X CONGRESSO NAZIONALE UAAR a Roma-2/3 novembre 2013

Si è concluso il decimo congresso nazionale UAAR, il quinto per me.
2013-11-02 11.40.15
Sono stata molto contenta per come si è svolto, sempre con la correttezza e con la giusta dose di equilibrio che si addice alle Associazioni serie e rispettabili ( Vedi Congresso Varese 2010).
Dopo le votazioni agli emendamenti per modificare Statuto e Tesi e dopo la nomina del Segretario e del nuovo Comitato di Coordinamento e dei Probiviri, tutti i delegati hanno potuto trascorrere sereni e divertenti momenti di convivialità, conditi dall’umorismo di un socio romano che ha simpaticamente presentato la nostra associazione in modo satirico e autoironico.
Il bello di essere in questa UAAR da 12 anni e di continuare a condividere impegni e risate con persone fantastiche è proprio questo: essere persone serie e fattive  che non si prendono sempre sul serio, che sanno ridere anche dei propri difetti e che fanno di tutto per migliorare.
Sono refrattaria ai gruppi mistici, ai gruppi in cui ci sono capi indiscussi, ho respirato sempre aria di semplicità, di parità, di dignità, di cordialità, di lealtà e onestà!
PER QUESTO CI RESTO! Altrimenti sarei FUGGITA DA UN PEZZO!
GRAZIE AMICHE E AMICI!
COMUNICATO STAMPA UAAR

Sabato 2 novembre e domenica 3 novembre avrà luogo a Roma il decimo congresso Uaar. È l’occasione per fare il punto della situazione per un’associazione che, negli ultimi tre anni, ha visto espandere ulteriormente le proprie attività. Dall’avvio del progetto editoriale “Nessun Dogma” alla creazione di una biblioteca, dal sito “Scopri quanto sei cattolico” sino alla recente campagna pubblicitaria “Viviamo bene senza D”, sono state tante le iniziative portate a compimento.

Di fronte alla marea montante del clericalismo, tuttavia, gli sforzi devono essere ulteriormente intensificati. I delegati provenienti da tutta l’Italia discuteranno di quali strade intraprendere perché il paese diventi veramente laico e le sue politiche siano improntate al buon uso della ragione, non solo a parole ma anche nei fatti.

Ma l’obiettivo è anche far uscire allo scoperto l’enorme numero di non credenti, «perché è la strada più semplice per combattere lo stigma sociale e cominciare a essere trattati come gli altri», sostiene Raffaele Carcano, segretario dell’associazione. La sfida continua a essere impegnativa, «ma non è certo impossibile, perché sappiamo che milioni di italiani vogliono le nostre stesse cose». La società italiana è sempre più secolarizzata, ma la legislazione ancora non ne prende atto: non sarà semplice, ma l’Uaar ci proverà.

Il X congresso Uaar si svolgerà a Roma, presso il Worldhotel Ripa, via degli Orti di Trastevere 3.

Comunicato stampa Uaar

6 Risposte to “X CONGRESSO NAZIONALE UAAR a Roma-2/3 novembre 2013”

  1. Engy Says:

    contenta della sua felicità per la buona riuscita del congresso e per il clima conviviale tra di voi – le chiedo se l’autoironia e l’assenza di dogmatismo secondo lei è generalmente rintracciabile nei commenti degli abituali commentatori del blog dell’uaar.
    E a proposito di ciò che lei si augura e cioè: “Ma l’obiettivo è anche far uscire allo scoperto l’enorme numero di non credenti, «perché è la strada più semplice per combattere lo stigma sociale e cominciare a essere trattati come gli altri», sostiene Raffaele Carcano, segretario dell’associazione …” non è che, con la “scusa” dello stigma (opinabile secondo me), volete convertire all’ateismo sempre più persone, allo stesso modo di tanti credenti in Dio?

    • Non è affatto nostra intenzione quella di convertire le persone, giammai, e lo dico convintamente. Si tratta solo di far conoscere le nostre idee, di promuovere argomenti che spesso vengono eclissati dall’informazione imperante che si occupa solo di questioni inerenti al sacro e alle religioni. Già, desideriamo essere trattati come gli altri e avere lo spazio che meritiamo, semplicemente come persone libere di esprimere la nostra essenza, la nostra filosofia di vita aconfessionale, ricca di principi umani e sociali. So cosa vuol dire essere indotta alla conversione e le assicuro che è cosa ripugnante. Ogni persona ha diritto di pensarla come vuole, ma nessuno deve essere privilegiato rispetto agli altri. Ha presente l’articolo 3 della Costituzione italiana? Per altri chiarimenti legga la presentazione di questo blog e tutto il resto. Grazie

      • Engy Says:

        Io credo intanto che in Italia nessuno possa realmente essere INDOTTO a qualsiasi conversione con la forza – tranne casi eccezionalisssimi – e sul condizionamento da parte della chiesa cattolica avrei molto da ridire, giacchè penso che la colpa maggiore stia nel conformismo religioso di quanti, senza esserne costretti, continuano con pratiche (religiose appunto) prive di senso; ovviamente prive di senso NON in assoluto, ma per loro.
        Ed è molto comodo credo continuare ad attribuire (in questo campo come in quello politico ad esempio) tutte le colpe agli “altri” mentre passivamente si sta con le mani in mano trascinandosi la vita, continuando a fare le stesse cose se no poi mamma si dispiace, allo stesso tempo inveendo ai preti e ai politici con vere chiacchiere da bar, spesso anche volgari ingiuriose e irrispettose.
        Tra l’altro e non meno importante, è proprio il conformismo religioso, non certo l’ateismo convinto (e civile) a mancare di rispetto a quanti credono.
        Per quanto riguarda il giudizio sul commentatore medio del sito uaar, non credo troverò molto sulla presentazione di questo blog ….

  2. Il commentatore medio che lascia opinioni, più o meno colorite si assume la responsabilità di quello che dice e spesso è volutamente ironico per controbattere alle scemenze che alcuni cattotroll scrivono. Ovviamente l’UAAR ha una linea molto diversa e non risponde mai a nessuno con veemenza e mancanza di rispetto.Sul condizionamento della chiesa cattolica? Ah, questa è bella…più di 2000 anni possono raccontare come sono andate le cose. Sul conformismo del cattolico medio le do ragione.
    I miei ossequi.

    • Engy Says:

      Senza bisogno di andare a 2000 anni fa e limitandoci invece agli ultimi decenni in Italia, non ho mai visto arrivare le guardie svizzere a casa per obbligare le persone a battezzare i propri figli, tanto per dirne una. E il conformismo – in tutte le sue forme – è un modo di essere che scegliamo NOI, non altri; questa eterna tendenza al vittimismo autoassolutorio non è più accettabile, ed è ridicolo.
      A proposito del commentarium del sito uaar: io lo frequento da maggio scorso più o meno e quelle che lei chiama espressioni colorite, per me – come credo per tutti coloro in grado di leggere e che vogliano attribuire il giusto significato alle parole e che soprattutto non siano (come sempre succede) pesantemente condizionati dalla “parrocchia”, atea o religiosa o politica di riferimento che chiede, sempre, di negare, minimizzare, mistificare – sono inciviltà, violenza, volgarità, offese, insulti, nella stragrande maggioranza dei casi. Le persone che argomentano seriamente, anche con durezza, si contano sulle dita di mezza mano.
      E meno male che non sono cattolica praticante, mi definisco agnostica con una mia spiritualità che difendo e sono perennemente “alla ricerca”: meno male dicevo, vista la sua scelta del termine “scemenze” (scemenze generiche, non meglio precisate o un minimo elencate) !
      In ogni caso, ancora una volta, non mi pare il miglior modo di dialogare.

      Tolgo il disturbo, ossequi pure a lei signora e tante buone cose!

      • Vedo che le sue risposte sono molto piccate e sinceramente prive di quella calma meditativa che si accredita. La verità è che siamo stati zitti e mazzolati per benino da millenni e ora BASTA! Buona fortuna!

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