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SCUOLA, DIDATTICA ED EDUCAZIONE: ALLARME ANALFABETISMO FUNZIONALE E DI RITORNO. USO DEL DETTATO E POTENZIAMENTO DELLE CAPACITA’ CRITICHE

Posted in riflessioni, scuola with tags , , , , , , on 19/09/2015 by rosalbas

LA FRANCIA RIVALUTA IL DETTATO? PER ME NON E’ UNA NOVITA’! ANZI…

Perché anche per me è importante.

Dettato eseguito alla fine della seconda Scuola Primaria

Dettato eseguito alla fine della seconda Scuola Primaria

 

Il ministro francese annuncia che nelle scuole si farà un dettato al giorno per evitare il proliferare degli errori ortografici, grammaticali e sintattici. Vedi articolo.

Ottimo, ma per me non è una novità: lo uso tantissimo con i miei alunni! Do molta importanza alla dizione nella dettatura e insegno loro a focalizzare l’attenzione uditiva per memorizzare bene le parole. Mano mano li educo al dettato più celere…Funziona! Utilissimo anche il copiato per acuire l’osservazione, l’analisi e l’autocorrezione e l’autovalutazione.  Aggiungo che loro scrivono tantissimo, ma non solo durante le mie lezioni, anche quando studiano matematica o altre materie!

Anche per gli alunni con DSA ( disturbi specifici dell’apprendimento)  i dettati sono utili, ma occorre più pazienza,  la pronuncia deve essere perfetta e non bisogna andare di corsa. Per le doppie io uso battere le mani o rafforzare il suono con la voce. Inoltre è utile il computer se ci sono problemi di disortografia. La cosa fondamentale è rafforzare la loro autostima incoraggiandoli e non “infierendo” sui loro errori. Come si fa del resto anche con gli altri.

I miglioramenti si vedono…piano piano.

Spesso racconto loro di quello che scrivono certi adulti, di QUELLO CHE LEGGO IN GIRO e che soprattutto molti non sanno neanche comprendere appieno il significato di un testo e lo distorcono. Dico che purtroppo stiamo diventando analfabeti funzionali e analfabeti  di ritorno : si usa solo l’indicativo, non si usa più la punteggiatura e la comprensione e l’interpretazione di un testo diventano sempre più difficoltose.

Eh, quando sentono queste cose sgranano gli occhi e mi dicono che vogliono imparare!

Questa è la soddisfazione che ho nell’insegnare, ma che fatica! Per ottenere buoni risultati devo prima lavorare sulla relazione tra di loro, rendendoli più capaci anche di conoscere e comunicare le proprie emozioni al fine di levigare tutte le spigolosità dei loro comportamenti.

Cerco di infondere in loro il PIACERE della conoscenza! Gli alunni si considerano dei ricercatori del sapere e hanno la motivazione ad apprendere. Sapendo di più sono più sicuri di sé e quindi più capaci di autogestirsi

Quello che più mi preme è che gli alunni sviluppino il pensiero critico, che sappiano rintracciare le fonti di ciò che leggono e comparare le notizie e le varie interpretazioni dei fatti. Che sappiano scegliere e non dover seguire pedissequamente le mode in modo gregario. Occorre, però, che tutto questo sia sviluppato insieme all’empatia e alla gentilezza. per riuscire ad osservare il mondo a 360°, imparando a immedesimarsi anche nel pensiero degli altri.

Io ci provo insieme alle mie colleghe!

Ho fiducia nelle potenzialità dei bambini e non bisogna sottovalutarle. Purtroppo le iperstimolazioni mediatiche e tecnologiche, se non sono supportate da un adeguato rafforzamento delle capacità critiche e attentive, li inducono a diventare degli analfabeti funzionali che fanno zapping con il mondo. Non si fermeranno mai a ragionare e a riflettere sul significato di ciò che leggono , ma baseranno tutta la loro vita a valutare e a giudicare la realtà dalle apparenze.

Quindi lo studio serve per imparare le discipline e per imparare a vivere

 Rosalba Sgroia

CULTURA

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IL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’. “LA PAURA CI FA TOLLERARE L’INTOLLERABILE” ( Mauro Scardovelli)

Posted in etica, politica, scuola, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 22/05/2015 by rosalbas

Un video da GUARDARE
Il fallimento della società.

” Noi siamo governati, a livello MONDIALE, da persone che sono gravemente disturbate mentalmente, senza EMPATIA” ( M.S.)
” Il guaio è che oggi tolleriamo dei LEADER ai quali non dovremmo dare il compito neanche di dirigere il pollaio. Però gli diamo in mano LE SCUOLE, LE UNIVERSITA’, LA POLITICA, LA FINANZA. La rivolta parte dal basso…” ( M.S)

NO ALL’OMOFOBIA, NO ALLA VIOLENZA.

Posted in diritti civili, riflessioni, video e foto with tags , , , , , , , , on 17/05/2014 by rosalbas

17 maggio 2014 GIORNATA MONDIALE  CONTRO L’OMOFOBIA

Non si può tacere sui crimini che vengono commessi nel mondo, anche qui in Italia, nei confronti di chi vuole solamente AMARE e non danneggiare gli altri. Chi è omofobo vada a curarsi…

Certo, capisco che l’ odio sia un forte sentimente e nessuno ne è esente e si prova se qualcuno ci fa del male, ma ODIARE CHI NON CI FA NULLA è GRAVE!

Odiare una persona che ama un’altra dello stesso sesso…CHE MALE CI FA?

La paura è nell’OMOFOBO, forse ha paura di scoprire la propria omosessualità e non accettarla.

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VIDEO- Presentazione del libro “Ricerca-pilota. Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità di ruoli”

Posted in diritti civili, libri, politica, religione e potere, scuola, video e foto with tags , , , , , , , , , , on 12/03/2014 by rosalbas

“RICERCA-PILOTA Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”

“RICERCA-PILOTA
Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”
di
Maria Vittoria De Matteis
giornalista di Rainews24

Prefazione di Franco Ferrarotti

TEKE editori

***

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Evento avvenuto  il 7 marzo alle ore 15.00 presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, in Piazza della Torretta 36 a Roma.

Il testo parla di come, applicando una ‘pedagogia di genere’, possa cambiare la cultura di una società. Dalla periferia difficile, al quartiere borghese, alle realtà di provincia, docenti, animatrici e studentesse raccontano i mutamenti tangibili ottenuti sul campo.

Presenti, oltre all’autrice e  al sociologo Franco Ferrarotti, anche due docenti, Rosalba SgroiaSabrina Di Gennaro, che hanno raccontato le proprie esperienze didattico-educative nelle scuole in cui operano ( Scuola Primaria Roma e Secondaria di secondo Grado Civitavecchia).

E’ stato anche  presentato in anteprima un video sull’argomento del libro interpretato da giovani attori e sono state esposte le tavole dello storyboard.  In sala anche le autrici del progetto “If You Were Me – Se Tu Fossi Me”, Maria Sara Cetaro e Serena Giardino.

Queste sono le mie parziali risposte ( più in basso c’è l’intervista completa)  alle domande che la giornalista M.Vittoria De Matteis mi ha posto  nell’intervista che è presente nel volume, insieme ad altri interventi di altri docenti.

2014-03-07 15.11.02

“RICERCA-PILOTA Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”

Posted in diritti civili, scuola, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 07/03/2014 by rosalbas

“RICERCA-PILOTA
Sull’educazione al rispetto della differenza di genere nella parità dei ruoli”
di
Maria Vittoria De Matteis
giornalista di Rainews24

Prefazione di Franco Ferrarotti

TEKE editori

***

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Evento avvenuto  il 7 marzo alle ore 15.00 presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, in Piazza della Torretta 36 a Roma.

Il testo parla di come, applicando una ‘pedagogia di genere’, possa cambiare la cultura di una società. Dalla periferia difficile, al quartiere borghese, alle realtà di provincia, docenti, animatrici e studentesse raccontano i mutamenti tangibili ottenuti sul campo.

Presenti, oltre all’autrice e  al sociologo Franco Ferrarotti, anche due docenti, Rosalba SgroiaSabrina Di Gennaro, che hanno raccontato le proprie esperienze didattico-educative nelle scuole in cui operano ( Scuola Primaria Roma e Secondaria di secondo Grado Civitavecchia).

E’ stato anche  presentato in anteprima un video sull’argomento del libro interpretato da giovani attori e sono state esposte le tavole dello storyboard.  In sala anche le autrici del progetto “If You Were Me – Se Tu Fossi Me”, Maria Sara Cetaro e Serena Giardino.

Queste sono le mie parziali risposte ( più in basso c’è l’intervista completa)  alle domande che la giornalista M.Vittoria De Matteis mi ha posto  nell’intervista che è presente nel volume, insieme ad altri interventi di altri docenti.

Clicca sulle foto per vedere la presentazione

Da sinistra: Maria Vittoria De Matteis, Franco Ferrarotti, Sabrina Di Gennaro, Rosalba Sgroia

ARTICOLO CORRELATO >>>>>>>  8 MARZO: UOMINI E DONNE

QUI IL MIO CONTRIBUTO CHE E’ NEL LIBRO:

1) COME APPROCCI IL PROBLEMA DELLE PARI OPPORTUNITA’, DA INSEGNANTE, DA DONNA E DA INTELLETTUALE IMPEGNATA, CON LE TUE CLASSI?

Il mio approccio è sicuramente volto al superamento della separazione netta e discriminante tra i generi femminili e maschili. Siamo tutte persone, con mille diversità, per me più culturali che biologiche e non è l’apparenza fisica e/o l’orientamento sessuale a determinare la bontà di un genere rispetto ad un altro. Quello che conta, per me, è che tutte le persone, uomini e donne abbiano gli stessi DIRITTI e DOVERI di fronte alla società, la possibilità di poter scegliere diverse mansioni, diversi ruoli a seconda delle preferenze.
Personalmente non ho mai sostenuto questi stereotipi: donna debole, uomo forte, uomo insensibile, donna sensibile ecc.
Non ho mai pensato che la donna sia sempre dalla parte del giusto, che sia sempre contro le guerre, che per natura sia sempre comprensiva e sottomessa. Diciamo pure che molte donne non usano molto la violenza fisica, ma moltissimo quella psicologica, anche contro gli uomini.
Purtroppo, però, ancora esistono situazioni preoccupanti, allarmanti, di violenza bruta e di discriminazione sociale nei confronti delle donne e non occorre andare troppo lontano dal nostro Paese e questo è un fatto da analizzare con attenzione.
Occorre quindi riequilibrare la situazione, dando a tutti la possibilità di essere se stessi e di avere pari opportunità nella società. Io auspico un incontro tra i generi, una sempre più consapevolezza che in ognuno di noi albergano attitudini e sentimenti attribuiti sia alle donne che agli uomini e che ognuno, in relazione continua con il proprio ambiente, può più o meno sviluppare.
Ed è quindi importante che questo ambiente sia in grado di accogliere le inclinazioni di ciascun individuo, liberandolo dalle pastoie sessiste, appunto.
Uguaglianza nella diversità: banale, ma non scontato.
La scuola in generale dovrebbe perseguire gli obiettivi di educazione a una cittadinanza di genere e di promozione di una cultura di non discriminazione. A tale proposito posso ben dire che nel nostro POF questa volontà educativa viene contemplata ampiamente, come Istituto Comprensivo possiamo ben dire di essere molto attenti a queste tematiche.
Ovviamente questa formazione educativa di base dovrebbe trovare reale riscontro nella vita sociale reale, ma spesso non è così.
Il tema delle differenza e delle differenze, di genere, ma non solo, costituisce un nodo cruciale per una scuola di qualità e per l’orientamento in età adulta, soprattutto per le donne, per le quali sono importanti azioni specifiche in grado di aiutarle a entrare e rimanere nel mercato del lavoro. Eppure, si tratta di questioni che non ricevono l’attenzione che meritano o rischiano di passare in secondo piano anche a causa dei comportamenti di difesa di poteri acquisiti.

2) QUANDO NOTI NEI BAMBINI DELLE TUE SCOLARESCHE ATTEGGIAMENTI PALESEMENTE ‘SESSISTI’, COME TI COMPORTI?

Tutti i miei interventi e le mie lezioni sull’argomento si rifanno al concetto di RISPETTO, al concetto di DIVERSITA’, di LIBERTA’, di RESPONSABILITA, di PREPOTENZA ecc ecc
Nelle nostre discussioni abbiamo sempre riflettuto sul fatto che siamo tutti diversi tra di noi, che non è opportuno, né giusto giudicare una persona in base al fatto di essere maschietto o femminuccia, ma se proprio vogliamo esprimere un’opinione dobbiamo farlo sempre in base ai comportamenti di quella persona. Deve sempre emergere una capacità di controllare e gestire al meglio le nostre emozioni, capacità di senso critico, di non lasciarsi trasportare da ciò che altri dicono per indurci ad odiare o a discriminare.
Si affronta quindi il superamento del PREGIUDIZIO, dello STEREOTIPO, anche nelle classi prime, con un linguaggio semplice, chiaro e con esempi, simulazioni.
Quando affronto le lezioni di Storia mi soffermo molto su come sono state considerate le donne nei tempi passati e in luoghi diversi, facendo il confronto con la nostra epoca e con quello che accade anche in diversi Paesi.
Quindi, di fronte a comportamenti sessisti, scorretti sia nei confronti delle femminucce, ma anche nei confronti dei maschietti ( perché anche questo accade) cerco sempre di far riflettere, apro la discussione e metto tutti in condizione di esprimersi a proposito.
In questi frangenti s affronta anche il tema del rispetto del proprio corpo e di quello altrui, che nessuno deve pretendere di violare l’intimità delle persone.

3) PER SOVVERTIRE LO STEREOTIPO CULTURALE UOMO-DONNA, QUALE STRATEGIA ADOTTI, IN CONCRETO?

Oltre ai progetti didattici che prevedono discussioni filosofiche sul tema, in cui non do risposte preconfezionate, ogni tanto propongo dei giochi di ruolo , giochi del ” SE FOSSI un bambino come mi comporterei, o SE FOSSI una bambina ecc ecc. Cerco di far capire loro in che modo ci si può sentire se si viene trattati in modo ingiusto perché si è bimba o perché si è bimbo.

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ESEMPIO: il gioco e l’assunzione dei ruoli.
a) la descrizione della propria realtà (il lavoro della mamma e/o del papà),
b) l’interazione con le mamme e i papà (il confronto e il dialogo con gli adulti, utilizzando il gioco dell’intervista)
c) la riflessione individuale (questionari)
d) le proposte (le differenze tra sessi continueranno ad esistere? le differenze sono un ostacolo o un vantaggio? come può migliorare l’organizzazione in famiglia?…
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Scelgo delle letture avvincenti su cui riflettere, organizzo lezioni in cui si analizzano anche le informazioni che ci vengono propinate dai media, dalle pubblicità, quelle che cristallizzano gli stereotipi . Quindi è importante educare ad interpretare il messaggio mediatico.
Anche il web riflette il mondo facendone parte a pieno titolo e il mondo è un posto in cui gli stereotipi di genere cominciano a conformarci come persone a partire dalla giovanissima età. Da una parte i bambini vengono coinvolti in attività che ne mettono a fuoco l’abilità, le capacità costruttive, la dinamicità (Macchine, Moto, Sport, Memoria) dall’altra ci si rivolge alle bambine cercando di interessarle a giochi legati all’estetica (Trucco, Bellezza, Moda) o alla cura degli altri e al cibo (Ristorante, Cucina, Baby Sitter).
Devo dire che, per fortuna, anche nella maggior parte delle famiglie noto una certa elasticità educativa in tal senso, ci sono papà che cucinano e partecipano alla sistemazione della casa e madri che hanno attività lavorative extra casalinghe, quindi i bambini sono molto più propensi a superare questa cristallizzazione di ruoli. In ogni caso non si abbassa mai la guardia, anche perché esistono casi in cui, invece, emergono difficoltà in tal senso.

Rosalba Sgroia

MIGLIORARE SE STESSI SIGNIFICA MIGLIORARE TUTTO

Posted in riflessioni, video e foto with tags , , , on 10/06/2013 by rosalbas

PURA UTOPIA? FORSE, MA SI PRETENDE TUTTO DAGLI ALTRI, MA IN FONDO, GLI ALTRI CHI SONO?

GLI ALTRI SIAMO NOI!

la mano

Come liberarsi delle prese in giro e vivere sereni!

Posted in riflessioni, scuola with tags , , , , , , , on 31/05/2012 by rosalbas

 L’IDIOTA E’ CHI PRENDE IN GIRO, NON CHI VIENE ADDITATO. DIMOSTRAGLIELO!

Uno dei tanti racconti che propongo ai miei alunni, per riflettere insieme, per capire che spesso molti di noi restano vittime della stupidità altrui, senza riuscire a liberarsene.  Così facendo SOFFRONO e si addossano responsabilità non proprie.

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IL PELO DEL MAIALE

Di LUIGI MALERBA

Fra i maiali della fattoria ce n’era uno a cui sarebbe piaciuto tanto avere una bella pelliccia folta e lucida come quella dei cani e dei gatti, e si vergognava moltissimo di avere soltanto poche e ispide setole. Quando vedeva un cane e un gatto diventava tutto rosso per la vergogna e correva a nascondersi. Gli altri maiali non si vergognavano delle loro setole e nessuno li prendeva in giro, ma quando i cani e i gatti si accorsero del maiale che desiderava avere una pelliccia come la loro, incominciarono a corrergli dietro e a ridere di lui. Perfino le galline gli facevano sberleffi. Il povero maiale non sapeva più come fare e avrebbe voluto che anche i suoi compagni si vergognassero, ma quelli invece andavano in giro tranquilli con le loro setole ispide e rade. Il nostro maiale andò dal decano del porcile a esporgli il suo problema. Il vecchio gli spiegò che i cani, i gatti e le galline lo prendevano in giro proprio perché lui si vergognava. Il maiale rispose che le cose stavano in tutt’altro modo, e cioè che lui si vergognava proprio perché lo prendevano in giro. – Guarda i tuoi compagni, – disse il decano – anche loro hanno la pelle coperta di poche setole come te e nessuno li sbeffeggia. Perché? Perché non si vergognano. Il maiale provò a girare in mezzo ai cani, ai gatti e alle galline tenendo la testa alta e sbattendo ogni tanto le orecchie per darsi delle arie. Quando questi gli si avvicinavano e gli davano delle beccate per farlo arrabbiare, lui si metteva a ridere e diceva che gli facevano il solletico. Dopo un po’ i cani, i gatti e le galline lo lasciarono in pace. Non si divertivano più da quando lui rideva invece di arrabbiarsi.