LO SCHOCK PRIMARIO di Luigi de Marchi

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Rosalba Sgroia e Luigi de Marchi alla libreria Odradek- Roma (2003)

8839712089

LO SCHOCK PRIMARIO

recensione di Rosalba Sgroia

Luigi De Marchi. Lo shock primario. Le radici del fanatismo da Neanderthal alle Torri gemelle. Roma, ERI – Edizioni RAI 2002, pagg. 254, € 13,00. ISBN 8839712089

Lo schema interpretativo proposto nel libro consente di rendersi conto non solo delle molteplici elaborazioni psicologiche e culturali dell’angoscia di morte, ma anche come queste abbiano causato una serie di danni gravissimi all’umanità.

Abbandonato l’assunto, prima sostenuto, che considerava l’essere umano – fondamentalmente sereno e pacifico – trasformato di volta in volta in vittima e carnefice dalla cosiddetta “società malata” (determinismo sociologico), l’autore ha ultimamente concepito uno schema interpretativo dell’intero processo dell’evoluzione culturale umana per spiegare, in termini “psicologico-esistenziali”, proprio la natura negativa di una società che da sempre ha provocato infelicità, distruzione, sfruttamento, violenze, etc. Come si sarebbe originata, specialmente in epoca pre-culturale, questa struttura malata e violenta, partendo da una base umana tendente all’armonia e alla bontà? Ripercorrendo le tappe teoriche di noti filosofi, sociologi e psicologi, specialmente riesaminando gli studi di Freud sull’istinto di morte e quelli di Reich sull’angoscia dell’orgasmo, Luigi De Marchi inizia a ipotizzare che la morte, o meglio, l’angoscia di morte, abilmente rimossa in tutte quelle teorie interpretative (proprio secondo il noto meccanismo difensivo freudiano), abbia provocato nell’uomo primordiale «…una reazione di terrore e di panico […] definita shock esistenziale che sta alla base della nascita e di molti sviluppi della cultura umana, se per cultura s’intende […] la produzione di idee, fantasie, miti, credenze…». De Marchi è consapevole che è impossibile dimostrare, senza ombra di dubbio, quando la scimmia umana iniziò a darsi questo tipo di cultura (non quella cosiddetta “materiale”, privilegiata dagli studi marxisti); tuttavia nota che «…il più antico documento di cultura umana […] finora conosciuto […] sono le sepolture neandertaliane del paleolitico medio».

La particolare posizione rannicchiata, i resti di cibo fossilizzati, insomma tutta una ritualizzazione della sepoltura deducibile da questi elementi, lascerebbe supporre (l’autore afferma con certezza) l’esistenza di una capacità ideativa, un’elaborazione mitico-fantastica, secondo la quale s’iniziava a credere a una vita oltre la morte, proprio negando la morte stessa; una sorta, quindi di difesa psichica contro lo shock primario, cioè l’inevitabilità della propria morte. Anche i riti d’iniziazione, caratterizzati dal passaggio da una morte simbolica a una rinascita, sembrano essere «…un’altra testimonianza dal carattere primario e prioritario della negazione della morte rispetto a ogni altra motivazione culturale». Anche in altre civiltà antichissime si nota l’ossessione e il terrore di morire, per esempio in quella egizia. Dunque, l’autore sostiene che ogni tipo di cultura ha posto le basi sullo shock esistenziale e sul bisogno emozionale immediato e non consapevole di difendersi dall’angoscia di morte, sopraggiunta contemporaneamente alla nascita della coscienza.

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2 Risposte to “LO SCHOCK PRIMARIO di Luigi de Marchi”

  1. Avrei voluto inserire al seguito del tuo componimento “L’acqua santa”, a mo’ di commento, due miei componimenti: “Il regno dei morti viventi” nel quale evidenzio il significato schiavistico del battesimo, e “Tra l’utile e il futile” nel quale, sottraendomi
    alla logica uni-dimensional-dia-lettica incardinata nel cristianesimo, smaschero il cosiddetto dogma trinitario.
    Tuttavia, considerata l’affinità dei temi e degli intenti, spero possa non risultare estranea la riproduzione di questi due componimenti nello spazio qui dedicato alla presentazione del libro di Luigi De Marchi “Lo schock primario”.
    ————————–
    IL REGNO DEI MORTI VIVENTI
    Con il cristianesimo
    e con ogni altra pseudo-religione
    il fatto storico, contingente,
    della schiavitù
    mediante catene metalliche
    imposta ad Individui
    comunque liberi
    è stato uni-versalizzato
    globalizzato
    assolutizzato
    in forme sociali
    programmaticamente
    psichicamente devitalizzanti …
    … Qui le catene
    non sono più metalliche
    MA MENTALI
    generativamente
    “molto affettuosamente” ( … ??? … )
    collaborativamente
    ora riprodotte
    dagli stessi pre-desti-nati
    sub-ordinati
    ( = sotto-ordinati )
    costoro siccome
    precocemente
    psichicamente
    indolentemente violentati
    battezzati = conformati
    biblicamente
    evangelicamente
    ( = iper-narrativamente )
    dicotomizzati
    personalizzati
    autonomizzati
    automatizzati
    già divenuti
    “amorevolmente”
    cioè dottrinariamente
    ancora infanti
    niente più
    che larve umane

    Udine, 31 gennaio 2009
    Aldo Pagano – aldo.pagano.ywmr@alice.it
    ——————————–
    TRA L’UTILE E IL FUTILE
    I QUOTIDIANI MILLE TRAVESTIMENTI
    DEL NIENTE
    Ovvero
    L’AN-ES-T-ETICA ID-ENTITA’
    Ovvero
    LA FABBRICA DEGLI SCHIAVI

    Tra l’utile e il futile
    la quotidiana finta solidarietà
    di lamenti intessuta
    e di sterili racconti
    ovvero
    la monoteistica e delinquenziale
    triade mistica e nichilistica
    dell’assoluzione
    deresponsabilizzante
    cioè nell’ordine
    soltanto espositivo
    il padre illegittimo e geloso
    assoluto e asessuato (1)
    l’utile (1) – o unico principio
    il figlio castrato
    il futile – o perfetto subordinato
    e lo spirito santo (2)
    o an-es-t-etica ID-entità
    del puro e adialogico formalismo
    essenza del millenario dominio
    pigramente
    affettuosamente
    ed acriticamente legittimante
    il disordine costituito

    Aldo Pagano – aldo.pagano.ywmr@alice.it

    Udine, 19 ottobre 2007

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