Archivio per giugno, 2012

Rapporto fede e malattia: se non si ha fede in un Dio si è perduti?

Posted in ateismo, cattolicesimo, filosofia, riflessioni, uaar with tags , , , , , , on 27/06/2012 by rosalbas

Con me stessa, in me stessa trovo la forza.

Quanto segue è ciò che ho risposto a una persona che, nel 2001, sapendo della mia malattia ( superata ormai),  ha tentato di indurmi alla conversione e alla preghiera affinché potessi raggiungere la guarigione e la… salvezza! 🙂

da UAAR ROMA

La mia esperienza, il mio punto di vista.

di Rosalba Sgroia

«Il mio vissuto interiore, relativo al coraggio di affrontare una qualsiasi difficoltà, segue dei percorsi che sono diversi da quelli che può percorrere un cattolico o un fedele a qualsiasi altra religione.

Io non ho mai seguito una religione (a parte la comunione dei miei lontani otto anni, fatta solo per spirito emulativo), un credo che mi portasse a rivolgere il pensiero a un’entità superiore, a un dio. Ho imparato ad apprezzare la vita in ogni sua meraviglia e in ogni sua difficoltà e, sai, ne ho passate e superate tante, aiutata dai miei studi psicologici, utilizzando la poesia, l’arte in genere — musica, pittura, danza — e soprattutto intessendo relazioni umane costruttive, improntate sulla franchezza, l’empatia e il semplice sentirsi accomunati da qualcosa. Non nego, però, di aver passato anche alcuni giorni in uno stato di completo abbandono e depressione; non voler vivere emozioni dolorose, angoscianti, equivarrebbe, per me, rimuovere ciò che invece va affrontato.

Non considerarmi superba o presuntuosa se ti dico che quando ho saputo del carcinoma (ho avuto il tempo di capire da sola che qualcosa non andava) ho accettato il fatto sia pur con dolore, ma in modo sereno. Molti in questi frangenti si chiedono: «perché proprio a me?» e io: «è toccato a me e devo reagire, lottare», addirittura consolare chi mi stava vicino. Ho iniziato a prepararmi a questa eventualità che ormai tocca moltissime persone. Dove voglio arrivare? Per me la vita, con tutte le sue assurdità e bellezze, è un fatto naturale come lo sono la morte, la malattia, la nascita. Mi reputo fortunata di vivere in quest’epoca in cui i progressi scientifici mi consentiranno di guarire e per questo ho fiducia nell’evoluzione positiva della malattia. Se così non fosse cercherei di vivere al meglio ciò che mi resterebbe da vivere, senza per questo negare la tragicità dell’evento. Avrei sicuramente gran dolore per le mie figlie, ma sinceramente non mi verrebbe e non mi viene in mente ora di pregare (penso, ora, al fenomeno padre Pio e la fede indotta per un “tornaconto personale!”).

Comunque, ritengo che ognuno dovrà risolvere l’angoscia della morte, altrui, ma soprattutto della propria in un modo tipicamente personale.

Spero che il mio punto di vista non ti turbi, ma penso che tu non sia una persona con i paraocchi.

In questo momento, ti sembrerà strano, il mio pensiero è principalmente rivolto ai popoli che stanno davvero vivendo una tragedia inaccettabile, a causa di altre genti che con la loro arroganza politica, religiosa ed economica stanno distruggendo vite immature per la morte. Questo mi ferisce di più, mi rende impotente e invece vorrei urlare l’indifferenza dei Grandi della Terra che non sanno e non vogliono reagire allo scempio che si sta consumando. Sono valse le preghiere di qualsiasi credo? In questi casi, tipicamente umani, ci vogliono soluzioni tipicamente umane, a mio avviso, con tutto il rispetto per chi da alla preghiera una valenza primaria.

I nostri sono diversi punti di vista anche se, ovviamente, ci sono dei punti di contatto, punti che si evidenziano nei valori di una moralità che è intessuta nella normale convivenza civile, morale che per me ha una connotazione che non contempla un dio, una realtà trascendente.

A questo punto mi auguro di non averti annoiato; in ogni caso ho apprezzato la tua lettera, perché mi ha permesso anche di poter avere uno scambio di opinioni. In questo periodo è necessario e fondamentale prepararsi al dialogo, all’ascolto, al rispetto delle diversità contro tutte le discriminazioni, le esclusioni, i pregiudizî; non riuscire a farlo porta inevitabilmente allo scontro, alle guerre di ogni tipo. Questi sono i valori che ho cercato di comunicare alle mie figlie, ai miei alunni, valori che che non hanno necessariamente bisogno di una religione.

Spero di aver reso l’idea, di essere stata chiara nell’esporre il mio punto di vista e sarei tentata di continuare, pur nella consapevolezza di non essere in grado di esaurire così semplicemente una problematica filosofico-esistenziale di questa portata».

“Mi scusi, per trovare Dio?” un libro per bambini di Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke.

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, riflessioni, scuola, uaar with tags , , , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke. «Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino. Un libro per tutti quelli che non se la bevono. Trieste, Asterios 2008, pagg. 40. ISBN 889514613

Recensione di Rosalba Sgroia

Il piccolo maialino e il piccolo riccio avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano.
Ma poi trovarono un manifesto, sul quale c’era scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!”
Così si misero in cammino, per cercare Dio…

Dalle divertenti e semplici illustrazioni, ma soprattutto dai contenuti arguti e disarmanti, questa è una storia davvero istruttiva e divertente, per i piccoli e anche per i grandi. Una storia salvata dalla censura del Ministro tedesco per la Famiglia.
Due piccoli e sereni animali, un riccio e un maialino, incuriositi da una scritta “ A chi non conosce Dio manca qualcosa” si mettono in marcia per vedere chi è questo Dio.
Il rabbino è la prima figura che incontrano in una sinagoga che svela loro il carattere iracondo del loro Dio e di come questi ha punito gli uomini che avevano disobbedito alle sue leggi.
Il secondo personaggio è un vescovo che li fa entrare in una chiesa cristiana e spiega loro come è stato crocefisso Gesù Cristo, spiegando tutti i dettagli della crocefissione e ribadendo che il suo sangue ha lavato i peccati dei suoi fedeli.
Il terzo fedele è un muftì che li istruisce su come diventare buoni musulmani ( e finalmente trovare Dio): lavarsi e pregare cinque volte al giorno.
In tutti e tre i casi, dopo aver appreso storie cruente e ossessive, i piccoli animali escono dai templi esterrefatti e impauriti, inseguiti dai tre capi religiosi urlanti e tremendamente rabbiosi: “Infedeliiii, indemoniatiii, bestemmiatoriiii!” Mentre questi sbraitano finiscono con il litigare tra di loro permettendo ai malcapitati la fuga…verso la libertà!
I fuggiaschi capiscono che ciò che è mancato loro per tutto questo tempo è stata la PAURA!
Per concludere, il riccio e il maialino, non cancelleranno tutta la scritta, ma solo la parola NON: “A chi conosce Dio manca qualcosa”, sorridendo felicemente.
Insomma questa è una storia “indicata per tutti quelli che non se la bevono…

da  ( Recensioni UAAR)


SPLENDIDA RISPOSTA!!!!! CHAPEAU!

Posted in ateismo, cattolicesimo, riflessioni, video e foto with tags , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

La domanda è frutto di un indottrinamento secolare e lobotizzante, ma per fortuna c’è gente che pensa…

Aggiungo: secondo me il tizio che ha posto il questito non ha compreso la sottigliezza! Sarebbe stato troppo! Avrà annuito con ferma convinzione alla risposta: sì è più intelligente!

UAAR RADIO BARI- satira,razionalismo , superstizioni , paradossi religiosi , laicità , attualità e culture del mondo .

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, etica-bioetica, laicità, uaar, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 18/06/2012 by rosalbas

Gli SVITATEI 22 – Pecore Nere ( clicca, ascolta e muori dalle risate, ma soprattutto…RIFLETTI!)

        

                da                UAAR RADIO BARI
Uaar Radio Bari , la radio della laicità e del divertimento.
Parliamo di : razionalismo , superstizioni , paradossi religiosi , laicità , attualità e culture del mondo .
 Tutto in chiave satirica e divertente!
 I Nostri show: 1- GLI SVITATEI , con : Dino ( autore e speaker) ,Michele (speaker) , Edoardo (regia) , Azrath ( musica , effetti sonori)
 2-DIABOLUS in Musica , con : Francesco La Tegola&C. (autore e speaker) , Edoardo (regia)
 3- ALLA FACCIA DI DARWIN: show satirico e di attualità su involuzione e mostri dell’evoluzione. Con: Till ( autore e speaker)  , Dino ( autore e speaker)  , Michele (speaker) . Edoardo (regia)

Niente è sacro, tutto si può dire- Raoul Vaneigem

Posted in laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , on 09/06/2012 by rosalbas

Raoul Vaneigem. Niente è sacro, tutto si può dire. Riflessioni sulla libertà di espressione (tit. or. Rien n’est sacré, tout peut se dire, 2004). Milano, Ponte alle Grazie 2007. ISBN 8879287141

«Le parole sono pietre o uccidono soltanto coloro che si arricchiscono con la loro falsità» (R.V.)

È scritto nella Costituzione americana: «la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici».

Così inizia il primo capitolo del libro di Raoul Vaneigem, anarchico, figura di rilievo del Maggio francese e membro dell’Internazionale situazionista tra il 1961 e il 1970.

Ma di quale libertà d’espressione si parla?

Di quell’informazione propagandistica, di quella che spettacolarizza, frantuma e banalizza gli eventi, di quella che manipola e assoggetta le coscienze in virtù delle leggi del mercato e dei vari poteri, oppure di quella libertà che si conquista, che permette la circolazione delle idee, la libertà di pensiero e di parola in virtù del raggiungimento d’una piena consapevolezza che ci libera proprio da tutte le forme di tirannia?

Premesso ciò, Vaneigem, denunciando l’ipocrisia e la corruzione dei benpensanti, s’incammina verso un’affabulazione tagliente e profonda e, a volte, sconcertante, secondo cui «la libertà di espressione di oggi ha l’obbligo di creare le condizioni che ne autorizzino un uso illimitato» e lo scopo di smascherare quei segreti che la censura custodisce, in quanto è più semplice nascondere il male che rimuoverne le cause. Solo i segreti personali devono restare inviolabili, a meno che non nascondano atti contrari all’umanità. Inoltre, per l’autore, «nessuna verità merita che ci prostri di fronte a essa» e «ogni preconcetto dato per eterno e incorruttibile esala l’odore fetido di Dio e della tirannia», per cui ogni essere umano ha il diritto di operare verifiche e critiche continue, anche arrivando a conclusioni folli ed eccentriche, purché si ravvivino «tutti i fuochi del possibile».

Per Vaneigem la libertà d’espressione assume anche valenza catartica, specie se trattasi di pensieri ottusi e deplorevoli quali slogan razzisti e xenofobi e ogni ideologia settaria e dogmatica. Ribadisce Vaneigem, però, che «l’assoluta tolleranza di tutte le opinioni deve avere come fondamento l’intolleranza assoluta di tutte le barbarie». Non devono essere le idee, anche quelle più assurde, a essere sanzionate, ma le vie di fatto e quindi è contro il reato di opinione.

Il titolo dell’opera è ampiamente esplicativo del suo contenuto; difatti, sostenendo che niente è sacro, chiunque può esprimersi e nessun discorso, nessun credo può scampare alla critica, alla satira, all’irrisione. Altresì è vero che «chiunque si erga a messia, profeta, papa, imam, pope, rabbino, pastore o guru ha il diritto di urlare: bestemmia! anatema! apostasia! nel momento in cui si deride il suo dogma, il suo credo, la sua fede, ma non si azzardi a intraprendere un’azione giudiziaria contro le opinioni da lui aborrite o a cercare d’interromperne la diffusione minacciando il loro autore con metodi da Inquisizione, da sharia o da mafia, che il senso umano disconosce una volta per sempre».

L’autore si esprime in modo molto deciso contro la circonvenzione che opprime l’infanzia a opera delle varie persuasioni dissimulate o manifeste, dalla pubblicità alle dottrine religiose. «Assoggettare un bambino a un dogma» – scrive – «senza prima informarlo dell’esistenza delle mitologie ebraica, cristiana, islamica, buddista, induista, celtica, greca o azteca significa circuirlo».

Concludendo, trattasi di un’opera che richiama alla continua responsabilizzazione collettiva in modo passionale e, al contempo, razionale. Un libro che aiuta l’esercizio del pensiero critico, utile a opporsi al «potere occulto della predazione», quello che vìola e mortifica gli unici segreti da custodire, quelli del cuore e dell’amore.

Rosalba Sgroia

2007

da RECENSIONI UAAR

 

LA PREGHIERA

Posted in riflessioni with tags , , , , , on 08/06/2012 by rosalbas

Sulla preghiera:

 Per me non è giusto che qualcuno si faccia pregare per elargire affetto, diritti, doveri.

Per me non è giusto che qualcuno preghi per ottenere qualcosa.

  Il concetto di preghiera mi è lontano anni luce.

Se qualcuno mi dice: TI PREGO non ha capito come son fatta io.

Una cosa è o NON è. Punto.

La preghiera, sempre per me, è un atto servile e poco dignitoso.

Chi mette un’altra persona in condizione di pregare è crudele.

Altra cosa è persuadere qualcuno con il ragionamento e con la forza delle idee,

ma ciò può avvenire solo in condizione di parità.

Rosalba Sgroia

La preghiera può essere solo un sollievo per chi prega, MA NON SMUOVE UN BEL NULLA. Ma è un ottimo alibi per stare con le mani in mano.

LA MUSICA MI ISPIRA, MI GUIDA, MI RISTORA

Posted in musica, poesia, riflessioni, video e foto with tags , , , , , on 05/06/2012 by rosalbas

DITIRAMBO

Testo ispirato dal brano “Raga” di  Jan Garbarek & Ustad Fateh Ali Khan 

Desertiche visioni – Tunisia

Calde armonie orientali, desertiche visioni, intime riflessioni, forse allucinazioni, ma intense passioni che la musica può infondere delicatamente, senza invadere, senza bramosia di possesso  Dona amore liquido, che scioglie animi e corpi. Dune solitarie distese di fuoco rosso bruciante, ma che dà frescura alla mente e silente s’invola leggero sulla parola che viaggia lontano e raggiunge una bolla sospesa nel nulla e nel nulla carpisce il Tutto della nostra esistenza.
E mi lascio cullare dalla nenia penetrante e sincera di un sibilo denso e fluido, che attira e abbandona.

Mi lascio ancora cadere su questo deserto e attendo…la notte…la notte…

Le mie dune dormono notti lunari di pace e sola fisso gli occhi di quelle stelle che fissano i miei.
Ogni granello di sabbia ha un corpo e si confonde col mio e mi perdo nella solita danza ancestrale, remota e viscerale che mi tiene sospesa dal suolo, come fossi io a dirigere i moti e le forze, a condurre gli eventi del cosmo.

Danza di niente, di carte imbrogliate, d’inganni svelati, di sorrisi negati, di chiusure forzate, lucchetti dell’anima, agorafobia interiore e riprecipito nei vortici di questa reale appartenenza, reale verità, reale condizione limite di spazi inarrivabili, ragione dell’impossibile, dell’inaccessibile, dell’incomprensibile. Punto.
E di nuovo a capo e ricominciare seguendo la scia di quei caleidoscopici e tremuli suoni squassati dall’ultimo Sole.

( Tratto da: “Che importa cosa sia” di Rosalba Sgroia  – Auto-pubblicazione su ilmiolibro.it)


NEL MIO NOME IL SENSO DELLA MIA VITA: ROSALBA

Posted in poesia, riflessioni, video e foto with tags , , , on 04/06/2012 by rosalbas

Ringrazio mia madre che non usò il calendario per darmi il nome. Lo immaginò solo quando mi vide. Il mio nome ha valore, ha segnato la mia vita, lo amo, mi rappresenta.

Mi rendo conto che a 51 anni sono realmente quella che avvertivo essere sin da piccolina. Poi, durante il corso della mia vita non ho sempre saputo dare voce al mio sentire come avrei voluto e sono restata per qualche periodo in gabbia! La gabbia delle convenzioni, del DOVER ESSERE per compiacere, quella che ci fa AMMALARE. NO! Ora non più e ormai è già un bel po’ che capito il da farsi. NO! Non più in gabbia, la gabbia che ci costruiamo intorno per compiacere. NO!

***

Un fiore, una luce,una donna, una storia.

-000-

Spensero la luce artificiale quando nacqui

e quella  chiara dell’aurora mi colpì

diventando parte del mio nome.

Poi il colore della pelle mia

ricordava i petali di rosa

ed ebbe, così, inizio il mio cammino.

Rosa-alba

fu il primo suono

che ancora m’accompagna

e come un caldo abbraccio

lo sento a me vicino…

Il mio nome.

Racchiude la mia vita amata

di bimba docile e ribelle,

indipendente per principio  e inclinazione

dal pianto facile e dalle risa in tasca,

attenta alla beltà della natura,

tra canti, musica e dipinti,

e triste quando nell’aria c’era festa.

Le feste con le cadenze fisse,

quelle che “devi esser felice!”

quando non era opportuno esser allegri

se in quel momento avevi altro per la testa.

Mio padre dal lavoro,preso ancora dagli affari

ritornava e al suon del campanello

scappavo in un baleno…

mi sollevava in alto

facendomi girare tutt’intorno

e la sensazione che mi porto dentro

è… come far la lotta con il cielo.

Mia madre, casa e scuola,

aveva forse sogni addormentati,

celati dal suo senso del dovere

verso noi figli, verso non so che cosa.

E’ certo che era sola nell’intima sua vita,

con accanto un’altra solitudine

con dentro due universi mai scoperti

dall’energia che immensa ne fluiva.

Così, nel modo più normale,

capisco ora che il mio cercare

viaggiava in una certa  direzione

verso qualcuno o qualche arte

che a me offrisse un  confronto,

specchio del mio sentire,

condivisione del senso più profondo.

Altalenando i miei inquieti umori

ho respirato giorni nuovi e pieni

segnati dai sorrisi delle mie gote rosse

sempre in tensione per l’euforia.

un’allegria tremendamente vera

com’era  vera pure la malinconia.

Sì, senza stupore, anche la tristezza

perché non c’è mai stato un solo corpo

che fosse disgiunto dalla sua ombra

e forse più la luce inonda e abbaglia

e più l’ombra  s’allunga  e si fa più potente…

………………………………………

………………………………………

………………………………………

………………………………………

Mia madre, mio padre.

Due sfere di cristallo in una scatola

ognuno a puntellare i propri muri,

a sostener con forza le proprie convinzioni.

Perché questi pensieri, ora?

Mi vedo srotolar la vita

come un nastro  sfilacciato

a camminar per mano alla mia ombra,

essermi ritrovata a metà strada

tra i sogni di bambina

e la realtà racchiusa in una storia.

Rosalba Sgroia 2001

Avevo un anno e mezzo e il mio sorriso c’era già.

UNA FARSA MILLENARIA…CHE ANCORA CONTINUA

Posted in cattolicesimo, laicità, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , , on 03/06/2012 by rosalbas

“IL MONDO DEVE SEGUIRE LA CHIESA, NON IL CONTRARIO” ( cit- Film Fellini)

Lo spettacolo di Ratzinger, oro e costumi costosissimi per predicare povertà ecc ecc

SII FELICE E ALLONTANA GLI INSODDISFATTI.

Posted in poesia, riflessioni with tags , , , , , , on 02/06/2012 by rosalbas

Con queste parole mi piacerebbe invitare a reagire  tutti  coloro che si fanno trascinare dall’insoddisfazione altrui ,  fino ad arrivare a tormentare la propria vita.

Reagire senza violenza, ma con intelligenza, con lucida circospezione.

Come? Semplicemente conoscendo i meccanismi proiettivi che certe persone adottano.

Questo serve per evitare di restare coinvolti dalle negatività di chi non sopporta la vostra vitalità.

Per anni ne sono stata oggetto non avendo ancora compreso il modo per restare fuori dai giochi di chi può manovrare l’altrui personalità.

Non sono qui per dare lezioni, ma per dire ciò che ho vissuto e che non voglio più vivere.

Vi assicuro, una liberazione!

I miei sorrisi? Il mio corpo parla. Sono felice.     FELICE QUI ED ORA!

********* 

LO STALLO

 

“Le coordinate del male

s’incrociano nel tuo sguardo.

Pietrificato è l’atto

che m’innalza al tuo cospetto!”

Rosalba Sgroia

 2001

 

I MIEI SORRISI

Presi uno schiaffo per i miei sorrisi.

Troppo felice per esser accettabile.

Era scuro in volto e nel cuore

E trasferì in me l’odio, il rancore.

Episodio che si aggiunse ad una serie

di eventi in cui l’invidia era costante

e per mia ingenuità e inesperienza

fui trascinata da tale prepotenza.

Troppi gli occhi agghiaccianti

ferivano la mia vitalità.

Gli slanci abbattuti con gli sguardi,

per rivitalizzarli sembrava troppo tardi.

Ma quando il vaso fu colmato

e l’ ingenuità divenne saggezza,

l’invidia del non saper essere felice

rimase in chi si nasconde e in chi non dice.

ROSALBA SGROIA

I miei sorrisi

Un amico mi ha chiesto:-  Cioè l’unica soluzione è allontanarsi dagli insoddisfatti, anche se persone care ?

La mia risposta:- Certamente non allontaneremo mai la persona insoddisfatta che ha bisogno di aiuto e di conforto, di amicizia. No questo no. Io non lo faccio MAI, te lo assicuro, ma io intendevo dire che occorre allontanare da sé gli effetti che potrebbero esserci facendosi coinvolgere da alcune dinamiche che si potrebbero creare.

Ovviamente all’insoddisfazione ci aggiungo l’invidia, quel sentimento che tende a fagocitare l’altro. Sai, io comunque ho allontanato anche persone che ritenevo essere “CARE”, ma mi facevano star male ed io lo permettevo, purtroppo.

Ho capito che non devo permettere a nessuno di influenzarmi negativamente.