LA MUSICA MI ISPIRA, MI GUIDA, MI RISTORA

DITIRAMBO

Testo ispirato dal brano “Raga” di  Jan Garbarek & Ustad Fateh Ali Khan 

Desertiche visioni – Tunisia

Calde armonie orientali, desertiche visioni, intime riflessioni, forse allucinazioni, ma intense passioni che la musica può infondere delicatamente, senza invadere, senza bramosia di possesso  Dona amore liquido, che scioglie animi e corpi. Dune solitarie distese di fuoco rosso bruciante, ma che dà frescura alla mente e silente s’invola leggero sulla parola che viaggia lontano e raggiunge una bolla sospesa nel nulla e nel nulla carpisce il Tutto della nostra esistenza.
E mi lascio cullare dalla nenia penetrante e sincera di un sibilo denso e fluido, che attira e abbandona.

Mi lascio ancora cadere su questo deserto e attendo…la notte…la notte…

Le mie dune dormono notti lunari di pace e sola fisso gli occhi di quelle stelle che fissano i miei.
Ogni granello di sabbia ha un corpo e si confonde col mio e mi perdo nella solita danza ancestrale, remota e viscerale che mi tiene sospesa dal suolo, come fossi io a dirigere i moti e le forze, a condurre gli eventi del cosmo.

Danza di niente, di carte imbrogliate, d’inganni svelati, di sorrisi negati, di chiusure forzate, lucchetti dell’anima, agorafobia interiore e riprecipito nei vortici di questa reale appartenenza, reale verità, reale condizione limite di spazi inarrivabili, ragione dell’impossibile, dell’inaccessibile, dell’incomprensibile. Punto.
E di nuovo a capo e ricominciare seguendo la scia di quei caleidoscopici e tremuli suoni squassati dall’ultimo Sole.

( Tratto da: “Che importa cosa sia” di Rosalba Sgroia  – Auto-pubblicazione su ilmiolibro.it)


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