Archivio per Cristianesimo

Tribù atea de-converte un missionario- video da guardare

Posted in ateismo, Cristianesimo, religione e potere, storia, video e foto with tags , , , , , , , on 26/10/2010 by rosalbas

Ateismo e felicità

“I Pirahã non hanno alcun concetto minimamente riferibile ad un essere supremo o ad un dio creatore.Sono assolutamente atei.Per loro le cose semplicemente esistono e nessuno le ha create.Gli spiriti a cui fanno spesso riferimento non vanno intesi nella nostra comune accezione.Possono essere loro stessi nelle rappresentazioni teatrali,personaggi dei loro sogni,stranieri dalla pelle chiara(che loro attribuiscono all’assenza di sangue) o animali della giungla.”

 

LA CROCE DELLA CHIESA: LA DONNA (E IL SESSO) Citazione di “santi”

Posted in cattolicesimo, Cristianesimo, libri, mie recensioni, religione e potere, storia with tags , , , , , , , , , , , , , on 11/04/2010 by rosalbas

ECCO UN LIBRO CHE VI CONSIGLIO DI LEGGERE:

LA CROCE DELLA CHIESA. STORIA DEL SESSO NEL CRISTIANESIMO DI K. DESCHNER

“Deschner percorre con abilità i tortuosi sentieri che hanno visto le donne
le principali vittime di una violenza sessuofobica inaudita, la cui
oppressione ha segnato l’esistenza d’intere generazioni.” ( Rosalba Sgroia)

LINK per leggere la mia recensione

“Non ti accosterai a donna per… scoprire la sua nudità durante l’immondezza

mestruale.” Levitico 18, 19

 

“Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per

liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare

costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne

compassione.” Deuteronomio, XXV, 11

 

“vale più la malizia d’un uomo che la bontà d’una donna”. Ecclesiaste 42, 14

 

“È causa della donna che è iniziato il peccato ed è a causa sua che noi moriamo

tutti” Ecclesiaste 25, 24

 

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via. ” Siracide IX, 10

 

“Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo. Non dare

all’acqua un’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia. ” Siracide

25, 24

 

“Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio e apparire puro un nato di donna?”

Giobbe 25,4

 

“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo

cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne

resta preso.” Ecclesiaste VII, 26

 

“Chiamarono  Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te  questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». 6 Lot  uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di  sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho  due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le  porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a  questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto». ” Genesi  19,5-8

 

“Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da  marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché  egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un  libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa.”  Deuteronomio 24, 1

 

” Fate il censimento di tutta la comunità  degli Israeliti, secondo le loro famiglie, secondo il casato dei loro  padri, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa”

Numeri 1,2

 

San Paolo:

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia

silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo

prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” Lettere a

Timoteo

 

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché

non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge.

Se  vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti,  perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” Corinzi XIV,  34-35

 

“E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato

per la donna,ma la donna per l’uomo”. Corinzi I, 11,8

 

“Così  la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del  Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata  invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al  marito… In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi  non la sposa fa meglio.” 1-Corinzi

7, 34 +38

 

Tertulliano:

“Abbracciare  le donne è come abbracciare un mucchio di letame, la donna è figlia  della falsità, sentinella dell’inferno, nemica della pace, la donna è la  porta dell’inferno, la strada che porta all’iniquità, la puzza dello  scorpione.”

 

Sant’Agostino:

“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

 

“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.”

 

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo.

Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.”

 

“Non  può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo  domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il  principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della  donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche  l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo  padrone».” San Tommaso D’Aquino

“Cosicchè si vede come  causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una  donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere  attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di  completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene  generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o  perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per  l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che  rendono umida l’aria.” Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

 

“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè

dal  momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la  significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali;  … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile  significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di  soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini  sacramentali.” Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.

 

“Il valore principale della donna è costituito dalla sua capacità di partorire e dalla sua utilità nelle faccende domestiche. ”

 

“La  donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del  diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non  osava attaccare di fronte.

 

È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” Tertulliano

 

“Se  gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la  vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo  sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di  abbracciare una donna, creatura di sterco?” Sant’Odone, abate di Cluny

 

“La  donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale  nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la  libidine degli uomini. ” San Giovanni Crisostomo

 

“la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada. ” Antonio de Butrio

 

“La  donna è meno morale dell’uomo essendo imbevuta di più liquido, elemento  mutevole. Il che la rende volubile, curiosa: quando ha un rapporto con  un uomo desidera farsi penetrare anche da un altro. Credimi, se le dai  fiducia sarai deluso. Credi ad un esperto maestro. La donna è un uomo  malriuscito che cerca di ottenere ciò che desidera con la falsità, con  inganni demoniaci. L’uomo deve guardarsi da ogni donna, come da un  serpente velenoso e un diavolo cornuto. Se raccontassi ciò che so sulle  donne, il mondo ne rimarrebbe strabiliato. –

E poi – Nel rapporto sessuale l’uomo si assimila alla bestia. –

Ma  non finisce qua perchè: – il seme maschile fa nascere forme perfette,  ossia maschili, ma se per qualche avversità esso si guasta, allora fa  nascere femmine…. perché nel coito c’è solo deformità, turpitudine,  immondizia, ribrezzo.” Sant’Alberto Magno

 

“Quando vedi una donna, pensa che si tratti del diavolo! Essa è come l’inferno! ” Papa Pio II

 

 

 

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1. Le donne non dovrebbero essere illuminate od educate in nessun  modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate, poiché sono loro la causa  di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi (Agostino).

 

2.  Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se  ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non  fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella  trasgressione. Pure si salverà come madre e procreatrice, purché rimanga  nella fede e nella carità e nella santità, con modestia (Paolo, Lettere  a Timoteo).

 

3. Le donne siano soggette ai propri mariti come al  Signore, perché il marito è il capo della donna come anche Cristo è il  capo della Chiesa (Paolo, Lettera agli Efesini)

 

4. Ogni donna  che prega o profetizza a testa scoperta, reca un affronto al suo capo,  infatti sarebbe come se essa fosse rasata. Pertanto se una donna non  vuole mettersi il velo, si tagli addirittura i capelli! Ma, se per una  donna è vergognoso tagliarsi i capelli o essere rasata, si copra col  velo. L’uomo invece, non deve velarsi il capo, essendo egli immagine e  riflesso di Dio; mentre la donna è riflesso dell’uomo (Paolo, Lettere ai  Corinti).

 

5. Ognuno sia sottomesso alle superiori autorità,  perché ogni autorità viene da Dio e quelle che esistono sono state  stabilite da Dio; così chi si oppone all’autorità, resiste  all’ordinamento stabilito da Dio (Paolo, Lettera ai Romani).

 

6. È  certo bene per un uomo di non accostarsi a donna alcuna; tuttavia per  prevenire l’impudicizia, ciascuno abbia la propria moglie e ciascuna  abbia il proprio marito (Paolo, apostolo e santo, Lettere ai Corinti).

 

7.  Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto,  quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare  (Ambrogio, padre della chiesa, santo).

 

8. La donna è un tempio  costruito su una cloaca (…) Tu, donna, sei la porta del Diavolo, tu hai  circuito quello stesso che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a  causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per  sempre in gramaglie e coperta di cenci (Tertulliano, scrittore latino  cristiano, padre della chiesa e santo).

 

9. A una donna non è  permesso parlare in chiesa, insegnare, battezzare, fare offerte,  reclamare per se una parte di una funzione maschile né ricoprire alcuna  carica sacerdotale (Tertulliano)

 

10. Nella Chiesa la donna è chi agisce in modo muliebre e sciocco (Haimo d’Auxerre)

 

11. La donna non può ricevere i sacri ordini perché per sua natura si trova in condizioni di schiavitù (Graziano)

 

12.  Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo.  Non dare all’acqua un’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.  (Siracide 25, 24)

 

13. Non mostri la sua bellezza a qualsiasi  uomo, non segga a ciarlare insieme con le altre donne, perché dagli  abiti esce fuori la tignola [tarma dei panni] e dalla donna malizia di  donna. (Siracide 42, 12)

 

14. Meglio la cattiveria di un uomo che  la bontà di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno.  (Siracide 42, 14)

 

15. Non concedo a nessuna donna di insegnare,  né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento  tranquillo. (1Timoteo 2, 12 NT)

 

16. Non dare l’anima tua alla tua donna, sì che essa s’imponga sulla tua forza. (Siracide 9, 2)

 

17.  Il fatto d’appartenere al sesso femminile non può tradursi in alcun  ruolo importante, in quanto la donna ha uno stato di subordinazione, per  cui non può ricevere il sacramento dell’Ordine (San Tommaso santo e  padre della chiesa)

 

Parola del Signore

 

– “Alla donna  disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore  partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti  dominerà” (Genesi 3, 16)

 

– “Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale” (Levitico 18, 19)

 

–  “Allora il sacerdote farà giurare alla donna con un’imprecazione; poi  dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di  imprecazione in mezzo al tuo popolo, facendoti avvizzire i fianchi e  gonfiare il ventre; quest’acqua che porta maledizione ti entri nelle  viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi! E la donna  dirà: Amen, Amen!” (Numeri 5, 21)

 

– “Quando una fanciulla  vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei,  condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così  che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e  l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il  male da te.” (Deuteronomio 22, 23)

 

– “Quando un uomo verrà  colto in fallo con una donna maritata, tutti e due dovranno morire:  l’uomo che ha peccato con la donna e la donna. Così toglierai il male da  Israele” (Deuteronomio 22, 22)

 

“Come in tutte le comunità dei  fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso  parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge” [1Corinzi  14, 34 NT]

 

– “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al  Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo  della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa  sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro  mariti in tutto.” [Efesini 5, 22 NT]

 

– “[Gesù] ma io vi dico:  chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con  lei nel suo cuore.” [Matteo 5, 28 NT].


AUGURI DI BUON SOLSTIZIO D’ INVERNO.

Posted in Cristianesimo, religione e potere, storia with tags , , , , , , , on 21/12/2009 by rosalbas

AUGURI DI BUON SOLSTIZIO D’ INVERNO.

BUON NATALE DEL SOLE e FELICE ANNO NUOVO

IL NATALE FESTA DI TUTTI

di Marcus Prometheus.

www.calendariolaico.blogspot.com

Gli antichi romani il 25 Dicembre celebravano il gioioso dies Natalis, cioè giorno NATALE di Bacco, del Sole Invincibile, di Mithras e di altri dei solari.

I cristiani dei primi 4 secoli, invece, celebravano la nascita di Gesù (successivamente trasformato in loro Dio), il 6 di Gennaio.

Solo svariati secoli dopo ( fra il 337 ed il 450 dopo Cristo), per soppiantare le feste di questi dei solari, i cristiani spostarono al 25 Dicembre anche il natale del loro Dio per appropriarsi del significato del ben più antico NATALE dei POLITEISTI che era il Natale del solstizio e del ritorno della luce del 25 Dicembre, il natale di Dionisio-Bacco, del Sole invincibile, di Helios, di Mithras.

Chi non si riconosce nella tradizione cristiana, dunque non si senta fuori posto durante le festività natalizie, ma festeggi pure, con parenti ed amici e con la intera comunità italiana ed occidentale le feste del ritorno della luce, riconoscendole come proprie, come laiche o come pagane con tutti i diritti di priorità rispetto all’appropriazione cristiana. Rivendichiamo come festa laica il ritorno di giornate di luce più lunghe, ottimo motivo per festeggiare.

E di fronte ai cristiani che alzano la bandiera del tradizionalismo, rivendichiamo le autentiche tradizioni autoctone romane precedenti alla loro e da loro snaturate.

Ed anche l’albero di Natale non ha niente di originariamente cristiano! La tradizione di festeggiare alberi era tipicamente pagana ed aspramente condannata già dalla Bibbia. L’abete poi (con precedenti romani), è di tradizione nordica, al solito tardivamente fatta propria dai cristiani eppoi più recentemente “laicizzatasi” quasi completamente nel sentire comune.

I laici reagiscano alla retorica religiosa ma NON estraniandosi dalla propria comunita’, bensì rivendicando orgogliosamente le proprie radici nella tolleranza e nella libertà di pensiero dei tempi “pagani”.

Se consideriamo (come fanno perfino i neopagani) che il paganesimo non è stato una religione, bensì un atteggiamento tollerante verso tutti i modi di pensare e tutte le tradizioni, non avremo difficoltà a mantenere intatto il nostro laicismo pur recuperando pienamente il folclore gioioso delle nostre radici più profonde.

25 Dicembre NATALE : il giorno della rinascita della luce : è una data sicuramente importante, visto che sembra abbia dato il NATALE a molti Dei !

1. Dionisio o Bacco o Libero, dio del vino della gioia e delle orgie di Grecia e Roma. Moltissime sono le similitudini fra i misteri di Dionisio (conosciuto da 13 secoli prima di Cristo) ed il “mito cristiano”: Dioniso (uomo che divenne dio), era venerato come “dio liberatore” (dalla morte) perchéuna volta defunto discese agli inferi ma dopo alcuni giorni tornò sulla terra. Proprio questa sua capacità di resurrezione offriva ai suoi adepti la speranza di una vita ultraterrena tramite il suo divino intervento. Anche per essere ammessi al culto dionisiaco era necessario essere battezzati, introdotti al tempio e sottoposti ad un rigido digiuno. Altra somiglianza fra il culto di Dionisio e quello ben più tardo di Gesù è nel rituale che prevedeva l’ omofagia (consumazione della carne e del sangue di un animale, identificato con Dioniso stesso), come segno di unione mistica con il suo corpo ed il suo sangue. Dioniso inoltre era strettamente connesso con i cicli vitali della natura alla quale venivano legati il concetto di resurrezione (primavera) e morte (autunno) proprio come manifestazione della morte e la resurrezione del dio. Anche i simboli di Dioniso: la vite, il melograno l’ariete corrispondono perfettamente (vite e melograno) o approssimativamente (ariete – agnello) ai simboli attribuiti dai cristiani a Gesu’. Robert Graves in Greek Myths ha scritto: “… Dioniso, anche detto «colui che è nato due volte» una volta affermato il suo culto in tutto il mondo, ascese al cielo e ora siede alla destra di Zeus come uno dei Dodici Grandi “

Oltre a Dionisio fra i nati verso il solstizio d’inverno ci sono anche;

2. Ercole ( Eracles nato il 21/12 per i greci, ma il 1/2 per i Romani)

3. Sol Invictus dio indigete cioè fra le divinità delle origini romane piu’ antiche, ricevuto da ancor più lontani cicli di civiltà cioe’ dalla tradizione indoeuropea, identificato poi con Mithra ed anche col dio solare siriano Elio Gabalo

4. Elio Gabalo (o El Gabal) di cui un gran sacerdote omonimo divenne (pessimo) imperatore per breve tempo.

5. Mithras, nato in una grotta (da una roccia), sotto gli occhi di pastori che lo adorarono, culto dei militari di Roma e quindi diffuso in tutti gli angoli dell’impero dalle legioni, (e diverso dal numero 6 Mithra di Persia)

6. Mithra di Persia, nato da una vergine morto e risorto (sembra dopo tre giorni) , e diverso ancora dal num. 7

7. Mitra indiano, dio della luce e del giorno.

Poi, sempre nati insieme all’allungarsi delle ore di luce ci sono ancora :

8. Adone (o Adonis) di Siria, e forse anche il suo corrispondente di Frigia,

9. Attys (nato da una vergine, morto a titolo di sacrificio, e che inoltre risorge il 25/3 in corrispondenza anche di data, oltre che di significato di rinascita della vegetazione, col periodo della pasqua) eppoi

10. Atargatis di Siria, grande dea madre, dea della natura e sua rinascita, chiamata dai romani anche Derketo e dea Syria (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita).

11. Kybele (o Cibele) dea della Frigia amata da Adone (il 25 Dicembre era festeggiata insieme ad Adone: ma che tale data fosse considerata la nascita in questo caso non è certo, è solo presunto).

12. Astarte (o Asteroth) della Fenicia, dea suprema, nonché dea della fecondità e dell’amore. Venerata anche dal re Salomone a Gerusalemme (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita). Anche essa scese agli inferi e risorse.

13. Shamash il dio solare babilonese e Shamash del Vicino Oriente, e

14. Dumuzi (detto Tammuz a Babilonia) il dio sumero Dumuzi (detto Tammuz a Babilonia) la cui morte periodica rituale (corrispondente a quella di Adonis) era pianta anche alle donne ebree (Ezechiele VIII,14).

15. Baal – Marduk, dio supremo del pantheon Babilonese.

16. Osiride dio supremo egizio della morte e rinascita della vegetazione, e per estensione della rinascita dell’uomo. La resurrezione è il tema centrale del mito trinitario egizio di Osiride, Isis ed Horus dal quale pare proprio che sia stata presa l’ispirazione per una successiva famosa resurrezione in ambito ebraico. Anche Osiride muore con l’inverno e rinasce di primavera.

17. Horus, dio falcone solare, figlio di Osiride ed Iside con cui costituiva una popolarissima triade che (insieme alle tante altre triadi di dei popolarissime in tutto il mediterraneo) è stata d’ispirazione alla triade cristiana non ufficiale di Dio padre, Madonna e Bambino Gesu’, nonché al raggruppamento ufficiale della trinita’, che esclude l’elemento femminile. La sua nascita era celebrata il 26 Dicembre

18. Ra, il dio Sole egizio corrispondente ad Helios, la cui nascita era celebrata il 29 Dicembre nella città -tempio di Heliopolis a lui dedicata nella zona dell’attuale Cairo.

19. Krishna, (attualmente il dio più importante dell’India) che inizialmente appare nel testo sacro Mahabarata come reincarnato dal dio padre Visnù come un uomo eroico o semidio, ed infine si rivela come dio. Era venuto al mondo per riconquistarlo dai demoni. ( Avete notato qualche parallelismo?). Infine Krisna muore ucciso (da una freccia, non sulla croce), ma, tranquilli, rinascerà anche lui. Fra l’altro anche lui come babbo natale porta doni nel cuore della notte!

20 Scing-Shin in Cina

In ambito Nord Europeo gli dei nati verso il solstizio sono due:

21. Baldur e

22. Freyr il figlio di Odino in Scandinavia,

23. Joshua Ben Josef (detto Gesu’, Gesu’ bambino, Nazareno [o Nazireo], Galileo, Cristo = unto, Messia e il Salvatore) che arriva buon ultimo nella serie di dei di ambito mediterraneo orientale ed indoiranico .

Ma alcuni aggiungono alla lista anche Zaratustra in Media e l’indiano Buddha;

In ambito Centro Americano pre Colombiano troviamo:

24. Bacab dio dei Maya dello Yucatan ( attuali Guatemala e Messico Sud Est), eppoi

25. Huitzilopochtli e 26. Quetzocatl entrambi del Messico centrale azteca

Non solo Gesù ma molti altri eroi semidei e dei discesero agli inferi e da lì’ fecero ritorno: (in totale sono sei fra quelli elencati come nati verso il solstizio d’inverno Dioniso, Adone, Attis, Tammuz, Baal-Marduk, Osiride.

(Poi separatamente ne contiamo almeno altri 10 fra quelli nati in altri periodi o di cui non si conosce la data: Teseo, Orfeo, Enea, Zagreo, Sabazio, Apollonio di Tiana, Chuchulain, Gwydion, Amathaon, Ogier danese, ma la lista è certo incompleta di molti altri personaggi antecedenti o contemporanei a Gesù Cristo).

Alcuni di questi 26 dei sono morti attorno all’equinozio di primavera (che è il periodo della Pasqua) e risorti dopo qualche giorno, a volte proprio dopo 3 giorni, come per Gesù (ma il dio Baldur, forse più pigro, è risorto dopo quaranta giorni).

Ad alcuni di questi dei, (sembra una mezza dozzina, la maggior parte di quelli orientali dal 6. al 15.) è stata attribuita dai seguaci la nascita da una vergine (così come è attribuita una nascita da una vergine anche il non dio Buddha.

Anche Buddha, come Gesù, è stato deificato da una parte dei seguaci in aperto contrasto col suo insegnamento che non giustificava niente di simile.

Cordiali saluti a tutti gli spiriti liberi e laici

Marcus Prometheus.

Ancora sul crocifisso…

Posted in ateismo, Cristianesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26/11/2009 by rosalbas

Cari amici, ritorno a postare dopo un bel po’ di giorni di assenza. Cambiare gestore telefonico oggi è diventata un’impresa ardua, ma finalmente ce l’ho fatta! Continuo a pubblicare testi con l’argomento più discusso in questo periodo, sempre per offrire una visione diversa da quella che ci propinano i media. Questo è un articolo della referente del circolo Uaar di Verbania, la prof. Dessolis. Buona lettura!

Il crocifisso che ci crocifigge

di Antonietta Dessolis-verbania@uaar.it

Crocifisso? No, grazie!

La Lega “crociata” fa i banchetti al grido “ Prova a togliere qui il crocifisso!” sopra una “raccolta firme per non rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici”. Altri sindaci leghisti fanno ordinanze per renderlo obbligatorio, qualcuno persino nei bar. “Il diritto ha calpestato il buon senso”, dicono esponenti del PD, fingendo di ignorare che dopo la revisione del Concordato del 1984, quella cattolica non è più la religione dello Stato italiano, finalmente. Queste reazioni e altre simili dimostrano ancora una volta la confusione che si fa, sia in buona fede che in mala fede, tra la presenza del crocifisso in un’istituzione statale simbolo del ruolo pubblico della Chiesa cattolica, e l’attaccamento, legittimo, allo stesso simbolo nella vita religiosa e nei luoghi di culto di molti, che evidentemente nessuno mette in discussione. Chi ne ha chiesto la rimozione, che sia da una scuola o da un tribunale, da un seggio elettorale o da altro ufficio pubblico, contesta appunto quel ruolo, indebito in un paese costituzionalmente laico, e niente ha a che vedere con la libertà religiosa che deve essere garantita , con pari dignità, a tutte le confessioni.

Chi lo vorrebbe imporre come simbolo identitario lo fa contro chi in quello non si riconosce, negando cittadinanza morale a chi non ne ha nessuno o ne ha uno diverso, altro che simbolo d’amore e di inclusione: con l’esclusione e la discriminazione si alimenta un conflitto di cui faremmo volentieri a meno. Semplificando il concetto si potrebbe dire che il crocifisso sta alla religione di Stato come la sua rimozione sta alla laicità.

Un’altra considerazione riguarda l’ambivalenza del simbolo, costitutiva dall’origine, ma poco visibile agli ingenui: rappresenta metaforicamente sia una persona crocifissa, sia i torturatori che l’hanno messa in croce; sia la vittima che il carnefice; la solidarietà per chi soffre e l’alleanza con il potere che fa soffrire; la volontà di alleviare la sofferenza e l’esaltazione della sofferenza come valore.

Chi dice “crocifisso nelle istituzioni pubbliche” dice “Chiesa cattolica nelle stesse istituzioni “, con l’obiettivo di zittire minoranze sgradite che rifiutano l’esaltazione della sofferenza come valore; in nome della sacra tradizione si vorrebbe far credere che tutte le tradizioni sono buone, perché allora, tanto per fare solo un esempio, non continuiamo a chiamare “bastardi” e “illegittimi” i figli nati fuori dal matrimonio?

Il richiamo ossessivo alla tradizione e alle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa, ancora una volta, confermano quella religione come è stata nella storia dall’imperatore Teodosio in poi: a chi ha la memoria corta e fa del revisionismo storico pratica militante, non è mai troppo tardi ricordare che in nome del crocifisso si sono perpetrati i peggiori crimini, in cui Gesù Cristo non c’entra un bel niente. Non c’è dubbio che per tanti cattolici sinceri sia simbolo di amore e solidarietà, se riferito alle singole persone che liberamente aderiscono alla religione cristiana in un certo spirito evangelico. Non è un caso che alcuni gruppi di cattolici, come le Comunità di base o Noi siamo Chiesa, insieme ai protestanti che si sono pronunciati a favore della sentenza della Corte, non hanno voce pubblica e se non sono tacciati di eresia è solo perché oggi non c’è più bisogno dei roghi, basta la congiura del silenzio, come per noi apostati.

Partendo dall’aspetto simbolico per arrivare alla presenza ben più sostanziale della religione cattolica nel nostro paese, la sentenza si può leggere come direzione di marcia da prendere affinché un’etica di parte non sia imposta a tutti, attraverso leggi-crocifisso che ben conosciamo, dal testamento biologico al catechismo di Stato con l’ora di religione, dal divieto di riconoscere diritti alle coppie omosessuali ai privilegi economici e fiscali che danneggiano l’erario statale a spese di tutti i contribuenti. Infatti un giorno sì e l’altro pure la CEI e il capo di uno Stato assolutista, oltre che capo della Chiesa, battono cassa, mai contenti di tutte le prerogative che già hanno abbondanti: vogliamo discutere dell’8 per mille, degli oneri di urbanizzazione secondaria e di tutti i rubinetti aperti dalle amministrazione locali, del finanziamento agli oratori e alle scuole cattoliche? Per concludere, un promemoria e un invito pacato: le esasperazioni identitarie hanno sempre provocato pericolosi conflitti, armati o no, e i vicini Balcani dovrebbero insegnarci qualcosa. Chi dice di volere la pace dovrebbe favorire la convivenza delle istanze culturali e religiose diverse; ma non c’è democrazia senza laicità dello Stato-arbitro, il modo più efficace ed incruento per costruire una società concretamente pluralista e per prevenire tutti i fondamentalismi, compreso quelli nostrani autoctoni: è da smascherare la «sana laicità» promossa dal pontefice romano che in realtà è la forma moderna del clericalismo.

Ecco perché non sono credente. Mia recensione del libro di G.Marchi

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GIANCARLO MARCHI,Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto. Edizioni Il Fiorino 2005 Modena, ISBN 88-7549-085-6 e-mail edizioni.ilfiorino@virgilio.it , pag. 125, euro 9.00

Esporre le proprie ragioni del perché non si aderisce ad una fede, ad una confessione religiosa e non temere eventuali reazioni intimidatorie, fa onore all’autore di questo libro e a tutti coloro che, come lui, esprimono il proprio punto di vista a riguardo. Giancarlo Marchi, lungi dal voler produrre un trattato anticattolico, ha raccontato fatti accaduti vissuti in prima persona e ha esposto “alcune realtà e notizie non certo di prima mano, ma già sapute e risapute da chi le ha volute o le vuole sapere”.

Vivere sulla propria pelle la rigidità dei precetti cattolici impartiti in un collegio salesiano, verso la fine degli anni ’30, ricucire gli strappi laceranti di un’educazione ferrea e coercitiva e poi “denunciare” il proprio sconcerto e dolore, non è impresa facile per nessuno, ma è ancora più difficile farlo in modo lucido, profondamente umano e soprattutto con la dignità di chi non si arrende all’ignavia, all’inerzia mentale, al silenzio.

L’autore, nella prima parte del libro- presentato con la copertina tratta dal n.2/2004 de l’Ateo, dedicato all’Indottrinamento infantile- ci mostra l’insofferenza e la pena vissute quando era uno studente del collegio S.Giuseppe di Modena. Ci racconta, in modo semplice e incisivo, il suo Continua a leggere