Archivio per bambini

“Mi scusi, per trovare Dio?” un libro per bambini di Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke.

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, riflessioni, scuola, uaar with tags , , , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke. «Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino. Un libro per tutti quelli che non se la bevono. Trieste, Asterios 2008, pagg. 40. ISBN 889514613

Recensione di Rosalba Sgroia

Il piccolo maialino e il piccolo riccio avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano.
Ma poi trovarono un manifesto, sul quale c’era scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!”
Così si misero in cammino, per cercare Dio…

Dalle divertenti e semplici illustrazioni, ma soprattutto dai contenuti arguti e disarmanti, questa è una storia davvero istruttiva e divertente, per i piccoli e anche per i grandi. Una storia salvata dalla censura del Ministro tedesco per la Famiglia.
Due piccoli e sereni animali, un riccio e un maialino, incuriositi da una scritta “ A chi non conosce Dio manca qualcosa” si mettono in marcia per vedere chi è questo Dio.
Il rabbino è la prima figura che incontrano in una sinagoga che svela loro il carattere iracondo del loro Dio e di come questi ha punito gli uomini che avevano disobbedito alle sue leggi.
Il secondo personaggio è un vescovo che li fa entrare in una chiesa cristiana e spiega loro come è stato crocefisso Gesù Cristo, spiegando tutti i dettagli della crocefissione e ribadendo che il suo sangue ha lavato i peccati dei suoi fedeli.
Il terzo fedele è un muftì che li istruisce su come diventare buoni musulmani ( e finalmente trovare Dio): lavarsi e pregare cinque volte al giorno.
In tutti e tre i casi, dopo aver appreso storie cruente e ossessive, i piccoli animali escono dai templi esterrefatti e impauriti, inseguiti dai tre capi religiosi urlanti e tremendamente rabbiosi: “Infedeliiii, indemoniatiii, bestemmiatoriiii!” Mentre questi sbraitano finiscono con il litigare tra di loro permettendo ai malcapitati la fuga…verso la libertà!
I fuggiaschi capiscono che ciò che è mancato loro per tutto questo tempo è stata la PAURA!
Per concludere, il riccio e il maialino, non cancelleranno tutta la scritta, ma solo la parola NON: “A chi conosce Dio manca qualcosa”, sorridendo felicemente.
Insomma questa è una storia “indicata per tutti quelli che non se la bevono…

da  ( Recensioni UAAR)


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Preti: dispensatori di terrore mascherato di…”bontà”.

Posted in cattolicesimo, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , on 01/04/2010 by rosalbas

ASCOLTATE QUESTE PAROLE!!!!!!!!!

Aiutami a fare da solo

Posted in riflessioni, scuola with tags , , on 30/09/2009 by rosalbas

Il “mestiere dei genitori” e l’autonomia dei figli.

Si dice che il “mestiere” di genitore sia il più difficile. Non amo parlare per luoghi comuni, per frasi fatte, ma così è.

Ci si ritrova a confrontarsi con i propri figli, con il loro mondo in continua evoluzione, con le loro scoperte, le loro curiosità, i loro dubbi e le loro certezze e non sempre si è preparati all’incontro-scontro che ne esce fuori.

I nostri comportamenti si foggiano di continuo, si modellano intorno alle loro esperienze, si delineano man mano e prendono forza e vigore nel tempo.

Ma nel continuo acquisire dimestichezza nel “gestire” i nostri figli, accumuliamo ansie da prestazione e da insicurezza che , inevitabilmente, ricadono su di loro.

Si parte dal primo vagito, dall’interpretazione degli strilli penetranti e angoscianti, dal panico delle prime nottate. La tranquillità del bambino è legata alla nostra capacità di gestire i suoi bisogni e di “sentirli” empaticamente e non dal seguire pedissequamente i consigli “prefabbricati” da altri.

Poi la fase dei “no”, quella dai due ai cinque anni (se tutto va bene!) destabilizza il rapporto simbiotico e di perfetta sintonia (con la madre, ma anche con il padre) che faticosamente si era riusciti a costruire. Inizia, allora, la sfida: il bambino marcia in direzione di un distacco dalla figura genitoriale attraverso l’autoaffermazione e il desiderio di indipendenza; i genitori interpretano quei sani tentativi di conquistare l’autonomia come semplici e dannosi capricci e non sempre accettano il fatto che il distacco sia giusto e indispensabile.

La frase “aiutami a fare da solo”, dovrebbe essere una sorta di filo conduttore per tutti i genitori. Troppo spesso si assiste a “spettacoli” poco piacevoli ( vi assicuro che come insegnante ne ho visti parecchi!), a mamme, papà, nonne e nonni che si sostituiscono ai propri figli e nipoti. Si affannano a seguirli in ogni loro attività: li vestono e li svestono, li imboccano ed eseguono i loro compiti di scuola, anche se i bambini sono dell’età giusta per poter compiere tali azioni in piena autonomia.

Questi adulti, spesso ansiosi ed esigenti, adottano questi comportamenti perché sono convinti di agire per il loro bene o , a volte, perché non hanno tempo da perdere e non hanno voglia di pulire la pappa che il bimbo si “sbrodola” addosso. Non sempre sono consapevoli che, così facendo, non si dà al bambino la possibilità di sperimentare e potenziare le proprie capacità di districarsi nelle “avventure” della conoscenza con indipendenza e soprattutto con serenità.

Occorrono, sicuramente,sia un contenimento ragionevole alla volontà di poter agire in modo pericoloso e sconclusionato, tipico dei bambini , sia un sostegno psicologico e pratico, ma solo con lo scopo di aumentare, nei propri figli, l’autostima e la consapevolezza di poter migliorare nella crescita.

Nella mia esperienza di insegnante ho notato che gli alunni ( i bambini molto di più rispetto alle bambine) troppo seguiti in questo senso, sono anche quelli che frequentano una miriade di corsi e che praticano mille attività extra-scolastiche. Non hanno un momento di tempo per se stessi, per escogitare un modo creativo e assolutamente personale per evadere dalla noia. Si ritrovano a seguire una serie di attività preparate da altri e spesso non sanno apprezzare i sani momenti di solitudine e di tranquillità. La noia li assale, hanno paura del silenzio e pretendono di avere sempre qualcuno che li guidi, che li ascolti, che li “intrattenga”.

Questo, purtroppo, oltre ad essere dannoso per se stessi è anche un problema che si ripercuote nella scuola e nella società in generale, sfociando in veri e propri disagi giovanili. Di qui l’insofferenza a sopportare le responsabilità dello studio personale e all’incapacità di concentrarsi in un’attività.

L’autonomia non è ingovernabilità, ma responsabilità. Pensiamoci, se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli.

Rosalba Sgroia

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Beh…per imparare a guidare c’è tempo eh? 🙂

La mia piccola Sara 1994

Le bugie “innocenti” fanno male ai bambini

Posted in riflessioni with tags , , , on 27/09/2009 by rosalbas

Questo il titolo di un articolo pubblicato il   27/09/09 su La Repubblica.

Una ricerca statunitense ha riportato i dati per cui le piccole e innocenti bugie che molti genitori fanno ” a fin di bene” creano, di fatto, molti problemi, paure e angosce, ai propri figli. Qualcuna è riportata nell’articolo, qualcuna la scrivo io perché le ho sentite spesso.

” Se non lavi le orecchie ti crescerà il prezzemolo!”

” Esiste Babbo Natale!”

Se lasci il dentino sotto il cuscino verrà il topolino”

“Se non fai il bravo arriva l’uomo nero”

“Non andare lì perchè c’è il lupo”.

“Se dici le parolacce Gesù piange”

“Non mettere le mani nella terra che lì c’è il diavolo!”

“Non aprire il frigo perché se no esplode!”

“Il cane ( ma anche il nonno) non è morto…è andato in cielo!”

Ecco una piccola serie di intimidazioni  genitoriali che non fanno affatto bene alla salute e alla tranquillità mentale dei bimbi. Certo è che non ci voleva una ricerca per capirlo…Io l’ho sempre pensato. Con le mie figlie ho sempre utilizzato il metodo della sincerità, della spiegazione scientifica dei fatti, anche per ciò che riguarda la nascita di un bambino, del suo concepimento… Non ho mai avuto nessun problema.

Quando impareranno le persone ad essere razionali, a parlare in modo realistico, a non essere opportuniste utilizzando questi espedienti solo per non dare spiegazioni più impegnative?

Articolo correlato sull’INDOTTRINAMENTO INFANTILE >>> QUI