Come liberarsi delle prese in giro e vivere sereni!

 L’IDIOTA E’ CHI PRENDE IN GIRO, NON CHI VIENE ADDITATO. DIMOSTRAGLIELO!

Uno dei tanti racconti che propongo ai miei alunni, per riflettere insieme, per capire che spesso molti di noi restano vittime della stupidità altrui, senza riuscire a liberarsene.  Così facendo SOFFRONO e si addossano responsabilità non proprie.

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IL PELO DEL MAIALE

Di LUIGI MALERBA

Fra i maiali della fattoria ce n’era uno a cui sarebbe piaciuto tanto avere una bella pelliccia folta e lucida come quella dei cani e dei gatti, e si vergognava moltissimo di avere soltanto poche e ispide setole. Quando vedeva un cane e un gatto diventava tutto rosso per la vergogna e correva a nascondersi. Gli altri maiali non si vergognavano delle loro setole e nessuno li prendeva in giro, ma quando i cani e i gatti si accorsero del maiale che desiderava avere una pelliccia come la loro, incominciarono a corrergli dietro e a ridere di lui. Perfino le galline gli facevano sberleffi. Il povero maiale non sapeva più come fare e avrebbe voluto che anche i suoi compagni si vergognassero, ma quelli invece andavano in giro tranquilli con le loro setole ispide e rade. Il nostro maiale andò dal decano del porcile a esporgli il suo problema. Il vecchio gli spiegò che i cani, i gatti e le galline lo prendevano in giro proprio perché lui si vergognava. Il maiale rispose che le cose stavano in tutt’altro modo, e cioè che lui si vergognava proprio perché lo prendevano in giro. – Guarda i tuoi compagni, – disse il decano – anche loro hanno la pelle coperta di poche setole come te e nessuno li sbeffeggia. Perché? Perché non si vergognano. Il maiale provò a girare in mezzo ai cani, ai gatti e alle galline tenendo la testa alta e sbattendo ogni tanto le orecchie per darsi delle arie. Quando questi gli si avvicinavano e gli davano delle beccate per farlo arrabbiare, lui si metteva a ridere e diceva che gli facevano il solletico. Dopo un po’ i cani, i gatti e le galline lo lasciarono in pace. Non si divertivano più da quando lui rideva invece di arrabbiarsi.

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