Prova a togliere qui il crocifisso!” sopra una “raccolta firme per non rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici”. Altri sindaci leghisti fanno ordinanze per renderlo obbligatorio, qualcuno persino nei bar. “Il diritto ha calpestato il buon senso”, dicono esponenti del PD, fingendo di ignorare che dopo la revisione del Concordato del 1984, quella cattolica non è più la religione dello Stato italiano, finalmente. Queste reazioni e altre simili dimostrano ancora una volta la confusione che si fa, sia in buona fede che in mala fede, tra la presenza del crocifisso in un’istituzione statale simbolo del ruolo pubblico della Chiesa cattolica, e l’attaccamento, legittimo, allo stesso simbolo nella vita religiosa e nei luoghi di culto di molti, che evidentemente nessuno mette in discussione. Chi ne ha chiesto la rimozione, che sia da una scuola o da un tribunale, da un seggio elettorale o da altro ufficio pubblico, contesta appunto quel ruolo, indebito in un paese costituzionalmente laico, e niente ha a che vedere con la libertà religiosa che deve essere garantita , con pari dignità, a tutte le confessioni.

Chi lo vorrebbe imporre come simbolo identitario lo fa contro chi in quello non si riconosce, negando cittadinanza morale a chi non ne ha nessuno o ne ha uno diverso, altro che simbolo d’amore e di inclusione: con l’esclusione e la discriminazione si alimenta un conflitto di cui faremmo volentieri a meno. Semplificando il concetto si potrebbe dire che il crocifisso sta alla religione di Stato come la sua rimozione sta alla laicità.

Un’altra considerazione riguarda l’ambivalenza del simbolo, costitutiva dall’origine, ma poco visibile agli ingenui: rappresenta metaforicamente sia una persona crocifissa, sia i torturatori che l’hanno messa in croce; sia la vittima che il carnefice; la solidarietà per chi soffre e l’alleanza con il potere che fa soffrire; la volontà di alleviare la sofferenza e l’esaltazione della sofferenza come valore.

Chi dice “crocifisso nelle istituzioni pubbliche” dice “Chiesa cattolica nelle stesse istituzioni “, con l’obiettivo di zittire minoranze sgradite che rifiutano l’esaltazione della sofferenza come valore; in nome della sacra tradizione si vorrebbe far credere che tutte le tradizioni sono buone, perché allora, tanto per fare solo un esempio, non continuiamo a chiamare “bastardi” e “illegittimi” i figli nati fuori dal matrimonio?

Il richiamo ossessivo alla tradizione e alle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa, ancora una volta, confermano quella religione come è stata nella storia dall’imperatore Teodosio in poi: a chi ha la memoria corta e fa del revisionismo storico pratica militante, non è mai troppo tardi ricordare che in nome del crocifisso si sono perpetrati i peggiori crimini, in cui Gesù Cristo non c’entra un bel niente. Non c’è dubbio che per tanti cattolici sinceri sia simbolo di amore e solidarietà, se riferito alle singole persone che liberamente aderiscono alla religione cristiana in un certo spirito evangelico. Non è un caso che alcuni gruppi di cattolici, come le Comunità di base o Noi siamo Chiesa, insieme ai protestanti che si sono pronunciati a favore della sentenza della Corte, non hanno voce pubblica e se non sono tacciati di eresia è solo perché oggi non c’è più bisogno dei roghi, basta la congiura del silenzio, come per noi apostati.

Partendo dall’aspetto simbolico per arrivare alla presenza ben più sostanziale della religione cattolica nel nostro paese, la sentenza si può leggere come direzione di marcia da prendere affinché un’etica di parte non sia imposta a tutti, attraverso leggi-crocifisso che ben conosciamo, dal testamento biologico al catechismo di Stato con l’ora di religione, dal divieto di riconoscere diritti alle coppie omosessuali ai privilegi economici e fiscali che danneggiano l’erario statale a spese di tutti i contribuenti. Infatti un giorno sì e l’altro pure la CEI e il capo di uno Stato assolutista, oltre che capo della Chiesa, battono cassa, mai contenti di tutte le prerogative che già hanno abbondanti: vogliamo discutere dell’8 per mille, degli oneri di urbanizzazione secondaria e di tutti i rubinetti aperti dalle amministrazione locali, del finanziamento agli oratori e alle scuole cattoliche? Per concludere, un promemoria e un invito pacato: le esasperazioni identitarie hanno sempre provocato pericolosi conflitti, armati o no, e i vicini Balcani dovrebbero insegnarci qualcosa. Chi dice di volere la pace dovrebbe favorire la convivenza delle istanze culturali e religiose diverse; ma non c’è democrazia senza laicità dello Stato-arbitro, il modo più efficace ed incruento per costruire una società concretamente pluralista e per prevenire tutti i fondamentalismi, compreso quelli nostrani autoctoni: è da smascherare la «sana laicità» promossa dal pontefice romano che in realtà è la forma moderna del clericalismo.

Che all’estero si sappia da chi siamo governati…

Posted in laicità, politica, religione e potere, scuola, uaar, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , on 16/11/2009 by rosalbas

L’UAAR ha realizzato una versione con sottotitoli in inglese del pesante intervento del 4 novembre scorso del ministro della difesa Ignazio La Russa alla trasmissione La vita in diretta. Il video è stato pubblicato su YouTube. In quell’occasione La Russa proruppe in pesanti minacce nei confronti della Corte di Strasburgo e di chi difendeva la sua sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche.

La sottotitolazione ha l’intento di far sapere all’estero in quali condizioni versi il nostro paese (visto anche il comportamento dei mass media, che non evidenziano affatto tali intimidazioni).

ULTIMISSIME

POI RICORDO IL GRANDE GABER…

ATTUALISSIMOOOOOO!

Gli atei denunciano gravi episodi di intimidazioni e minacce

Posted in 1 on 13/11/2009 by rosalbas

http://www.uaar.it/news/2009/11/13/dopo-sentenza-sui-crocifissi-classe-minacce-intimidazioni-tutta-italia/

COMUNICATO STAMPA

LE NUOVE CROCIATE

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, diritti civili, laicità, politica, religione e potere with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 12/11/2009 by rosalbas

RITORNO ALLE CROCIATE

Giovedì 12 novembre 2009 alcuni militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino a Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede dei Radicali a Roma lanciando volantini ingiuriosi e affiggendo crocifissi. Gli autori del blitz hanno affermato che si è trattato di una “azione pacifica” finalizzata alla difesa della cristianità, della nazione e del popolo.

W la faccia! Pacifica?????

MA NON E’ FINITA QUI!

Dopo l’aggressione alla sede del Partito Radicale dove sono stati appesi tre crocefissi, siamo venuti a conoscenza di minacce nei confronti del cittadino che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo. Minacce che, occorre dirlo, potrebbero essere anche il frutto della campagna ad personam che il sindaco di Cittadella, l’Onorevole leghista Bigonci, ha lanciato con manifesti ‘Wanted’ raffiguranti le facce della famiglia che ha fatto il ricorso e i suoi ripetuti appelli al Sindaco di Abano affinché revochi loro la residenza.
Occorre che il Ministro degli interni adotti tutte le misure necessarie perché vengano garantite la sicurezza e incolumità personale della famiglia esposta al pubblico ludibrio, per giunta coi soldi del contribuente.

Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento, eletto senatore nelle liste del PD

MUORI APOSTATA! ECCO, LA LEGGE RELIGIOSA UNITA A QUELLA POLITICA ARRIVA AD UCCIDERE, AD ASSASSINARE!

Posted in 1, laicità, politica, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 11/11/2009 by rosalbas

DELIRI DI TUTTI I TEMPI

In tutte le cruente manifestazioni che tentano di polverizzare le altrui libertà, c’è l’idiozia dell’irrazionalità. Una scarica incontrollata dei sentimenti più turpi che trovano sfogo nella rabbia feroce e annientatrice. Irrazionalità basata su dogmi assurdi, su Deliri paranoici…La Storia è piena di questi fatti, purtroppo.

Il cammino di Civiltà, intesa come rispetto dell’altrui libertà, sancita da regole democraticamente condivise, è ancora un meta da raggiungere pienamente, anche qui in Occidente…Anche  in Italia. (Guardate un po’ qui ).

La paura del nuovo, del diverso attanaglia e rischia di trascinare la Ragione nei vortici dell’incontrollabile irrazionalità. I” mostri che abbiamo dentro”, diceva Gaber.

In nome di un dio, unico e onnipotente, purtroppo s’è fatta buona parte della Storia, con stragi, falsità e torture…

Tutto questo ha offuscato il vero senso della nostra vita: quello che dovrebbe farcela apprezzare per quella che è, per viverla appieno senza prevaricazioni e rinunce, senza adorazioni e genuflessioni per nessuno, ma con la ricerca continua di noi stessi in armonia con gli altri, tutti diversi da noi.

Vivere questa vita, perché è l’unica che abbiamo. Sarà una banalità, ma è RAZIONALE. Sicuramente molti approveranno, ma non tutti riusciranno ad applicare queste regole di civiltà e di responsabilità.

L’irrazionale prende il sopravvento se non si è raggiunto l’equilibrio, sempre dinamico, tra emozione e ragione. Si è troppo intenti a preoccuparsi di cosa potrebbe esserci al di là della vita, senza occuparsi di risolvere le cose della vita stessa.

E’ difficile questo cammino, finchè esisteranno i dogmi e gli indottrinamenti, l’eteronomia e non il raggiungimento dell’autonomia, dell’ etica della responsabilità.

Rosalba Sgroia

IRAN-Pena di morte per gli apostati.

Ehsan Fattahian, apostata dall’islam, verrà giustiziato ( ASSASSINATO) oggi: altre esecuzioni sono previste per i prossimi giorni. L’IHEU, l’organizzazione mondiale che riunisce le associazioni laiciste (di cui fa parte anche l’UAAR) ha rilanciato l’appello di Mina Ahadi, presidente del Consiglio Centrale degli ex musulmani in Germania, e di Michael Schmidt-Salomon, presidente della Giordano Bruno Foundation, invitando tutti a protestare contro l’imminente esecuzione. Il governo tedesco, c’è scritto nell’appello, ha sostenuto la causa di diversi iraniani convertiti al cristianesimo: è ora tempo di sostenere anche chi è diventato libero da ogni religione!” Maggiori dettagli sul sito di Amnesty International.

L’UAAR ha appena inviato una sollecitazione al ministero degli affari esteri affinché intervenga sul governo iraniano e ha invitato tutti i soci e i simpatizzanti a fare altrettanto. ( FONTE UAAR)

SECOLI DI INDOTTRINAMENTO RELIGIOSO

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , , , , , , on 11/11/2009 by rosalbas

TheHand Comics

DOMENICA CINQUE, LA TRASMISSIONE-RISSA- E SI PARLAVA DI CROCIFISSI!

Posted in diritti civili, laicità, politica, religione e potere, scuola, uaar with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 09/11/2009 by rosalbas

ECCO IL PRIMO VIDEO DELLA TRASMISSIONE DI CUI PARLAVO IERI QUI

VALUTATE VOI SE QUESTA SIA  UNA CORRETTA INFORMAZIONE E  SE I COMPORTAMENTI DI ALCUNI PRESENTI IN STUDIO POSSANO O MENO  CHIAMARSI CIVILI…

GRAZIE A CHI NON SI E’ PRESTATO AL GIOCO: SAMI ALBERTIN E LA SUA FAMIGLIA, LUIGI TOSTI ( GIUDICE) E ISABELLA CAZZOLI( RAPPR. UAAR)

CLICCATE SULLO SCHERMO DEL VIDEO PER ANDARE SU YOUTUBE E VEDERE LA CONTINUAZIONE DELLA TRASMISSIONE

MA QUANDO CADRANNO I MURI DEL PREGIUDIZIO E  DELL’IGNORANZA?

L’ignoranza è peggio di un cazzotto in un occhio!

Devasta più di una valanga, distrugge più di un terremoto.

NON SCALFISCE MINIMAMENTE il PREGIUDIZIO.