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“Prolegomeni a qualsiasi metafisica” di PAOLO FERRARINI

Posted in ateismo, mie recensioni, musica, video e foto with tags , , , , , , , on 06/11/2013 by rosalbas

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Recensione dell’album “Prolegomeni a qualsiasi metafisica” ( 2013)

Ascoltare le composizioni di Paolo Ferrarini  è un’emozione continua .

In  “PROLEGOMENI ” troviamo il giusto abbinamento della   sapiente filosofia, esplicata nei testi, con  la ricerca elegante dei suoni.

Suggestioni evocate da suoni  surreali, para-musicali e da melodie  delicate e grintose.

Contenuti di una profondità disarmante, squarci di luce nelle tenebre dell’ignoranza che ci circonda.

Luce della conoscenza, luce di una nuova e positiva realtà che deve necessariamente farsi spazio, uscendo dalle angustie del pregiudizio e dell’ingiuria.

Un album che ristora, che fa riflettere, che commuove.

Le voci di Paolo Ferrarini, della strepitosa cantante Jessica Bertolani e di Alison Medini, si fondono sapientemente  con le parole e le armonie che avvolgono piacevolmente l’ascoltatore,  stimolando emozioni ed intelletto contemporaneamente.

Qui riporto il brano ” NUOVA VITA”  -nella versione pop-  tratto da Prolegomeni, un Coming Out  di una persona che vuole estrinsecare il suo essere, la sua essenza, il suo vero orientamento sessuale, smascherando l’ipocrisia socio-religiosa che colpevolizza  e che emargina.

Tanto ancora c’è da dire, ma non voglio togliervi il gusto di scoprire personalmente le sensazioni che queste composizioni possono suscitare…

Vi consiglio  di ascoltare anche “Paradigmi gnoseologici” , altro album di grandi suggestioni  musicali  che ricordano i Dead Can Dance.

                                                                                                               Rosalba Sgroia

LO SCHOCK PRIMARIO di Luigi de Marchi

Posted in cattolicesimo, Cristianesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , on 26/03/2013 by rosalbas

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Rosalba Sgroia e Luigi de Marchi alla libreria Odradek- Roma (2003)

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LO SCHOCK PRIMARIO

recensione di Rosalba Sgroia

Luigi De Marchi. Lo shock primario. Le radici del fanatismo da Neanderthal alle Torri gemelle. Roma, ERI – Edizioni RAI 2002, pagg. 254, € 13,00. ISBN 8839712089

Lo schema interpretativo proposto nel libro consente di rendersi conto non solo delle molteplici elaborazioni psicologiche e culturali dell’angoscia di morte, ma anche come queste abbiano causato una serie di danni gravissimi all’umanità.

Abbandonato l’assunto, prima sostenuto, che considerava l’essere umano – fondamentalmente sereno e pacifico – trasformato di volta in volta in vittima e carnefice dalla cosiddetta “società malata” (determinismo sociologico), l’autore ha ultimamente concepito uno schema interpretativo dell’intero processo dell’evoluzione culturale umana per spiegare, in termini “psicologico-esistenziali”, proprio la natura negativa di una società che da sempre ha provocato infelicità, distruzione, sfruttamento, violenze, etc. Come si sarebbe originata, specialmente in epoca pre-culturale, questa struttura malata e violenta, partendo da una base umana tendente all’armonia e alla bontà? Ripercorrendo le tappe teoriche di noti filosofi, sociologi e psicologi, specialmente riesaminando gli studi di Freud sull’istinto di morte e quelli di Reich sull’angoscia dell’orgasmo, Luigi De Marchi inizia a ipotizzare che la morte, o meglio, l’angoscia di morte, abilmente rimossa in tutte quelle teorie interpretative (proprio secondo il noto meccanismo difensivo freudiano), abbia provocato nell’uomo primordiale «…una reazione di terrore e di panico […] definita shock esistenziale che sta alla base della nascita e di molti sviluppi della cultura umana, se per cultura s’intende […] la produzione di idee, fantasie, miti, credenze…». De Marchi è consapevole che è impossibile dimostrare, senza ombra di dubbio, quando la scimmia umana iniziò a darsi questo tipo di cultura (non quella cosiddetta “materiale”, privilegiata dagli studi marxisti); tuttavia nota che «…il più antico documento di cultura umana […] finora conosciuto […] sono le sepolture neandertaliane del paleolitico medio».

La particolare posizione rannicchiata, i resti di cibo fossilizzati, insomma tutta una ritualizzazione della sepoltura deducibile da questi elementi, lascerebbe supporre (l’autore afferma con certezza) l’esistenza di una capacità ideativa, un’elaborazione mitico-fantastica, secondo la quale s’iniziava a credere a una vita oltre la morte, proprio negando la morte stessa; una sorta, quindi di difesa psichica contro lo shock primario, cioè l’inevitabilità della propria morte. Anche i riti d’iniziazione, caratterizzati dal passaggio da una morte simbolica a una rinascita, sembrano essere «…un’altra testimonianza dal carattere primario e prioritario della negazione della morte rispetto a ogni altra motivazione culturale». Anche in altre civiltà antichissime si nota l’ossessione e il terrore di morire, per esempio in quella egizia. Dunque, l’autore sostiene che ogni tipo di cultura ha posto le basi sullo shock esistenziale e sul bisogno emozionale immediato e non consapevole di difendersi dall’angoscia di morte, sopraggiunta contemporaneamente alla nascita della coscienza.

CONTINUA A LEGGERE

Di nessuna Chiesa

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, etica-bioetica, filosofia, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar, vaticano with tags , , , , , on 05/11/2012 by rosalbas

Recensione di Rosalba Sgroia  scritta nel 2005

Pubblicata sul sito UAAR http://www.uaar.it/ateismo/opere/87a.html

Giulio Giorello. Di nessuna Chiesa. La libertà del laico. Raffaello Cortina Editore, Milano 2005, pp. 79, € 7,50, ISBN 8870789756

La laicità, di questi tempi, non se la passa tanto bene. Questo lo sappiamo da tempo, ma i risultati degli ultimi referendum ne hanno dato la conferma. Ora abbiamo cardinali che giocano contemporaneamente il ruolo dei politici e quello degli unici portatori d’autorità morale e spirituale. Il compito dei cittadini-sudditi, credenti e non, sarebbe quello di inchinarsi ai loro voleri e valori, obnubilando qualsiasi forma d’autonomia di pensiero. E certo! Tutto ciò che non rientra nei dettami catechetici dell’ormai papa Benedetto XVI, viene bollato come “relativismo etico”, considerato «un lasciarsi portare qua e là da ogni vento di dottrina» fino ad arrivare a essere una dittatura «che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie».

In risposta a questo “rinnovato” assolutismo etico, Giulio Giorello – professore di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano – ha scritto un libro, un coraggioso pamphlet, che rivendica la libertà del laico a non avere nessuna chiesa. Nella fascia blu che avvolge la copertina c’è scritto: «I laici tendono a difendersi, è tempo di attaccare». Come non essere d’accordo?

Lo scontro, spiega il filosofo della scienza, è «tra una verità che non pretende di salvare neanche sé stessa e una verità che promette salvezza a chiunque vi si sottometta, tra una ragione che misura la propria gratuità e finitezza senza aver nostalgia di un fondamento e una ragione che nell’imposizione del fondamento trova il proprio sostegno e la propria giustificazione». Giorello rivaluta e difende il relativismo, inteso come impossibilità, da parte dell’uomo, di raggiungere certezze assolute e definitive e non come arbitrio incontrollato e privo di regole.

Ammettiamo, però, che il termine “relativismo” si presta a slogan fuorvianti, quelli che inducono i Pera e i Ratzinger a tuonare frasi come: «No alla dittatura del relativismo!», frase strumentale e a effetto per colpire il cuore della laicità dello Stato e della libertà di ricerca. A nostro dire sarebbe più corretto parlare di “pluralismo”, tuttavia, di fronte alla questione terminologica, Giorello non sembra preoccuparsene molto, anche se tenderebbe a preferire il termine “fallibilismo”, caro a Popper e a Peirce, cioè la capacità di imparare dagli errori, attraverso il confronto e la critica. Il relativismo, non essendo una religione o un dogma, è un atteggiamento mentale che consente a ogni teoria di avere i suoi critici e i suoi difensori pubblici. Permette a ogni posizione di avere il suo buon diritto a misurarsi e a mostrare i suoi fondamenti. Ed è proprio la scienza l’attività più imparentata al relativismo.

Di nessuna Chiesa è un libro di poche pagine, ma denso di concetti filosofici che a prima lettura possono apparire ostici per chi non è addetto ai lavori. Tuttavia fornisce molti spunti di riflessione che, specie in alcuni punti, sono illuminanti, compensando l’iniziale e superabile difficoltà interpretativa. Due esempi: «La solidarietà ha tre fili (natura, tecnica e società), non implica un principio trascendente, nemmeno pretende di escluderlo. In questo senso è disposta ad aprirsi ai membri di qualsiasi chiesa – purché costoro si impegnino al rispetto delle differenze, nella pratica prima ancora nella teoria». «Una società aperta e libera dovrebbe disporre di strutture protettive atte a garantire la tolleranza e a scoraggiare non solo l’intollerante, ma qualsiasi “ingegnere di anime” che, spinto da un irrefrenabile “altruismo”, voglia imporre le proprie ricette per plasmare l’uomo e la donna “nuovi”, costringendoli a scegliere quello che lui giudica essere il bene».

 

Figli di un Dio tiranno. Mia recensione

Posted in Cristianesimo, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Anche questa una mia recensione scritta qualche anno fa. Un libro spiazzante, peccato che, però, non si citassero anche le altre sette, ancora più organizzate e totalizzanti…

CHIARA BINI e PATRIZIA SANTOVECCHI (a cura di), Figli di un dio tiranno:dieci storie di fuoriusciti da gruppi religiosi, Avverbi  Edizioni, Roma, aprile 2002, pagine 138, euro 10,00

Recensione di Rosalba Sgroia VEDI ANCHE SU > http://www.uaar.it/ateismo/opere/57.html

“ Chi siamo? Dove stiamo andando? C’è grossa crisi!” Le simpatiche battute esistenziali di Corrado Guzzanti nei panni del santone di turno, interpretato in uno dei suoi esilaranti show, ci hanno fatto sorridere  su un   fenomeno che  purtroppo non è affatto divertente: il fiorire dei gruppi religiosi  più estremi.

La cronaca ogni tanto ci riserva notizie sul crescente numero di casi in cui è intervenuta la magistratura per indagare su episodi, avvenuti in queste sette, che vanno dal controllo mentale teso alla privazione della libertà individuale, alle richieste di danaro, ai soprusi sessuali fino ad arrivare all’omicidio.

Il libro, curato  dalla giornalista Chiara Bini e da Patrizia Santovecchi, scampata dalle grinfie di una setta e attualmente impegnata nel sostegno ai fuoriusciti, raccoglie dieci storie vissute da ex-adepti  che hanno voluto testimoniare la drammaticità delle loro esperienze.  Le loro voci, per molto tempo messe a tacere  o limitate  a sofferti colloqui privati, si sono  a poco a poco liberate per  chiedere un legittimo riconoscimento, non per suscitare pietà o commiserazione, ma per ottenere giustizia e informare l’opinione pubblica dei danni provocati dal “perdere se stessi” e la ragione, inseguendo una fede che diventa “tiranna”.

Leggendo i dieci racconti, tra l’altro ben curati dal punto di vista narrativo, ci si accorge che le vittime fagocitate dalle spire dei “grandi maestri” e delle “santone” non sono persone poco intelligenti o deboli, quanto quelle più sensibili e idealiste, che si sono lasciate entusiasmare  dalle soluzioni pronte offerte dalle verità assolute trascendentali  per avere le certezze e  le risposte ai  loro grandi interrogativi esistenziali.

Il libro riporta anche articoli di cronaca, tratti da alcuni quotidiani, in cui si evidenziano alcuni dei gruppi incriminati : i Testimoni di Geova, gli Hare Krishna, Scientology, la setta di Moon, l’Opera di Gesù di Mamma Ebe e  la Comunità Sant’Antonio Abate di Gabriele Basmagi. Inoltre, offre una sorta di decalogo – suggerito dallo psicoterapeuta Steven Hassan- un aiuto su come affrontare i più frequenti luoghi comuni riferiti ai cosiddetti culti distruttivi (da quelli di matrice induista a quelli penitenziali degli integralisti cristiani).

Zichicche- La mia recensione

Posted in libri, mie recensioni with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Questa recensione è del 2003, ma voglio pubblicarla ora, comunque. Ricordo che mi feci un sacco di risate a leggere il libro di P.Odifreddi…

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Piergiorgio Odifreddi (a cura di). Zichicche. Pensieri su uno scienziato a cavallo tra politica e religione. Edizioni Dedalo, Bari 2003, pp. 288, €14,00. ISBN 8822062604

Recensione di Rosalba Sgroia   VEDI ANCHE QUI>  http://www.uaar.it/ateismo/opere/60.html

Chioma canuta da saggio che ricopre una gran testa: la testa di «uno scienziato a cavallo tra politica e religione».

Sì, avete capito, è Antonino Zichichi. Fondatore della Ettore Majorana Foundation and Center for Scientific Culture con sede a Erice, raccomandato a tutti per la sua semplicità divulgativa, lo scienziato dal linguaggio sui generis che paragona gli elettroni alle colombe e i protoni ai chicchi d’uva, che sa spiegare il perché «gli spaghetti non esplodono», ma soprattutto l’unico uomo di scienza in Italia ad aver celebrato il matrimonio tra fede e scienza, pur affermando che entrambe «si muovono in sfere completamente autonome».

Per queste sue virtù è diventato un eroe del video, che ha frequentato politici potenti (Andreotti & company) e religiosi potenti (il papa in persona!), che ha avuto incarichi prestigiosi (presidenza dell’Istituto di Fisica Nucleare), ma soprattutto che ha attirato su di sé una notevole curiosità da parte del mondo scientifico e giornalistico, ma non sempre per il suo talento di scienziato e per le sue scoperte…

Nel libro Zichicche – che vanta anche una prefazione di Andreotti – Piergiorgio Odifreddi, uno dei tanti arguti curiosoni, ha voluto regalarci il piacere di scoprire chi è Antonino Zichichi e cosa si è detto su di lui, proponendoci articoli (tra cui due, firmati dal curatore stesso) e ritratti del Nostro, già pubblicati sulla stampa nazionale e sulle riviste scientifiche, in un arco di tempo che va dal 1979 ad oggi.

«…niente di personale in questa raccolta» – afferma Odifreddi – «…né ho avuto a che fare con lui da un punto di vista professionale, essendo io logico e lui no. Mi sono divertito a leggere due suoi libri, a recensirli e…».

Un assaggio di alcune Zichicche: «la Pietà, Michelangelo, l’ha saputa concepire, sentire, realizzare lui»; «il valore del Crocefisso nello studio di un ateo ha in Pertini l’esempio più significativo»; «Ancora oggi sorprende la velocità con cui cadono le pietre: troppo veloci per essere misurate. E invece no»; «Esistono teoremi non dimostrabili».

Confermo che dalle prime pagine alle ultime, specialmente in quelle che trattano delle riflessioni sul libro Galilei, divin uomo, il divertimento è assicurato! Cari lettori, scoprirete, se non lo sapete già, che la vera scienza è quella di Galilei perché credente, che non esiste contraddizione logica tra Fede (cristiana) e Ragione, che la scienza “atea” è destinata a fallire in quanto considera esclusivamente le leggi del “caso” e del “caos” e non quelle della razionalità…

Ci si è chiesti, infine, perché mai il caro Zichichi voglia tenere unite Fede e Scienza, quando i Padri della Chiesa ne avevano auspicato la separazione. La sua incoerenza risulta lampante, tanto più che non fa “fede” all’insegnamento del “divin uomo”.

Buona lettura e ognuno tragga le proprie conclusioni!

“Mi scusi, per trovare Dio?” un libro per bambini di Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke.

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, riflessioni, scuola, uaar with tags , , , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke. «Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino. Un libro per tutti quelli che non se la bevono. Trieste, Asterios 2008, pagg. 40. ISBN 889514613

Recensione di Rosalba Sgroia

Il piccolo maialino e il piccolo riccio avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano.
Ma poi trovarono un manifesto, sul quale c’era scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!”
Così si misero in cammino, per cercare Dio…

Dalle divertenti e semplici illustrazioni, ma soprattutto dai contenuti arguti e disarmanti, questa è una storia davvero istruttiva e divertente, per i piccoli e anche per i grandi. Una storia salvata dalla censura del Ministro tedesco per la Famiglia.
Due piccoli e sereni animali, un riccio e un maialino, incuriositi da una scritta “ A chi non conosce Dio manca qualcosa” si mettono in marcia per vedere chi è questo Dio.
Il rabbino è la prima figura che incontrano in una sinagoga che svela loro il carattere iracondo del loro Dio e di come questi ha punito gli uomini che avevano disobbedito alle sue leggi.
Il secondo personaggio è un vescovo che li fa entrare in una chiesa cristiana e spiega loro come è stato crocefisso Gesù Cristo, spiegando tutti i dettagli della crocefissione e ribadendo che il suo sangue ha lavato i peccati dei suoi fedeli.
Il terzo fedele è un muftì che li istruisce su come diventare buoni musulmani ( e finalmente trovare Dio): lavarsi e pregare cinque volte al giorno.
In tutti e tre i casi, dopo aver appreso storie cruente e ossessive, i piccoli animali escono dai templi esterrefatti e impauriti, inseguiti dai tre capi religiosi urlanti e tremendamente rabbiosi: “Infedeliiii, indemoniatiii, bestemmiatoriiii!” Mentre questi sbraitano finiscono con il litigare tra di loro permettendo ai malcapitati la fuga…verso la libertà!
I fuggiaschi capiscono che ciò che è mancato loro per tutto questo tempo è stata la PAURA!
Per concludere, il riccio e il maialino, non cancelleranno tutta la scritta, ma solo la parola NON: “A chi conosce Dio manca qualcosa”, sorridendo felicemente.
Insomma questa è una storia “indicata per tutti quelli che non se la bevono…

da  ( Recensioni UAAR)


Niente è sacro, tutto si può dire- Raoul Vaneigem

Posted in laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , on 09/06/2012 by rosalbas

Raoul Vaneigem. Niente è sacro, tutto si può dire. Riflessioni sulla libertà di espressione (tit. or. Rien n’est sacré, tout peut se dire, 2004). Milano, Ponte alle Grazie 2007. ISBN 8879287141

«Le parole sono pietre o uccidono soltanto coloro che si arricchiscono con la loro falsità» (R.V.)

È scritto nella Costituzione americana: «la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici».

Così inizia il primo capitolo del libro di Raoul Vaneigem, anarchico, figura di rilievo del Maggio francese e membro dell’Internazionale situazionista tra il 1961 e il 1970.

Ma di quale libertà d’espressione si parla?

Di quell’informazione propagandistica, di quella che spettacolarizza, frantuma e banalizza gli eventi, di quella che manipola e assoggetta le coscienze in virtù delle leggi del mercato e dei vari poteri, oppure di quella libertà che si conquista, che permette la circolazione delle idee, la libertà di pensiero e di parola in virtù del raggiungimento d’una piena consapevolezza che ci libera proprio da tutte le forme di tirannia?

Premesso ciò, Vaneigem, denunciando l’ipocrisia e la corruzione dei benpensanti, s’incammina verso un’affabulazione tagliente e profonda e, a volte, sconcertante, secondo cui «la libertà di espressione di oggi ha l’obbligo di creare le condizioni che ne autorizzino un uso illimitato» e lo scopo di smascherare quei segreti che la censura custodisce, in quanto è più semplice nascondere il male che rimuoverne le cause. Solo i segreti personali devono restare inviolabili, a meno che non nascondano atti contrari all’umanità. Inoltre, per l’autore, «nessuna verità merita che ci prostri di fronte a essa» e «ogni preconcetto dato per eterno e incorruttibile esala l’odore fetido di Dio e della tirannia», per cui ogni essere umano ha il diritto di operare verifiche e critiche continue, anche arrivando a conclusioni folli ed eccentriche, purché si ravvivino «tutti i fuochi del possibile».

Per Vaneigem la libertà d’espressione assume anche valenza catartica, specie se trattasi di pensieri ottusi e deplorevoli quali slogan razzisti e xenofobi e ogni ideologia settaria e dogmatica. Ribadisce Vaneigem, però, che «l’assoluta tolleranza di tutte le opinioni deve avere come fondamento l’intolleranza assoluta di tutte le barbarie». Non devono essere le idee, anche quelle più assurde, a essere sanzionate, ma le vie di fatto e quindi è contro il reato di opinione.

Il titolo dell’opera è ampiamente esplicativo del suo contenuto; difatti, sostenendo che niente è sacro, chiunque può esprimersi e nessun discorso, nessun credo può scampare alla critica, alla satira, all’irrisione. Altresì è vero che «chiunque si erga a messia, profeta, papa, imam, pope, rabbino, pastore o guru ha il diritto di urlare: bestemmia! anatema! apostasia! nel momento in cui si deride il suo dogma, il suo credo, la sua fede, ma non si azzardi a intraprendere un’azione giudiziaria contro le opinioni da lui aborrite o a cercare d’interromperne la diffusione minacciando il loro autore con metodi da Inquisizione, da sharia o da mafia, che il senso umano disconosce una volta per sempre».

L’autore si esprime in modo molto deciso contro la circonvenzione che opprime l’infanzia a opera delle varie persuasioni dissimulate o manifeste, dalla pubblicità alle dottrine religiose. «Assoggettare un bambino a un dogma» – scrive – «senza prima informarlo dell’esistenza delle mitologie ebraica, cristiana, islamica, buddista, induista, celtica, greca o azteca significa circuirlo».

Concludendo, trattasi di un’opera che richiama alla continua responsabilizzazione collettiva in modo passionale e, al contempo, razionale. Un libro che aiuta l’esercizio del pensiero critico, utile a opporsi al «potere occulto della predazione», quello che vìola e mortifica gli unici segreti da custodire, quelli del cuore e dell’amore.

Rosalba Sgroia

2007

da RECENSIONI UAAR

 

LA CROCE DELLA CHIESA: LA DONNA (E IL SESSO) Citazione di “santi”

Posted in cattolicesimo, Cristianesimo, libri, mie recensioni, religione e potere, storia with tags , , , , , , , , , , , , , on 11/04/2010 by rosalbas

ECCO UN LIBRO CHE VI CONSIGLIO DI LEGGERE:

LA CROCE DELLA CHIESA. STORIA DEL SESSO NEL CRISTIANESIMO DI K. DESCHNER

“Deschner percorre con abilità i tortuosi sentieri che hanno visto le donne
le principali vittime di una violenza sessuofobica inaudita, la cui
oppressione ha segnato l’esistenza d’intere generazioni.” ( Rosalba Sgroia)

LINK per leggere la mia recensione

“Non ti accosterai a donna per… scoprire la sua nudità durante l’immondezza

mestruale.” Levitico 18, 19

 

“Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per

liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare

costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne

compassione.” Deuteronomio, XXV, 11

 

“vale più la malizia d’un uomo che la bontà d’una donna”. Ecclesiaste 42, 14

 

“È causa della donna che è iniziato il peccato ed è a causa sua che noi moriamo

tutti” Ecclesiaste 25, 24

 

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via. ” Siracide IX, 10

 

“Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo. Non dare

all’acqua un’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia. ” Siracide

25, 24

 

“Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio e apparire puro un nato di donna?”

Giobbe 25,4

 

“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo

cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne

resta preso.” Ecclesiaste VII, 26

 

“Chiamarono  Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te  questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». 6 Lot  uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di  sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho  due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le  porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a  questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto». ” Genesi  19,5-8

 

“Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da  marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché  egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un  libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa.”  Deuteronomio 24, 1

 

” Fate il censimento di tutta la comunità  degli Israeliti, secondo le loro famiglie, secondo il casato dei loro  padri, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa”

Numeri 1,2

 

San Paolo:

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia

silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo

prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” Lettere a

Timoteo

 

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché

non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge.

Se  vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti,  perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” Corinzi XIV,  34-35

 

“E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato

per la donna,ma la donna per l’uomo”. Corinzi I, 11,8

 

“Così  la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del  Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata  invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al  marito… In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi  non la sposa fa meglio.” 1-Corinzi

7, 34 +38

 

Tertulliano:

“Abbracciare  le donne è come abbracciare un mucchio di letame, la donna è figlia  della falsità, sentinella dell’inferno, nemica della pace, la donna è la  porta dell’inferno, la strada che porta all’iniquità, la puzza dello  scorpione.”

 

Sant’Agostino:

“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

 

“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.”

 

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo.

Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.”

 

“Non  può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo  domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il  principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della  donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche  l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo  padrone».” San Tommaso D’Aquino

“Cosicchè si vede come  causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una  donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere  attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di  completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene  generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o  perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per  l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che  rendono umida l’aria.” Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

 

“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè

dal  momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la  significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali;  … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile  significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di  soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini  sacramentali.” Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.

 

“Il valore principale della donna è costituito dalla sua capacità di partorire e dalla sua utilità nelle faccende domestiche. ”

 

“La  donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del  diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non  osava attaccare di fronte.

 

È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” Tertulliano

 

“Se  gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la  vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo  sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di  abbracciare una donna, creatura di sterco?” Sant’Odone, abate di Cluny

 

“La  donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale  nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la  libidine degli uomini. ” San Giovanni Crisostomo

 

“la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada. ” Antonio de Butrio

 

“La  donna è meno morale dell’uomo essendo imbevuta di più liquido, elemento  mutevole. Il che la rende volubile, curiosa: quando ha un rapporto con  un uomo desidera farsi penetrare anche da un altro. Credimi, se le dai  fiducia sarai deluso. Credi ad un esperto maestro. La donna è un uomo  malriuscito che cerca di ottenere ciò che desidera con la falsità, con  inganni demoniaci. L’uomo deve guardarsi da ogni donna, come da un  serpente velenoso e un diavolo cornuto. Se raccontassi ciò che so sulle  donne, il mondo ne rimarrebbe strabiliato. –

E poi – Nel rapporto sessuale l’uomo si assimila alla bestia. –

Ma  non finisce qua perchè: – il seme maschile fa nascere forme perfette,  ossia maschili, ma se per qualche avversità esso si guasta, allora fa  nascere femmine…. perché nel coito c’è solo deformità, turpitudine,  immondizia, ribrezzo.” Sant’Alberto Magno

 

“Quando vedi una donna, pensa che si tratti del diavolo! Essa è come l’inferno! ” Papa Pio II

 

 

 

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1. Le donne non dovrebbero essere illuminate od educate in nessun  modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate, poiché sono loro la causa  di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi (Agostino).

 

2.  Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se  ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non  fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella  trasgressione. Pure si salverà come madre e procreatrice, purché rimanga  nella fede e nella carità e nella santità, con modestia (Paolo, Lettere  a Timoteo).

 

3. Le donne siano soggette ai propri mariti come al  Signore, perché il marito è il capo della donna come anche Cristo è il  capo della Chiesa (Paolo, Lettera agli Efesini)

 

4. Ogni donna  che prega o profetizza a testa scoperta, reca un affronto al suo capo,  infatti sarebbe come se essa fosse rasata. Pertanto se una donna non  vuole mettersi il velo, si tagli addirittura i capelli! Ma, se per una  donna è vergognoso tagliarsi i capelli o essere rasata, si copra col  velo. L’uomo invece, non deve velarsi il capo, essendo egli immagine e  riflesso di Dio; mentre la donna è riflesso dell’uomo (Paolo, Lettere ai  Corinti).

 

5. Ognuno sia sottomesso alle superiori autorità,  perché ogni autorità viene da Dio e quelle che esistono sono state  stabilite da Dio; così chi si oppone all’autorità, resiste  all’ordinamento stabilito da Dio (Paolo, Lettera ai Romani).

 

6. È  certo bene per un uomo di non accostarsi a donna alcuna; tuttavia per  prevenire l’impudicizia, ciascuno abbia la propria moglie e ciascuna  abbia il proprio marito (Paolo, apostolo e santo, Lettere ai Corinti).

 

7.  Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto,  quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare  (Ambrogio, padre della chiesa, santo).

 

8. La donna è un tempio  costruito su una cloaca (…) Tu, donna, sei la porta del Diavolo, tu hai  circuito quello stesso che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a  causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per  sempre in gramaglie e coperta di cenci (Tertulliano, scrittore latino  cristiano, padre della chiesa e santo).

 

9. A una donna non è  permesso parlare in chiesa, insegnare, battezzare, fare offerte,  reclamare per se una parte di una funzione maschile né ricoprire alcuna  carica sacerdotale (Tertulliano)

 

10. Nella Chiesa la donna è chi agisce in modo muliebre e sciocco (Haimo d’Auxerre)

 

11. La donna non può ricevere i sacri ordini perché per sua natura si trova in condizioni di schiavitù (Graziano)

 

12.  Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo.  Non dare all’acqua un’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.  (Siracide 25, 24)

 

13. Non mostri la sua bellezza a qualsiasi  uomo, non segga a ciarlare insieme con le altre donne, perché dagli  abiti esce fuori la tignola [tarma dei panni] e dalla donna malizia di  donna. (Siracide 42, 12)

 

14. Meglio la cattiveria di un uomo che  la bontà di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno.  (Siracide 42, 14)

 

15. Non concedo a nessuna donna di insegnare,  né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento  tranquillo. (1Timoteo 2, 12 NT)

 

16. Non dare l’anima tua alla tua donna, sì che essa s’imponga sulla tua forza. (Siracide 9, 2)

 

17.  Il fatto d’appartenere al sesso femminile non può tradursi in alcun  ruolo importante, in quanto la donna ha uno stato di subordinazione, per  cui non può ricevere il sacramento dell’Ordine (San Tommaso santo e  padre della chiesa)

 

Parola del Signore

 

– “Alla donna  disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore  partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti  dominerà” (Genesi 3, 16)

 

– “Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale” (Levitico 18, 19)

 

–  “Allora il sacerdote farà giurare alla donna con un’imprecazione; poi  dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di  imprecazione in mezzo al tuo popolo, facendoti avvizzire i fianchi e  gonfiare il ventre; quest’acqua che porta maledizione ti entri nelle  viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi! E la donna  dirà: Amen, Amen!” (Numeri 5, 21)

 

– “Quando una fanciulla  vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei,  condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così  che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e  l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il  male da te.” (Deuteronomio 22, 23)

 

– “Quando un uomo verrà  colto in fallo con una donna maritata, tutti e due dovranno morire:  l’uomo che ha peccato con la donna e la donna. Così toglierai il male da  Israele” (Deuteronomio 22, 22)

 

“Come in tutte le comunità dei  fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso  parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge” [1Corinzi  14, 34 NT]

 

– “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al  Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo  della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa  sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro  mariti in tutto.” [Efesini 5, 22 NT]

 

– “[Gesù] ma io vi dico:  chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con  lei nel suo cuore.” [Matteo 5, 28 NT].


I senza dio- Mia recensione del libro di R. Bodei

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REMO BODEI I senza Dio. Figure e momenti dell’ateismo. A cura di Gabriella Caramore. Brescia, Ed. Morcelliana 2000, Collana “Uomini e Profeti”, pp. 99, € 8,26. ISBN 8837218095

In questo libro Remo Bodei opera una riflessione sull’ateismo e sul rapporto che questo fenomeno ha con la fede, offrendo numerosi spunti di riflessione, di discussione e di critica, nonché dei suggerimenti di lettura sull’argomento.

Incalzato dalle domande (a mio avviso un po’ tendenziose), di Gabriella Caramore, curatrice della collana «Uomini e profeti», esamina i diversi significati attribuiti al termine “ateo” nel corso della storia ma, non essendo un libro di storia dell’ateismo, la trattazione dell’argomento non segue una cronologia definita; l’andare e venire tra i secoli (ma anche l’accenno ai grandi della letteratura, del mondo politico, scientifico e filosofico), permette di individuare tre grandi correnti di interrogazione, cioè le modalità usate per rapportarsi al pensiero di Dio – con particolare riferimento alla cultura occidentale -: in primis, l’ateismo come avvio per la libertà umana (da Prometeo contro Zeus al personaggio di Dostoevskij, Kirillov, che dichiara il libero arbitrio negando l’esistenza di Dio); secondariamente l’ateismo come risposta all’indifferenza di Dio, atteggiamento di fondo del mondo greco, ma anche rintracciabile in personaggi del nostro secolo (in Lucrezio il soprannaturale è qualcosa che non si interessa del benessere e della felicità degli umani, in Camus o nel personaggio sartriano, Goetz che invoca il Cielo senza ottenere risposta); in terzo luogo come conseguenza della domanda sul male del mondo (entra qui in causa la constatazione di poter raggiungere pace e giustizia senza “scomodare” un dio, oppure il perpetrare degli scempi sull’Umanità malgrado un dio o addirittura in suo nome).

Bodei spazia dalle concezioni di Bruno e quelle di Continua a leggere

La croce della Chiesa. Mia recensione del libro di K.Deschner

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Karlheinz Deschner. La croce della Chiesa. Storia del sesso nel Cristianesimo. Traduzione e cura di Costante Mulas Corraine. Massari Editore, Bolsena (VT) 2000, pp. 352, € 17,04. ISBN 88-457-0150-6.

Ho lasciato decantare a lungo il gusto e il piacere che ho tratto dalla lettura di questo libro. Prima di accingermi ad estrapolare il succo virtuoso delle argute analisi di Deschner, ho ripetutamente aperto e richiuso il libro, ho riletto alcuni passi, ho lasciato scorrere il mio sguardo sulle pagine che frusciavano nell’atto di ricercare la frase che più mi ha colpito. È stato come carpire, fino all’ultimo, le sensazioni di una straordinaria forza che il teologo-antiteologo sa evocare.

Ammettendo una discreta difficoltà nel districarmi tra numerosi versetti biblici e testimonianze storiche accuratamente documentate, ho apprezzato l’ironia e la freschezza di immagini nelle descrizioni dei fatti e nell’esprimere la propria opinione in merito a ciò che la sessualità ha significato prima, dopo e durante il Cristianesimo.

La lettura del testo ci offre una conoscenza approfondita di come si è sviluppata la totale avversione del sesso che ha Continua a leggere