Archivio per fede

Totalitarismi sacri e profani – Il pericolo della democrazia, della libertà.

Posted in filosofia, laicità, riflessioni, video e foto with tags , , , , , on 29/04/2015 by rosalbas

Purtroppo i totalitarismi religiosi o profani sono deleteri per la società civile, che siano rossi, neri o viola la cosa non cambia. Sono la negazione delle libertà di molti a vantaggio del libertinaggio di pochi. Una bella vergogna e sconfitta UMANA

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Zichicche- La mia recensione

Posted in libri, mie recensioni with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Questa recensione è del 2003, ma voglio pubblicarla ora, comunque. Ricordo che mi feci un sacco di risate a leggere il libro di P.Odifreddi…

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Piergiorgio Odifreddi (a cura di). Zichicche. Pensieri su uno scienziato a cavallo tra politica e religione. Edizioni Dedalo, Bari 2003, pp. 288, €14,00. ISBN 8822062604

Recensione di Rosalba Sgroia   VEDI ANCHE QUI>  http://www.uaar.it/ateismo/opere/60.html

Chioma canuta da saggio che ricopre una gran testa: la testa di «uno scienziato a cavallo tra politica e religione».

Sì, avete capito, è Antonino Zichichi. Fondatore della Ettore Majorana Foundation and Center for Scientific Culture con sede a Erice, raccomandato a tutti per la sua semplicità divulgativa, lo scienziato dal linguaggio sui generis che paragona gli elettroni alle colombe e i protoni ai chicchi d’uva, che sa spiegare il perché «gli spaghetti non esplodono», ma soprattutto l’unico uomo di scienza in Italia ad aver celebrato il matrimonio tra fede e scienza, pur affermando che entrambe «si muovono in sfere completamente autonome».

Per queste sue virtù è diventato un eroe del video, che ha frequentato politici potenti (Andreotti & company) e religiosi potenti (il papa in persona!), che ha avuto incarichi prestigiosi (presidenza dell’Istituto di Fisica Nucleare), ma soprattutto che ha attirato su di sé una notevole curiosità da parte del mondo scientifico e giornalistico, ma non sempre per il suo talento di scienziato e per le sue scoperte…

Nel libro Zichicche – che vanta anche una prefazione di Andreotti – Piergiorgio Odifreddi, uno dei tanti arguti curiosoni, ha voluto regalarci il piacere di scoprire chi è Antonino Zichichi e cosa si è detto su di lui, proponendoci articoli (tra cui due, firmati dal curatore stesso) e ritratti del Nostro, già pubblicati sulla stampa nazionale e sulle riviste scientifiche, in un arco di tempo che va dal 1979 ad oggi.

«…niente di personale in questa raccolta» – afferma Odifreddi – «…né ho avuto a che fare con lui da un punto di vista professionale, essendo io logico e lui no. Mi sono divertito a leggere due suoi libri, a recensirli e…».

Un assaggio di alcune Zichicche: «la Pietà, Michelangelo, l’ha saputa concepire, sentire, realizzare lui»; «il valore del Crocefisso nello studio di un ateo ha in Pertini l’esempio più significativo»; «Ancora oggi sorprende la velocità con cui cadono le pietre: troppo veloci per essere misurate. E invece no»; «Esistono teoremi non dimostrabili».

Confermo che dalle prime pagine alle ultime, specialmente in quelle che trattano delle riflessioni sul libro Galilei, divin uomo, il divertimento è assicurato! Cari lettori, scoprirete, se non lo sapete già, che la vera scienza è quella di Galilei perché credente, che non esiste contraddizione logica tra Fede (cristiana) e Ragione, che la scienza “atea” è destinata a fallire in quanto considera esclusivamente le leggi del “caso” e del “caos” e non quelle della razionalità…

Ci si è chiesti, infine, perché mai il caro Zichichi voglia tenere unite Fede e Scienza, quando i Padri della Chiesa ne avevano auspicato la separazione. La sua incoerenza risulta lampante, tanto più che non fa “fede” all’insegnamento del “divin uomo”.

Buona lettura e ognuno tragga le proprie conclusioni!

Rapporto fede e malattia: se non si ha fede in un Dio si è perduti?

Posted in ateismo, cattolicesimo, filosofia, riflessioni, uaar with tags , , , , , , on 27/06/2012 by rosalbas

Con me stessa, in me stessa trovo la forza.

Quanto segue è ciò che ho risposto a una persona che, nel 2001, sapendo della mia malattia ( superata ormai),  ha tentato di indurmi alla conversione e alla preghiera affinché potessi raggiungere la guarigione e la… salvezza! 🙂

da UAAR ROMA

La mia esperienza, il mio punto di vista.

di Rosalba Sgroia

«Il mio vissuto interiore, relativo al coraggio di affrontare una qualsiasi difficoltà, segue dei percorsi che sono diversi da quelli che può percorrere un cattolico o un fedele a qualsiasi altra religione.

Io non ho mai seguito una religione (a parte la comunione dei miei lontani otto anni, fatta solo per spirito emulativo), un credo che mi portasse a rivolgere il pensiero a un’entità superiore, a un dio. Ho imparato ad apprezzare la vita in ogni sua meraviglia e in ogni sua difficoltà e, sai, ne ho passate e superate tante, aiutata dai miei studi psicologici, utilizzando la poesia, l’arte in genere — musica, pittura, danza — e soprattutto intessendo relazioni umane costruttive, improntate sulla franchezza, l’empatia e il semplice sentirsi accomunati da qualcosa. Non nego, però, di aver passato anche alcuni giorni in uno stato di completo abbandono e depressione; non voler vivere emozioni dolorose, angoscianti, equivarrebbe, per me, rimuovere ciò che invece va affrontato.

Non considerarmi superba o presuntuosa se ti dico che quando ho saputo del carcinoma (ho avuto il tempo di capire da sola che qualcosa non andava) ho accettato il fatto sia pur con dolore, ma in modo sereno. Molti in questi frangenti si chiedono: «perché proprio a me?» e io: «è toccato a me e devo reagire, lottare», addirittura consolare chi mi stava vicino. Ho iniziato a prepararmi a questa eventualità che ormai tocca moltissime persone. Dove voglio arrivare? Per me la vita, con tutte le sue assurdità e bellezze, è un fatto naturale come lo sono la morte, la malattia, la nascita. Mi reputo fortunata di vivere in quest’epoca in cui i progressi scientifici mi consentiranno di guarire e per questo ho fiducia nell’evoluzione positiva della malattia. Se così non fosse cercherei di vivere al meglio ciò che mi resterebbe da vivere, senza per questo negare la tragicità dell’evento. Avrei sicuramente gran dolore per le mie figlie, ma sinceramente non mi verrebbe e non mi viene in mente ora di pregare (penso, ora, al fenomeno padre Pio e la fede indotta per un “tornaconto personale!”).

Comunque, ritengo che ognuno dovrà risolvere l’angoscia della morte, altrui, ma soprattutto della propria in un modo tipicamente personale.

Spero che il mio punto di vista non ti turbi, ma penso che tu non sia una persona con i paraocchi.

In questo momento, ti sembrerà strano, il mio pensiero è principalmente rivolto ai popoli che stanno davvero vivendo una tragedia inaccettabile, a causa di altre genti che con la loro arroganza politica, religiosa ed economica stanno distruggendo vite immature per la morte. Questo mi ferisce di più, mi rende impotente e invece vorrei urlare l’indifferenza dei Grandi della Terra che non sanno e non vogliono reagire allo scempio che si sta consumando. Sono valse le preghiere di qualsiasi credo? In questi casi, tipicamente umani, ci vogliono soluzioni tipicamente umane, a mio avviso, con tutto il rispetto per chi da alla preghiera una valenza primaria.

I nostri sono diversi punti di vista anche se, ovviamente, ci sono dei punti di contatto, punti che si evidenziano nei valori di una moralità che è intessuta nella normale convivenza civile, morale che per me ha una connotazione che non contempla un dio, una realtà trascendente.

A questo punto mi auguro di non averti annoiato; in ogni caso ho apprezzato la tua lettera, perché mi ha permesso anche di poter avere uno scambio di opinioni. In questo periodo è necessario e fondamentale prepararsi al dialogo, all’ascolto, al rispetto delle diversità contro tutte le discriminazioni, le esclusioni, i pregiudizî; non riuscire a farlo porta inevitabilmente allo scontro, alle guerre di ogni tipo. Questi sono i valori che ho cercato di comunicare alle mie figlie, ai miei alunni, valori che che non hanno necessariamente bisogno di una religione.

Spero di aver reso l’idea, di essere stata chiara nell’esporre il mio punto di vista e sarei tentata di continuare, pur nella consapevolezza di non essere in grado di esaurire così semplicemente una problematica filosofico-esistenziale di questa portata».

Preti: dispensatori di terrore mascherato di…”bontà”.

Posted in cattolicesimo, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , on 01/04/2010 by rosalbas

ASCOLTATE QUESTE PAROLE!!!!!!!!!

I senza dio- Mia recensione del libro di R. Bodei

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, filosofia, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , on 17/09/2009 by rosalbas

REMO BODEI I senza Dio. Figure e momenti dell’ateismo. A cura di Gabriella Caramore. Brescia, Ed. Morcelliana 2000, Collana “Uomini e Profeti”, pp. 99, € 8,26. ISBN 8837218095

In questo libro Remo Bodei opera una riflessione sull’ateismo e sul rapporto che questo fenomeno ha con la fede, offrendo numerosi spunti di riflessione, di discussione e di critica, nonché dei suggerimenti di lettura sull’argomento.

Incalzato dalle domande (a mio avviso un po’ tendenziose), di Gabriella Caramore, curatrice della collana «Uomini e profeti», esamina i diversi significati attribuiti al termine “ateo” nel corso della storia ma, non essendo un libro di storia dell’ateismo, la trattazione dell’argomento non segue una cronologia definita; l’andare e venire tra i secoli (ma anche l’accenno ai grandi della letteratura, del mondo politico, scientifico e filosofico), permette di individuare tre grandi correnti di interrogazione, cioè le modalità usate per rapportarsi al pensiero di Dio – con particolare riferimento alla cultura occidentale -: in primis, l’ateismo come avvio per la libertà umana (da Prometeo contro Zeus al personaggio di Dostoevskij, Kirillov, che dichiara il libero arbitrio negando l’esistenza di Dio); secondariamente l’ateismo come risposta all’indifferenza di Dio, atteggiamento di fondo del mondo greco, ma anche rintracciabile in personaggi del nostro secolo (in Lucrezio il soprannaturale è qualcosa che non si interessa del benessere e della felicità degli umani, in Camus o nel personaggio sartriano, Goetz che invoca il Cielo senza ottenere risposta); in terzo luogo come conseguenza della domanda sul male del mondo (entra qui in causa la constatazione di poter raggiungere pace e giustizia senza “scomodare” un dio, oppure il perpetrare degli scempi sull’Umanità malgrado un dio o addirittura in suo nome).

Bodei spazia dalle concezioni di Bruno e quelle di Continua a leggere

Ecco perché non sono credente. Mia recensione del libro di G.Marchi

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , , , , on 17/09/2009 by rosalbas

GIANCARLO MARCHI,Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto. Edizioni Il Fiorino 2005 Modena, ISBN 88-7549-085-6 e-mail edizioni.ilfiorino@virgilio.it , pag. 125, euro 9.00

Esporre le proprie ragioni del perché non si aderisce ad una fede, ad una confessione religiosa e non temere eventuali reazioni intimidatorie, fa onore all’autore di questo libro e a tutti coloro che, come lui, esprimono il proprio punto di vista a riguardo. Giancarlo Marchi, lungi dal voler produrre un trattato anticattolico, ha raccontato fatti accaduti vissuti in prima persona e ha esposto “alcune realtà e notizie non certo di prima mano, ma già sapute e risapute da chi le ha volute o le vuole sapere”.

Vivere sulla propria pelle la rigidità dei precetti cattolici impartiti in un collegio salesiano, verso la fine degli anni ’30, ricucire gli strappi laceranti di un’educazione ferrea e coercitiva e poi “denunciare” il proprio sconcerto e dolore, non è impresa facile per nessuno, ma è ancora più difficile farlo in modo lucido, profondamente umano e soprattutto con la dignità di chi non si arrende all’ignavia, all’inerzia mentale, al silenzio.

L’autore, nella prima parte del libro- presentato con la copertina tratta dal n.2/2004 de l’Ateo, dedicato all’Indottrinamento infantile- ci mostra l’insofferenza e la pena vissute quando era uno studente del collegio S.Giuseppe di Modena. Ci racconta, in modo semplice e incisivo, il suo Continua a leggere