LA “BUONA SCUOLA” AMATA DA CONFINDUSTRIA.

Per ora la questione è stata sollevata  SOLO dal quotidiano  locale  “Roma”  di Napoli in un’inchiesta.

Speriamo che si indaghi ancora più in profondità e CHE I MEDIA NAZIONALI NE PARLINO APERTAMENTE!
Comunque cliccate SU TUTTI i link e capirete da soli di che si tratta.

Rosalba Sgroia

LA SCUOLA STATALE PREDA DI ENTI PRIVATI, ANCHE CONFESSIONALI. LA SCUOLA STATALE E’ IN PERICOLO.

PURTROPPO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE NON SA E NON COMPRENDE COSA CI SIA DIETRO LA ” BUONA SCUOLA”. C’E’ IL TENTATIVO DI SMANTELLARE LA SCUOLA STATALE E CON ESSA LA DEMOCRAZIA. ANCHE IL SOSTEGNO AGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI  VA ELIMINATO,

SECONDO I DISTRUTTORI DELLA NOSTRA SCUOLA.     CONTINUA A LEGGERE e troverete parecchi link di riferimento. Fatevi un’idea.

Per chi volesse scrivere al Presidente di Treellle Attilio Oliva:  oliva@treellle.org

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Del resto, nel 2009/2010, i professori universitari avevano già denunciato tutto.    

(…) La sostanziale corrispondenza tra le posizioni della Fondazione TreeLLLe, quelle governative e quelle del PD si puo’ constare leggendo il documento “DDL PD: commissariamento degli Atenei e dei docenti“.

3. Cancellazione della partecipazione democratica

L’obiettivo principale del DDL e’ quello di azzerare la partecipazione democratica nella gestione degli Atenei, trasformandoli in aziende simili alle ASL(…)  CONTINUA A LEGGERE

PER CHI NON CREDE A QUESTE NOTIZIE: LEGGETE QUESTE MEMORIE…

http://www.treellle.org/files/lll/Memoria%20TreeLLLe%20per%20VII%20Commissione%20camera%20e%20senato%20su%20AC2994_9aprile2015.pdf

treellle

9 Risposte to “LA “BUONA SCUOLA” AMATA DA CONFINDUSTRIA.”

  1. Massimo Ponchia Says:

    Quello che sta accadendo alla scuola è la stesa cosa che sta accadendo all’Italia tutta: privatizzazione del patrimonio pubblico e sua predazione. Per quanto riguarda il mondo della scuola bisogna aggiungere che il personale docente e non solo, naturalmente con le dovute meritevoli eccezioni, raccoglie quello che ha seminato prima votando in massa DC e adesso PD. Finché il governo di turno li ha tutelati e coperti tutto bene e tutti zitti, adesso che il governo li scarica per il semplice motivo che non gli servono più, si lamentano. TROPPO TARDI E TROPPO COMDODO CARI DIPENDENTI PUBBLICI.

    • E ti ho risposto anche sull’altro post. Ti do ragione, infatti ho sempre detto di essere contraria ad una visione del proprio orticello, ma invece occorre essere LUNGIMIRANTI E SOLIDALI. Ora paghiamo TUTTI LO SCOTTO. invece di estendere a tutti i diritti li stanno TOGLIENDO a tutti.
      E le ripeto che : La sua acredine, però è davvero eccessiva, questo è preoccupante…

      • Massimo Ponchia Says:

        In effetti la battaglia se battaglia si vuole fare non deve essere per migliorare la condizione della scuola ma per cambiare radicalmente il sistema sociale. Cambiamento all’interno del quale includere anche la scuola, della quale non bisogna preoccuparsi solo degli aspetti marginali e cioè di tipo organizzativo-economico ma prioritariamente delle modalità di creare formazione e cultura. In altre parole la categoria degli insegnanti non dovrebbe preoccuparsi come ha sempre fatto solamente di pararsi il culo lavorando il meno possibile e creandosi meno problemi possibile ma mettere radicalmente in discussione il sistema sociale e proporre alternative di cambiamento radicale dello stesso all’interno delle quali si rimposti ANCHE il mondo della scuola. Con l’attuale atteggiamento che è preoccupato solo a difendere gli interessi di categoria e privo di una pur minima visione a più ampio spettro sociale, dimostrano tutti loro limiti storico-culturali di “servi ubbidienti” del potere costituito che fino a poco tempo fa, dal momento che gli erano utili, li ha protetti.

      • Io sono docente da 25 anni E MI SON GUADAGNATA IL MIO STIPENDIO LAVORANDO SODO e come me TANTI ALTRI. E capperi, non ci sto a questa logica. I fannulloni e gli incompetenti sono OVUNQUE. Piantiamola con questi luoghi comuni e denigratori.

  2. Inoltre LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE NON E’ LA DIFESA DI UNA CATEGORIA, MA DELLA SOCIETA’ DEMOCRATICA, CAPITO? MAI SERVI DI QUALCUNO!

    • moka Says:

      ma difesa di quali interessi di categoria? mi spieghi? Ti prego, dimmi punto per punto gli interessi che i docenti vorrebbero difendere!! Se mi parli di diritti allora forse sì. La questione sulla quale c’è allarme è un’altra ed è di una GRAVITA’ senza precedenti, la FINE DELLA SCUOLA PUBBLICA! Caxxo!!! Ce ne rendiamo conto??? E voi ancora con la vecchia acredine sui professori (che hanno le ferie lunghe) come se tutti fossero dei fancazzisti… ci sono sì ma sono l’assoluta minoranza, come una minoranza sono pure le eccellenze, la maggioranza lavora e basta… ma funziona così in ogni sistema! Direi che è quasi “fisiologica” la presenza di queste tre componenti, è come una classe di alunni: sono tutti eccellenti? E BASTA, finitela! E poi: “finchè il governo di turno li ha tutelati tutti zitti”..e certo! Cosa fai, protesti perchè vieni tutelato?

      • Massimo Ponchia Says:

        Prima di difendere degli interessi bisogna avere una visione di quali sono questi interessi. E allo stato attuale a me pare che, almeno la maggior parte del corpo insegnante, questa cosa non l’abbia molto chiara. Credono che difendere l’interesse della scuola pubblica sia difendere il loro diritto a un giusto compenso e a una tutela professionale della quale non potranno più godere. (si rassegnino) MA NON E’ COSI’. Devono rendersi conto che bisogna battersi per cambiare il modello sociale complessivo, mettere in discussione non la scuola ma la cultura e la formazione. In altre parole la scuola deve trasformarsi da luogo di indottrinamento nel quale si cerca di inculcare nelle giovani menti pacchetti prefabbricati e finalizzati alla creazione di persone piatte e prive di ogni capacità critica e “adatte a servire il sistema” a luoghi dove liberamente si va ad apprendere e a discutere e sperimentare idee e progetti, un luogo dunque dove l’obiettivo è quello di potenziare la capacità critica e la creatività di ogni singola persona affinché essa possa esprimere tutto il suo potenziale umano e così arricchire la società in cui vive.
        Ci tengo a precisare che nella mia libera critica non c’è assolutamente acredine nei confronti della categoria degli insegnanti ma solo il desiderio di offrire il mio modesto contributo al miglioramento della stessa. Per quanto riguarda il pericolo da te evidenziato e cioè la fine della scuola pubblica, per quel che mi riguarda posso dire: ERA ORA. Almeno se per scuola pubblica si intende quella che ha operato in questi ultimi decenni, scuola che come ho già detto si è preoccupata prevalentemente di “STAMPARE INDIVIDUI TUTTI UGUALI INVECE DI
        CREARE PERSONE CURIOSE E PENSOSE”. Facendo riferimento alla tutela ricevuta dal corpo insegnante credo che, si avrebbero fatto bene a protestare, se essere tutelati implica come moneta di scambio vendere l’anima al diavolo: al di fuori di metafora devo dire che il corpo insegnante ( non tutti i suoi componenti) si è sempre adattato a seguire pedissequamente i diktat che venivano dall’alto anche quando questi andavano contro i fondamentali principi di “buon insegnamento” e questo nella logica di tutela del proprio meschino interesse personale senza mai protestare al fine di cercare di migliorare e rendere più “intelligente” la scuola. RIBADISCO NESSUNA ACREDINE MA SOLO LIBERA ESPRESSIONE DEL MIO PUNTO DI VISTA: IO PER MIA FORTUNA HO AVUTO DEGLI INSEGNANTI CHE OLTRE A FARMI LEGGERE I LIBRI MI HANNO INSEGNATO A DUBITARE , A PORMI DOMANDE, A PROTESTARE E A PROPORRE. A DIALOGARE E A CONFRONTARMI. E IO, DA BUON ALLIEVO QUESTO FACCIO.

  3. Massimo Ponchia, ti rispondo con questo mio articolo e con me, sulla questione del PENSIERO CRITICO sfondi una porta SPALANCATA! https://neroassenso.wordpress.com/indottrinamento-infantile/

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