Recensioni sulle poesie di “NERO ASSENSO” (libro)


LA GIURIA DEL PREMIO LETTERARIO ” GIORDANO BRUNO”

ha deciso di assegnare il premio 2005 (300 euro) a Rosalba Sgroia, autrice del libro di poesie “NERO ASSENSO” edito nel 2003 da Edizioni Libreria Croce di Fabio Croce ( tel/fax 064746780), con la seguente motivazione: ” Un occhio asciutto e laico sulla nostra condizione. Non c’è bisogno di ubriacarsi di spiritualità trascendente per avere pensieri profondi. Rosalba Sgroia ce lo dimostra.”

(Circolo Culturale Giordano Bruno via Bagutta 12,20121, Milano )

Recensioni e valutazioni:

Leggendo queste poesie, quello che prende è il profondo senso civile della vita, impreziosito da una “religiosità” priva di quei misticismi e di quei fronzoli trascendenti a cui il fideismo ricorre per strapparci dal ” Qui ed ora” (…) Siamo in presenza di un manifesto di etica atea. Già, perché quello di Rosalba Sgroia non è un filosofeggiare per evanescenti ed opinabili congetture, ma è un progetto concreto costruito giorno per giorno, strappato con i denti.

Marco Accorti ( redazione de l’Ateo)

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Un buon esempio di come l’ateismo non soltanto si concili con la sensibilità umana e la poesia, ma ne possa diventare alimento esistenziale e di profonda riflessione nei versi della poetessa romana Rosalba Sgroia

prof. Carlo Tamagnone (filosofo)

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“Questo libro di poesie è importante perché da un lato ci mostra come sia difficile crescere “costruendosi” giorno dopo giorno un’etica e un sistema di valori, una volta che se n’è rifiutato uno preconfezionato, predigerito e benedetto che aveva la pretesa di voler bastare a tutto. Dall’altro lato, ci spiega che essere anticonformisti non richiede necessariamente-non sempre comunque-gesti eclatanti; le poesie di R.Sgroia sono ispirate alla vita di tutti i giorni…”

Sergio D’Afflitto Circolo UAAR Roma

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Coniugare ragione e sentimento, rigore formale e passione civile: complicate acrobazie della psiche che possono trovare una gradevole sintesi sul piano ondulato della più pura poesia.Ci riesce benissimo Rosalba Sgroia, facendoci immergere nella suggestiva dicotomia di emozione e razionalità e ricompattando gli apparenti contrasti dei contenuti nella straordinaria limpidezza della forma. In queste poesie in fuga dal trascendente riscopriamo la superiorità dell’umano rispetto al troppo,e da troppi, vagheggiato divino.Giulio.

Cesare Vallocchia ( Nogod)

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Recensione di Maria Mantello

Una unitaria trama affabulatoria lega le poesie di questa raccolta, che chiama ad una riflessione etico-esistenziale, dove l’assunzione della responsabilità assume il carattere di ontologia possibile in un mondo ipocrita e falsificato dalle scusanti mitiche del teismo e dei suoi opportunisti teocrati.

Rosalba Sgroia invita ad aprire un varco nella contiguità narcotizzante della deresponsabilizzazione indotta dalle credenze provvidenzialistiche. Vuole che finalmente ognuno rompa il cerchio concluso dove domina il nero assenso dell’acquiescenza collettiva. Un assenso passivo, nero, senza la speranza della luce che solo il sano dubbio porta, perchè finalmente impone a ciascuno il coraggio di pensare per costruire e progettare la propria vita individuale per il valore che essa.

E perché ciò accada, Rosalba Sgroia invita a dare foggia all’esplosione del libero pensare, impugnando lo scalpello del coraggio.

Un’esplosione di pensiero, dunque, contro la comoda zona grigia del pensiero unico.

E la denuncia diviene ancora più forte di fronte al chiaro disegno di pianificazione religiosa fin dalla culla. Liberarsi dalle spire di chi pretende di essere depositario di un Bene Universale Eterno Assoluto, per riappropriarsi del proprio sé, destrutturandoci per strutturarci come possiamo e vogliamo, finalmente liberi di poter essere nulla per poter essere finalmente l’individuo unico che vogliamo. E’ una riflessione al disincanto, dunque, dove la verità si fa inganno, e l’assoluto s’annienta …Verso la vita ritrovata.

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Presentazione del libro Nero assenso

(Poesie del dissenso)

Il 28 marzo 2003 alla libreria Odradek di Roma è stato presentato il libro di Rosalba Sgroia Nero Assenso(Fabio Croce Editore), con il patrocinio del Presidente della Commissione Cultura Municipio I. Francesco Paoletti ha coordinato gli interventi di Antonio Trinchieri, di Cristiana Lardo e di Sergio D’Affitto. Agostino De Angelis e l’autrice si sono alternati nella lettura di alcune delle poesie più significative di questa raccolta, guidati dalle ali infiammate di una musa in stato di “grazia”. Rosalba Sgroia ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico con la passione delle sue idee, cogliendo l’occasione per far conoscere le finalità dell’UAAR alla maggioranza dei presenti. Questa raccolta di “schegge di un pensiero in movimento e in cerca di nuovi orizzonti, curioso, dubbioso, fiducioso e nudo” offre la possibilità di poterci confrontare sui grandi temi della vita e della morte, cercando di far affiorare “ciò che spesso viene taciuto e occultato per convenienza e conformismo, perché non rispecchia il senso comune o la morale a senso unico”. Nero Assenso contribuisce a chiarire i meccanismi occulti di questo primo mondo cristiano organizzato secondo la tolleranza repressiva in un “clima di festa pilotata”, a smascherare questa società in cui apparentemente sono assicurate tutte le libertà formali… ma di fatto, negate. E proprio quando la nostra nullità non ci basta più, non ci sazia più, non ci consola più… accade che queste poesie del dissenso – sulle ali di una forza “senza briglie” di cui sono permeate – cercano di raggiungere le briciole di libertà nascoste nel nostro incerto io, un io che vaga alla ricerca della nostra armonia interiore. Nero Assenso ci grida che affinché quest’armonia possa dispiegarsi “su questa Terra adorata e infame”, bisogna opporsi alla discriminazione, alla prevaricazione, all’intolleranza per propugnare la conoscenza di ogni concezione razionale del mondo, della vita e dell’uomo; occorre contrastare i pregiudizi, il cinismo e l’ipocrisia di questa tronfia e pettoruta società che si accanisce ad “imbavagliare e intimorire chiunque desideri manifestare un pensiero libero e senza dogmi politici-economici-religiosi”. Leggendo questo libro avvertiamo che un mondo in cui possiamo confrontarci, capirci e rispettarci, non è un sogno irrealizzabile… ed è con questa favilla di speranza che dobbiamo affrontare “lo sguardo tagliente, obliquo, dubbioso di chi ci vede diversi”.

Adriano Petta

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