Archivio per legalità

150 anni dall’UNITA’ D’ITALIA

Posted in diritti civili, politica, riflessioni, storia with tags , , , , , on 15/03/2011 by rosalbas

E’ VERA UNIONE?


L’Italia sarà un Paese unito solo quando tutti i suoi cittadini perseguiranno obiettivi comuni, quando capiranno l’importanza di rispettare i principi fondamentali della Costituzione.                                                                                                                                                       A cominciare da coloro che governano questa Nazione…

Onestà, responsabilità, lavoro di squadra, reazione ai soprusi e all’illegalità.

Molti italiani facciano autocritica, tutti coloro che fanno di tutto per fare “gli imboscati” nel proprio posto di lavoro e in altri campi della vita sociale…

Il resto è aria fritta.

L’ho detto ai miei piccoli alunni e lo dico da sempre,

soprattutto cerco di “dirlo” con l’esempio.

R.S

Italia

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GELMINI E CREDITI PER L’ORA DI RELIGIONE: UNA VITTORIA DI PIRRO

Posted in cattolicesimo, diritti civili, laicità, politica, religione e potere, scuola, vaticano with tags , , , , , , , , , , on 17/05/2010 by rosalbas

Scuola, la Gelmini ha poco da esultare

di “Per la scuola della Repubblica” (*) [14 mag 2010]

La decisione con la quale il Consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR del Lazio n.7076 dello scorso mese di luglio lascia intatta la sostanza del problema.

Il TAR del Lazio aveva dichiarato illegittima l’attribuzione del credito scolastico da parte dei docenti di religione cattolica, per la particolare natura di tale insegnamento, e dei docenti di attività alternative,  per la discriminazione operata nei confronti di coloro che non si avvalgono dell’irc (insegnamento della religione cattolica) ma nel loro pieno diritto non scelgono alcuna attività.

Il Consiglio di Stato, pur tenendo conto dello “stato di non obbligo” stabilito dalla Corte Costituzionale per i non avvalentisi, stravolge la logica del TAR negando l’esistenza di discriminazioni. Lo fa con evidente imbarazzo, laddove afferma che coloro che hanno un buon profitto possono ottenere un buon punteggio di credito, anche senza il contributo del docente di religione cattolica o di attività alternative!

La nostra difesa della limpida, laica, democratica sentenza del TAR del Lazio non arretra; anzi, trae maggior forza da alcune indicazioni contenute nella stessa decisione del 7 maggio 2010 del Consiglio di Stato.

– Viene ribadito il particolare status dell’irc, insegnamento che sulla base della normativa vigente non dà luogo a voti. Vengono così definitivamente vanificati i tentativi di trasformare il giudizio in voti, messi in atti anche dal MIUR;

-Viene vivamente “bacchettata” la ministra per non rendere effettiva la possibilità di attività alternative in tutte le scuole, per far sì che chi desideri non avvalersi dell’irc e scegliere un’attività didattica e formativa sia in grado di farlo. Viene sottolineato che ciò non pregiudicherebbe in alcun modo la scelta di chi intende frequentare l’irc, rispondendo questa scelta unicamente a “un interrogativo della coscienza”.

Al ministro Gelmini chiediamo: che fine fanno i fondi attribuiti dallo Stato agli Uffici Scolastici Regionali per l’attivazione delle attività alternative? Perché non vengono assegnati alle scuole? Ma la ministra ci sembra piuttosto orientata a disobbedire al Consiglio di Stato, dal momento che nel nuovo Regolamento sulla Valutazione degli alunni (DPR 122 dell’agosto 2009) esclude addirittura il docente di attività alternative dal Consiglio di Classe, paragonandolo ai docenti esterni occasionali per i quali è prevista in sede di scrutinio e attribuzione del credito semplicemente una preventiva nota scritta…

(*) Comitato “Per la scuola della Repubblica”
email: scuolarep@tin.it
sito: http://www.scuolaecostituzione.it
tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742

Il ministro Gelmini e la riclericalizzazione della scuola pubblica

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, diritti civili, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar with tags , , , , , , , , , on 07/03/2010 by rosalbas

SEDE UAAR, VIA OSTIENSE 89 – ROMA

Nell’ambito degli Incontri del giovedì organizzati dall’UAAR, giovedì 11 marzo, alle ore 18, presso la sede UAAR di via Ostiense 89 a Roma, avrà luogo un incontro con ROSALBA SGROIA (Insegnante, responsabile del progetto “Ora alternativa”) sul tema “Il ministro Gelmini e la riclericalizzazione della scuola pubblica”.

Per informazioni: info@uaar.it, 06-5757611 (dalle 14.30 alle 17)

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ARCHIVIO:

Audizione UAAR, disponibile il resoconto stenografico

E’ stato pubblicato sul sito della Camera dei Deputati il resoconto stenografico integrale dell’audizione di Giorgio Villella (segretario UAAR) e Rosalba Sgroia (responsabile del progetto Ora Alternativa) svoltasi il 10 gennaio 2007 presso la commissione Affari Costituzionali.

http://legxv.camera.it/_dati/lavori/bollet/frsmcdin.asp?percboll=/_dati/lavori/bollet/200701/0110/html/01/&pagpro=4n3&all=off&commis=01

IL MIO INTERVENTO

ROSALBA SGROIA, Rappresentante dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti.

Presidente, sono un’insegnante della scuola elementare, laureata in psicologia. Ho vissuto sulla mia pelle, come genitore, la discriminazione nei confronti di mia figlia in una scuola materna comunale di Roma. Ho iniziato a protestare, quando ho constatato che mia figlia, pur non avvalendosi dell’ora di religione, pregava (non con l’insegnante di religione, ma con un’altra insegnante) e veniva discriminata rispetto ai bambini di tre anni o quattro anni perché non credeva che esistesse il diavolo sotto terra (come le veniva detto) e prendeva schiaffi dagli altri bambini, che sostenevano che sarebbe andata all’inferno. Probabilmente, non lo diceva l’insegnante, ma sono frasi che comunemente si ripetono.
Se per la scuola statale la legge prevede quattro opzioni, per la scuola comunale si prevedono solo due alternative: frequentare l’ora di religione o non frequentarla. Non sono previste altra possibilità.
Abbiamo pensato di avviare questo progetto dell’ora alternativa per rendere esplicita una dissonanza contestuale all’interno delle nostre istituzioni scolastiche. Il progetto dell’ora alternativa consiste in un laboratorio on line, per cui tutti, indistintamente, anche le persone che vogliono dare contributi dal punto di vista di altre religioni, possono inviare materiale, per offrire agli insegnanti la possibilità di scegliere un piano di studio, dalla materna alle scuole superiori.
Devo dire che il progetto sta procedendo molto, molto bene. Innanzitutto, offriamo riferimenti normativi (quindi, vademecum). Molti genitori sono spaesati anche perché nelle scuole, pur essendoci un modulo preciso con quattro opzioni, a volte le stesse passano sottobanco e non vengono prospettate le possibilità; inoltre, si sollevano molti problemi, dall’impossibilità di uscire prima all’impossibilità di svolgere l’ora alternativa, ed il bambino viene spostato a destra e a sinistra; vi è, dunque, un vuoto normativo che la stessa Clotilde Pontecorvo ha esplicitato in un libro: anche se esistono leggi, le stesse non tutelano fino in fondo.
Il primo obiettivo è una reale parità tra chi si avvale dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e chi decide di non avvalersene; in particolare, questo progetto è rivolto a genitori, studenti, insegnanti, a chi è interessato alle attività formative, alternative previste dalla legge, a chi incontra difficoltà finanziarie, normative ed organizzative che ne impediscano l’attuazione.
Il secondo obiettivo del progetto, più ambizioso e sostanziale, è il superamento dell’attuale sistema educativo, che discrimina gli scolari in base alle scelte religiose; a volte le famiglie sono indotte a far frequentare ai propri figli l’ora di religione. Lo dico dall’interno, nel senso che, più volte, mi è capitato di ascoltare discorsi del tipo: che male fa?
Parlando con l’onorevole Stefania Craxi, le dissi che, nel 1984, durante il Governo presieduto da suo padre, fu deciso che la religione cattolica non fosse più la religione ufficiale dello Stato italiano; purtroppo, però, erano state inserite due ore di religione cattolica nelle scuole materne (devo dire che, dal punto di vista psicologico, ciò è abbastanza particolare).
Quando poi si sostiene che l’ora di religione cattolica non viene insegnata nella scuola materna, ma che si insegna solo l’educazione all’amore e all’amicizia, mi chiedo per quale motivo sia stata inserita l’ora di religione cattolica, quando non si deve fare l’ora di religione cattolica, quando io, come insegnante laica – non atea, ma laica – insegno i valori dell’etica intrinseca all’essere umano! Anzi, abbiamo anche scritto dei libricini e abbiamo fatto filosofia, ma non ho dato risposte; sono stati i bambini che hanno elaborato il pensiero. Quindi, insegnare a pensare.
Ecco che le dissonanze contestuali, le stranezze, escono fuori. Come diceva il segretario Villella, nelle scuole vengono recitate le preghiere. Non sono contemplate le preghiere nella scuola pubblica! Ciò non perché non si debbano fare in assoluto: esistono dei luoghi preposti a questo. Tutto qui.
Lavorando insieme a questo progetto, l’obiettivo è di realizzare un sistema educativo che non discrimini più tra cattolici e non cattolici. Potrebbe diventare veramente qualcosa di più di un semplice desiderio ed il problema non esiste. Anche in politica, spesso, i giornali parlano di contrapposizione tra laici e cattolici: no, è tra laici e confessionalisti! Questa è la realtà.
Quindi, esprimiamo massimo rispetto per l’opinione personale religiosa, ma vogliamo essere rispettati.

CROCIFISSI: UAAR IN TV

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, diritti civili, laicità, politica, religione e potere, scuola, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 05/03/2010 by rosalbas

Sul canale UaarIt di YouTube è stata pubblicata la puntata di mercoledì 3 marzo de La vita in diretta (RaiUno) dedicata al tema dei crocifissi, a cui ha partecipato anche Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche UAAR (pt. 1, pt. 2, pt. 3, pt. 4, pt. 5). Orioli ha partecipato l’indomani anche a Mattino Cinque (Canale Cinque): la trasmissione è visibile sul sito del programma.

LA TRASMISSIONE E’ STATA DIVISA IN 5 PARTI ED IO INSERISCO LA SECONDA PERCHE’  IN ESSA INIZIA A PARLARE ADELE ORIOLI ( CHE RINGRAZIO PROFONDAMENTE PER LA SUA CAPACITA’ DIALETTICA, PER AVER SAPUTO RESISTERE CON INTELLIGENZA , PREPARAZIONE E CLASSE  ALLE PROVOCAZIONI DI ALCUNI PRESENTI)

VI INVITO A SEGUIRE TUTTA LA PUNTATA, COMUNQUE!

BUONA VISIONE!!!

Multati per aver rispettato una sentenza. In che Paese viviamo?

Posted in diritti civili, laicità, politica, religione e potere, scuola with tags , , , , , , , , , , , on 01/12/2009 by rosalbas

Crocifisso: come impugnare legalmente le ordinanze dei sindaci che multano la mancata esposizione

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC   Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Email aduc@aduc.it

Alcuni Sindaci stanno emanando ordinanze per multare chi -doverosamente- si adegua alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in cui e’ stata sancita la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche (1). Indipendentemente dal merito di detta sentenza, queste ordinanze costituiscono una chiara violazione della legge su cui dicono di basarsi. Il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ (che nel 2008 ha modificato il Testo Unico delle leggi sugli ordinamenti enti locali – T.U.EE.LL.) consente al Sindaco, in veste di Ufficiale del Governo, di adottare provvedimenti anche contingibili ed urgenti, ma solo “al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. A noi non sembra che l’ordine di esposizione o di non rimozione di un simbolo religioso da un edificio -pubblico o privato che sia- si possa ritenere a tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana; di conseguenza tali ordinanze sarebbero viziate da incompetenza.

Per questo l’Aduc, rappresentata dall’avv. Osvaldo Pettene, ha gia’ impugnato una ordinanza del genere (2) emanata dal Sindaco del Comune di San Bonifacio (Verona). Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore lo Stato di diritto a fare altrettanto. Se il vostro Comune ha emanato una simile ordinanza, e’ sufficiente compilare il modulo che linkiamo qui sotto e inviarlo per raccomandata a/r al Prefetto competente per territorio e al proprio Sindaco entro 30 giorni dall’emanazione dell’ordinanza. A ciascun ricorso e’ necessario allegare copia dell’ordinanza impugnata e un bollo di Euro 14,62. Vi chiediamo anche di inviare una copia per conoscenza all’Aduc.

Qui il modulo per fare ricorso:

http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/20091130-crocifisso-ricorso_prefetto.doc

(1)

http://www.aduc.it/notizia/crocifissi+scuola+illegittimi+corte+europea_113567.php

(2)

http://gestione.aduc.it/generale/files/file/allegati/20091126-crocifisso-sanbonifacio.pdf

Firenze, 1 dicembre 2009.