Archive for the libri Category

CRESCERE FIGLI SENZA DOGMI

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, diritti civili, etica, filosofia, laicità, libri, scuola, uaar with tags , , on 22/11/2015 by rosalbas

INDOTTRINAMENTO INFANTILE FOTO

Ho curato la sua  prefazione  dato il grande interesse per l’argomento, sia come genitore che come insegnante.

Ho parlato di INDOTTRINAMENTO INFANTILE e ho letto  alcuni stralci del libro che è un testo davvero utile e ben scritto.
L’incontro si è tenuto
Giovedì 26 novembre 2015 – ore 18.00
Il Circolo Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Roma ha presentato: “Crescere figli senza dogmi” di Deborah Mitchell” Nessun Dogma editore
Sono intervenute:
Elisabetta Bertini, psicologa psicoterapeuta
Rosalba Sgroia, insegnante
Modera: Cinzia Visciano, Coordinatrice Circolo Uaar di Roma

Ecco le foto della  presentazione di questo libro.

FB_IMG_1448620834089

12316257_10208020217203847_4122417558509145240_n12246801_10153228389808161_7715147404883111506_n

VIDEO- Presentazione del libro “Ricerca-pilota. Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità di ruoli”

Posted in diritti civili, libri, politica, religione e potere, scuola, video e foto with tags , , , , , , , , , , on 12/03/2014 by rosalbas

“RICERCA-PILOTA Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”

“RICERCA-PILOTA
Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”
di
Maria Vittoria De Matteis
giornalista di Rainews24

Prefazione di Franco Ferrarotti

TEKE editori

***

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Evento avvenuto  il 7 marzo alle ore 15.00 presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, in Piazza della Torretta 36 a Roma.

Il testo parla di come, applicando una ‘pedagogia di genere’, possa cambiare la cultura di una società. Dalla periferia difficile, al quartiere borghese, alle realtà di provincia, docenti, animatrici e studentesse raccontano i mutamenti tangibili ottenuti sul campo.

Presenti, oltre all’autrice e  al sociologo Franco Ferrarotti, anche due docenti, Rosalba SgroiaSabrina Di Gennaro, che hanno raccontato le proprie esperienze didattico-educative nelle scuole in cui operano ( Scuola Primaria Roma e Secondaria di secondo Grado Civitavecchia).

E’ stato anche  presentato in anteprima un video sull’argomento del libro interpretato da giovani attori e sono state esposte le tavole dello storyboard.  In sala anche le autrici del progetto “If You Were Me – Se Tu Fossi Me”, Maria Sara Cetaro e Serena Giardino.

Queste sono le mie parziali risposte ( più in basso c’è l’intervista completa)  alle domande che la giornalista M.Vittoria De Matteis mi ha posto  nell’intervista che è presente nel volume, insieme ad altri interventi di altri docenti.

2014-03-07 15.11.02

LO SCHOCK PRIMARIO di Luigi de Marchi

Posted in cattolicesimo, Cristianesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , on 26/03/2013 by rosalbas

2603201311319

Rosalba Sgroia e Luigi de Marchi alla libreria Odradek- Roma (2003)

8839712089

LO SCHOCK PRIMARIO

recensione di Rosalba Sgroia

Luigi De Marchi. Lo shock primario. Le radici del fanatismo da Neanderthal alle Torri gemelle. Roma, ERI – Edizioni RAI 2002, pagg. 254, € 13,00. ISBN 8839712089

Lo schema interpretativo proposto nel libro consente di rendersi conto non solo delle molteplici elaborazioni psicologiche e culturali dell’angoscia di morte, ma anche come queste abbiano causato una serie di danni gravissimi all’umanità.

Abbandonato l’assunto, prima sostenuto, che considerava l’essere umano – fondamentalmente sereno e pacifico – trasformato di volta in volta in vittima e carnefice dalla cosiddetta “società malata” (determinismo sociologico), l’autore ha ultimamente concepito uno schema interpretativo dell’intero processo dell’evoluzione culturale umana per spiegare, in termini “psicologico-esistenziali”, proprio la natura negativa di una società che da sempre ha provocato infelicità, distruzione, sfruttamento, violenze, etc. Come si sarebbe originata, specialmente in epoca pre-culturale, questa struttura malata e violenta, partendo da una base umana tendente all’armonia e alla bontà? Ripercorrendo le tappe teoriche di noti filosofi, sociologi e psicologi, specialmente riesaminando gli studi di Freud sull’istinto di morte e quelli di Reich sull’angoscia dell’orgasmo, Luigi De Marchi inizia a ipotizzare che la morte, o meglio, l’angoscia di morte, abilmente rimossa in tutte quelle teorie interpretative (proprio secondo il noto meccanismo difensivo freudiano), abbia provocato nell’uomo primordiale «…una reazione di terrore e di panico […] definita shock esistenziale che sta alla base della nascita e di molti sviluppi della cultura umana, se per cultura s’intende […] la produzione di idee, fantasie, miti, credenze…». De Marchi è consapevole che è impossibile dimostrare, senza ombra di dubbio, quando la scimmia umana iniziò a darsi questo tipo di cultura (non quella cosiddetta “materiale”, privilegiata dagli studi marxisti); tuttavia nota che «…il più antico documento di cultura umana […] finora conosciuto […] sono le sepolture neandertaliane del paleolitico medio».

La particolare posizione rannicchiata, i resti di cibo fossilizzati, insomma tutta una ritualizzazione della sepoltura deducibile da questi elementi, lascerebbe supporre (l’autore afferma con certezza) l’esistenza di una capacità ideativa, un’elaborazione mitico-fantastica, secondo la quale s’iniziava a credere a una vita oltre la morte, proprio negando la morte stessa; una sorta, quindi di difesa psichica contro lo shock primario, cioè l’inevitabilità della propria morte. Anche i riti d’iniziazione, caratterizzati dal passaggio da una morte simbolica a una rinascita, sembrano essere «…un’altra testimonianza dal carattere primario e prioritario della negazione della morte rispetto a ogni altra motivazione culturale». Anche in altre civiltà antichissime si nota l’ossessione e il terrore di morire, per esempio in quella egizia. Dunque, l’autore sostiene che ogni tipo di cultura ha posto le basi sullo shock esistenziale e sul bisogno emozionale immediato e non consapevole di difendersi dall’angoscia di morte, sopraggiunta contemporaneamente alla nascita della coscienza.

CONTINUA A LEGGERE

I SERVI DEL POTERE

Posted in libri, poesie di nero assenso, politica, religione e potere, riflessioni, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 12/01/2013 by rosalbas

DEDICATA  A TUTTA LA GENTAGLIA CHE FA IL GIOCO DEI POTENTI

Loro se la ridono, ridono su tutto, sono senza volto, anzi ce l’hanno, ma con la riga in mezzo.

Politici che cianciano in modo scomposto, blaterano parole vacue, accusano senza proporre, screditano gli onesti, sbeffeggiano chi lavora. Serpi senza testa…

Se qualcuno si salva, soccombe tra le loro spire.

Boomerang- L’orrore restituisce l’orrore.

Posted in libri, poesie di nero assenso, politica, riflessioni, video e foto with tags , , , , , , , , , on 08/01/2013 by rosalbas

Boomerang

Di nessuna Chiesa

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, etica-bioetica, filosofia, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar, vaticano with tags , , , , , on 05/11/2012 by rosalbas

Recensione di Rosalba Sgroia  scritta nel 2005

Pubblicata sul sito UAAR http://www.uaar.it/ateismo/opere/87a.html

Giulio Giorello. Di nessuna Chiesa. La libertà del laico. Raffaello Cortina Editore, Milano 2005, pp. 79, € 7,50, ISBN 8870789756

La laicità, di questi tempi, non se la passa tanto bene. Questo lo sappiamo da tempo, ma i risultati degli ultimi referendum ne hanno dato la conferma. Ora abbiamo cardinali che giocano contemporaneamente il ruolo dei politici e quello degli unici portatori d’autorità morale e spirituale. Il compito dei cittadini-sudditi, credenti e non, sarebbe quello di inchinarsi ai loro voleri e valori, obnubilando qualsiasi forma d’autonomia di pensiero. E certo! Tutto ciò che non rientra nei dettami catechetici dell’ormai papa Benedetto XVI, viene bollato come “relativismo etico”, considerato «un lasciarsi portare qua e là da ogni vento di dottrina» fino ad arrivare a essere una dittatura «che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie».

In risposta a questo “rinnovato” assolutismo etico, Giulio Giorello – professore di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano – ha scritto un libro, un coraggioso pamphlet, che rivendica la libertà del laico a non avere nessuna chiesa. Nella fascia blu che avvolge la copertina c’è scritto: «I laici tendono a difendersi, è tempo di attaccare». Come non essere d’accordo?

Lo scontro, spiega il filosofo della scienza, è «tra una verità che non pretende di salvare neanche sé stessa e una verità che promette salvezza a chiunque vi si sottometta, tra una ragione che misura la propria gratuità e finitezza senza aver nostalgia di un fondamento e una ragione che nell’imposizione del fondamento trova il proprio sostegno e la propria giustificazione». Giorello rivaluta e difende il relativismo, inteso come impossibilità, da parte dell’uomo, di raggiungere certezze assolute e definitive e non come arbitrio incontrollato e privo di regole.

Ammettiamo, però, che il termine “relativismo” si presta a slogan fuorvianti, quelli che inducono i Pera e i Ratzinger a tuonare frasi come: «No alla dittatura del relativismo!», frase strumentale e a effetto per colpire il cuore della laicità dello Stato e della libertà di ricerca. A nostro dire sarebbe più corretto parlare di “pluralismo”, tuttavia, di fronte alla questione terminologica, Giorello non sembra preoccuparsene molto, anche se tenderebbe a preferire il termine “fallibilismo”, caro a Popper e a Peirce, cioè la capacità di imparare dagli errori, attraverso il confronto e la critica. Il relativismo, non essendo una religione o un dogma, è un atteggiamento mentale che consente a ogni teoria di avere i suoi critici e i suoi difensori pubblici. Permette a ogni posizione di avere il suo buon diritto a misurarsi e a mostrare i suoi fondamenti. Ed è proprio la scienza l’attività più imparentata al relativismo.

Di nessuna Chiesa è un libro di poche pagine, ma denso di concetti filosofici che a prima lettura possono apparire ostici per chi non è addetto ai lavori. Tuttavia fornisce molti spunti di riflessione che, specie in alcuni punti, sono illuminanti, compensando l’iniziale e superabile difficoltà interpretativa. Due esempi: «La solidarietà ha tre fili (natura, tecnica e società), non implica un principio trascendente, nemmeno pretende di escluderlo. In questo senso è disposta ad aprirsi ai membri di qualsiasi chiesa – purché costoro si impegnino al rispetto delle differenze, nella pratica prima ancora nella teoria». «Una società aperta e libera dovrebbe disporre di strutture protettive atte a garantire la tolleranza e a scoraggiare non solo l’intollerante, ma qualsiasi “ingegnere di anime” che, spinto da un irrefrenabile “altruismo”, voglia imporre le proprie ricette per plasmare l’uomo e la donna “nuovi”, costringendoli a scegliere quello che lui giudica essere il bene».

 

Figli di un Dio tiranno. Mia recensione

Posted in Cristianesimo, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Anche questa una mia recensione scritta qualche anno fa. Un libro spiazzante, peccato che, però, non si citassero anche le altre sette, ancora più organizzate e totalizzanti…

CHIARA BINI e PATRIZIA SANTOVECCHI (a cura di), Figli di un dio tiranno:dieci storie di fuoriusciti da gruppi religiosi, Avverbi  Edizioni, Roma, aprile 2002, pagine 138, euro 10,00

Recensione di Rosalba Sgroia VEDI ANCHE SU > http://www.uaar.it/ateismo/opere/57.html

“ Chi siamo? Dove stiamo andando? C’è grossa crisi!” Le simpatiche battute esistenziali di Corrado Guzzanti nei panni del santone di turno, interpretato in uno dei suoi esilaranti show, ci hanno fatto sorridere  su un   fenomeno che  purtroppo non è affatto divertente: il fiorire dei gruppi religiosi  più estremi.

La cronaca ogni tanto ci riserva notizie sul crescente numero di casi in cui è intervenuta la magistratura per indagare su episodi, avvenuti in queste sette, che vanno dal controllo mentale teso alla privazione della libertà individuale, alle richieste di danaro, ai soprusi sessuali fino ad arrivare all’omicidio.

Il libro, curato  dalla giornalista Chiara Bini e da Patrizia Santovecchi, scampata dalle grinfie di una setta e attualmente impegnata nel sostegno ai fuoriusciti, raccoglie dieci storie vissute da ex-adepti  che hanno voluto testimoniare la drammaticità delle loro esperienze.  Le loro voci, per molto tempo messe a tacere  o limitate  a sofferti colloqui privati, si sono  a poco a poco liberate per  chiedere un legittimo riconoscimento, non per suscitare pietà o commiserazione, ma per ottenere giustizia e informare l’opinione pubblica dei danni provocati dal “perdere se stessi” e la ragione, inseguendo una fede che diventa “tiranna”.

Leggendo i dieci racconti, tra l’altro ben curati dal punto di vista narrativo, ci si accorge che le vittime fagocitate dalle spire dei “grandi maestri” e delle “santone” non sono persone poco intelligenti o deboli, quanto quelle più sensibili e idealiste, che si sono lasciate entusiasmare  dalle soluzioni pronte offerte dalle verità assolute trascendentali  per avere le certezze e  le risposte ai  loro grandi interrogativi esistenziali.

Il libro riporta anche articoli di cronaca, tratti da alcuni quotidiani, in cui si evidenziano alcuni dei gruppi incriminati : i Testimoni di Geova, gli Hare Krishna, Scientology, la setta di Moon, l’Opera di Gesù di Mamma Ebe e  la Comunità Sant’Antonio Abate di Gabriele Basmagi. Inoltre, offre una sorta di decalogo – suggerito dallo psicoterapeuta Steven Hassan- un aiuto su come affrontare i più frequenti luoghi comuni riferiti ai cosiddetti culti distruttivi (da quelli di matrice induista a quelli penitenziali degli integralisti cristiani).