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CRESCERE FIGLI SENZA DOGMI

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, diritti civili, etica, filosofia, laicità, libri, scuola, uaar with tags , , on 22/11/2015 by rosalbas

INDOTTRINAMENTO INFANTILE FOTO

Ho curato la sua  prefazione  dato il grande interesse per l’argomento, sia come genitore che come insegnante.

Ho parlato di INDOTTRINAMENTO INFANTILE e ho letto  alcuni stralci del libro che è un testo davvero utile e ben scritto.
L’incontro si è tenuto
Giovedì 26 novembre 2015 – ore 18.00
Il Circolo Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Roma ha presentato: “Crescere figli senza dogmi” di Deborah Mitchell” Nessun Dogma editore
Sono intervenute:
Elisabetta Bertini, psicologa psicoterapeuta
Rosalba Sgroia, insegnante
Modera: Cinzia Visciano, Coordinatrice Circolo Uaar di Roma

Ecco le foto della  presentazione di questo libro.

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Figli di un Dio tiranno. Mia recensione

Posted in Cristianesimo, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Anche questa una mia recensione scritta qualche anno fa. Un libro spiazzante, peccato che, però, non si citassero anche le altre sette, ancora più organizzate e totalizzanti…

CHIARA BINI e PATRIZIA SANTOVECCHI (a cura di), Figli di un dio tiranno:dieci storie di fuoriusciti da gruppi religiosi, Avverbi  Edizioni, Roma, aprile 2002, pagine 138, euro 10,00

Recensione di Rosalba Sgroia VEDI ANCHE SU > http://www.uaar.it/ateismo/opere/57.html

“ Chi siamo? Dove stiamo andando? C’è grossa crisi!” Le simpatiche battute esistenziali di Corrado Guzzanti nei panni del santone di turno, interpretato in uno dei suoi esilaranti show, ci hanno fatto sorridere  su un   fenomeno che  purtroppo non è affatto divertente: il fiorire dei gruppi religiosi  più estremi.

La cronaca ogni tanto ci riserva notizie sul crescente numero di casi in cui è intervenuta la magistratura per indagare su episodi, avvenuti in queste sette, che vanno dal controllo mentale teso alla privazione della libertà individuale, alle richieste di danaro, ai soprusi sessuali fino ad arrivare all’omicidio.

Il libro, curato  dalla giornalista Chiara Bini e da Patrizia Santovecchi, scampata dalle grinfie di una setta e attualmente impegnata nel sostegno ai fuoriusciti, raccoglie dieci storie vissute da ex-adepti  che hanno voluto testimoniare la drammaticità delle loro esperienze.  Le loro voci, per molto tempo messe a tacere  o limitate  a sofferti colloqui privati, si sono  a poco a poco liberate per  chiedere un legittimo riconoscimento, non per suscitare pietà o commiserazione, ma per ottenere giustizia e informare l’opinione pubblica dei danni provocati dal “perdere se stessi” e la ragione, inseguendo una fede che diventa “tiranna”.

Leggendo i dieci racconti, tra l’altro ben curati dal punto di vista narrativo, ci si accorge che le vittime fagocitate dalle spire dei “grandi maestri” e delle “santone” non sono persone poco intelligenti o deboli, quanto quelle più sensibili e idealiste, che si sono lasciate entusiasmare  dalle soluzioni pronte offerte dalle verità assolute trascendentali  per avere le certezze e  le risposte ai  loro grandi interrogativi esistenziali.

Il libro riporta anche articoli di cronaca, tratti da alcuni quotidiani, in cui si evidenziano alcuni dei gruppi incriminati : i Testimoni di Geova, gli Hare Krishna, Scientology, la setta di Moon, l’Opera di Gesù di Mamma Ebe e  la Comunità Sant’Antonio Abate di Gabriele Basmagi. Inoltre, offre una sorta di decalogo – suggerito dallo psicoterapeuta Steven Hassan- un aiuto su come affrontare i più frequenti luoghi comuni riferiti ai cosiddetti culti distruttivi (da quelli di matrice induista a quelli penitenziali degli integralisti cristiani).

Zichicche- La mia recensione

Posted in libri, mie recensioni with tags , , , , , on 30/10/2012 by rosalbas

Questa recensione è del 2003, ma voglio pubblicarla ora, comunque. Ricordo che mi feci un sacco di risate a leggere il libro di P.Odifreddi…

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Piergiorgio Odifreddi (a cura di). Zichicche. Pensieri su uno scienziato a cavallo tra politica e religione. Edizioni Dedalo, Bari 2003, pp. 288, €14,00. ISBN 8822062604

Recensione di Rosalba Sgroia   VEDI ANCHE QUI>  http://www.uaar.it/ateismo/opere/60.html

Chioma canuta da saggio che ricopre una gran testa: la testa di «uno scienziato a cavallo tra politica e religione».

Sì, avete capito, è Antonino Zichichi. Fondatore della Ettore Majorana Foundation and Center for Scientific Culture con sede a Erice, raccomandato a tutti per la sua semplicità divulgativa, lo scienziato dal linguaggio sui generis che paragona gli elettroni alle colombe e i protoni ai chicchi d’uva, che sa spiegare il perché «gli spaghetti non esplodono», ma soprattutto l’unico uomo di scienza in Italia ad aver celebrato il matrimonio tra fede e scienza, pur affermando che entrambe «si muovono in sfere completamente autonome».

Per queste sue virtù è diventato un eroe del video, che ha frequentato politici potenti (Andreotti & company) e religiosi potenti (il papa in persona!), che ha avuto incarichi prestigiosi (presidenza dell’Istituto di Fisica Nucleare), ma soprattutto che ha attirato su di sé una notevole curiosità da parte del mondo scientifico e giornalistico, ma non sempre per il suo talento di scienziato e per le sue scoperte…

Nel libro Zichicche – che vanta anche una prefazione di Andreotti – Piergiorgio Odifreddi, uno dei tanti arguti curiosoni, ha voluto regalarci il piacere di scoprire chi è Antonino Zichichi e cosa si è detto su di lui, proponendoci articoli (tra cui due, firmati dal curatore stesso) e ritratti del Nostro, già pubblicati sulla stampa nazionale e sulle riviste scientifiche, in un arco di tempo che va dal 1979 ad oggi.

«…niente di personale in questa raccolta» – afferma Odifreddi – «…né ho avuto a che fare con lui da un punto di vista professionale, essendo io logico e lui no. Mi sono divertito a leggere due suoi libri, a recensirli e…».

Un assaggio di alcune Zichicche: «la Pietà, Michelangelo, l’ha saputa concepire, sentire, realizzare lui»; «il valore del Crocefisso nello studio di un ateo ha in Pertini l’esempio più significativo»; «Ancora oggi sorprende la velocità con cui cadono le pietre: troppo veloci per essere misurate. E invece no»; «Esistono teoremi non dimostrabili».

Confermo che dalle prime pagine alle ultime, specialmente in quelle che trattano delle riflessioni sul libro Galilei, divin uomo, il divertimento è assicurato! Cari lettori, scoprirete, se non lo sapete già, che la vera scienza è quella di Galilei perché credente, che non esiste contraddizione logica tra Fede (cristiana) e Ragione, che la scienza “atea” è destinata a fallire in quanto considera esclusivamente le leggi del “caso” e del “caos” e non quelle della razionalità…

Ci si è chiesti, infine, perché mai il caro Zichichi voglia tenere unite Fede e Scienza, quando i Padri della Chiesa ne avevano auspicato la separazione. La sua incoerenza risulta lampante, tanto più che non fa “fede” all’insegnamento del “divin uomo”.

Buona lettura e ognuno tragga le proprie conclusioni!

“Mi scusi, per trovare Dio?” un libro per bambini di Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke.

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, riflessioni, scuola, uaar with tags , , , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

Michael Schmidt-Salomon ed Helge Nyncke. «Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino. Un libro per tutti quelli che non se la bevono. Trieste, Asterios 2008, pagg. 40. ISBN 889514613

Recensione di Rosalba Sgroia

Il piccolo maialino e il piccolo riccio avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano.
Ma poi trovarono un manifesto, sul quale c’era scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!”
Così si misero in cammino, per cercare Dio…

Dalle divertenti e semplici illustrazioni, ma soprattutto dai contenuti arguti e disarmanti, questa è una storia davvero istruttiva e divertente, per i piccoli e anche per i grandi. Una storia salvata dalla censura del Ministro tedesco per la Famiglia.
Due piccoli e sereni animali, un riccio e un maialino, incuriositi da una scritta “ A chi non conosce Dio manca qualcosa” si mettono in marcia per vedere chi è questo Dio.
Il rabbino è la prima figura che incontrano in una sinagoga che svela loro il carattere iracondo del loro Dio e di come questi ha punito gli uomini che avevano disobbedito alle sue leggi.
Il secondo personaggio è un vescovo che li fa entrare in una chiesa cristiana e spiega loro come è stato crocefisso Gesù Cristo, spiegando tutti i dettagli della crocefissione e ribadendo che il suo sangue ha lavato i peccati dei suoi fedeli.
Il terzo fedele è un muftì che li istruisce su come diventare buoni musulmani ( e finalmente trovare Dio): lavarsi e pregare cinque volte al giorno.
In tutti e tre i casi, dopo aver appreso storie cruente e ossessive, i piccoli animali escono dai templi esterrefatti e impauriti, inseguiti dai tre capi religiosi urlanti e tremendamente rabbiosi: “Infedeliiii, indemoniatiii, bestemmiatoriiii!” Mentre questi sbraitano finiscono con il litigare tra di loro permettendo ai malcapitati la fuga…verso la libertà!
I fuggiaschi capiscono che ciò che è mancato loro per tutto questo tempo è stata la PAURA!
Per concludere, il riccio e il maialino, non cancelleranno tutta la scritta, ma solo la parola NON: “A chi conosce Dio manca qualcosa”, sorridendo felicemente.
Insomma questa è una storia “indicata per tutti quelli che non se la bevono…

da  ( Recensioni UAAR)


Niente è sacro, tutto si può dire- Raoul Vaneigem

Posted in laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , on 09/06/2012 by rosalbas

Raoul Vaneigem. Niente è sacro, tutto si può dire. Riflessioni sulla libertà di espressione (tit. or. Rien n’est sacré, tout peut se dire, 2004). Milano, Ponte alle Grazie 2007. ISBN 8879287141

«Le parole sono pietre o uccidono soltanto coloro che si arricchiscono con la loro falsità» (R.V.)

È scritto nella Costituzione americana: «la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici».

Così inizia il primo capitolo del libro di Raoul Vaneigem, anarchico, figura di rilievo del Maggio francese e membro dell’Internazionale situazionista tra il 1961 e il 1970.

Ma di quale libertà d’espressione si parla?

Di quell’informazione propagandistica, di quella che spettacolarizza, frantuma e banalizza gli eventi, di quella che manipola e assoggetta le coscienze in virtù delle leggi del mercato e dei vari poteri, oppure di quella libertà che si conquista, che permette la circolazione delle idee, la libertà di pensiero e di parola in virtù del raggiungimento d’una piena consapevolezza che ci libera proprio da tutte le forme di tirannia?

Premesso ciò, Vaneigem, denunciando l’ipocrisia e la corruzione dei benpensanti, s’incammina verso un’affabulazione tagliente e profonda e, a volte, sconcertante, secondo cui «la libertà di espressione di oggi ha l’obbligo di creare le condizioni che ne autorizzino un uso illimitato» e lo scopo di smascherare quei segreti che la censura custodisce, in quanto è più semplice nascondere il male che rimuoverne le cause. Solo i segreti personali devono restare inviolabili, a meno che non nascondano atti contrari all’umanità. Inoltre, per l’autore, «nessuna verità merita che ci prostri di fronte a essa» e «ogni preconcetto dato per eterno e incorruttibile esala l’odore fetido di Dio e della tirannia», per cui ogni essere umano ha il diritto di operare verifiche e critiche continue, anche arrivando a conclusioni folli ed eccentriche, purché si ravvivino «tutti i fuochi del possibile».

Per Vaneigem la libertà d’espressione assume anche valenza catartica, specie se trattasi di pensieri ottusi e deplorevoli quali slogan razzisti e xenofobi e ogni ideologia settaria e dogmatica. Ribadisce Vaneigem, però, che «l’assoluta tolleranza di tutte le opinioni deve avere come fondamento l’intolleranza assoluta di tutte le barbarie». Non devono essere le idee, anche quelle più assurde, a essere sanzionate, ma le vie di fatto e quindi è contro il reato di opinione.

Il titolo dell’opera è ampiamente esplicativo del suo contenuto; difatti, sostenendo che niente è sacro, chiunque può esprimersi e nessun discorso, nessun credo può scampare alla critica, alla satira, all’irrisione. Altresì è vero che «chiunque si erga a messia, profeta, papa, imam, pope, rabbino, pastore o guru ha il diritto di urlare: bestemmia! anatema! apostasia! nel momento in cui si deride il suo dogma, il suo credo, la sua fede, ma non si azzardi a intraprendere un’azione giudiziaria contro le opinioni da lui aborrite o a cercare d’interromperne la diffusione minacciando il loro autore con metodi da Inquisizione, da sharia o da mafia, che il senso umano disconosce una volta per sempre».

L’autore si esprime in modo molto deciso contro la circonvenzione che opprime l’infanzia a opera delle varie persuasioni dissimulate o manifeste, dalla pubblicità alle dottrine religiose. «Assoggettare un bambino a un dogma» – scrive – «senza prima informarlo dell’esistenza delle mitologie ebraica, cristiana, islamica, buddista, induista, celtica, greca o azteca significa circuirlo».

Concludendo, trattasi di un’opera che richiama alla continua responsabilizzazione collettiva in modo passionale e, al contempo, razionale. Un libro che aiuta l’esercizio del pensiero critico, utile a opporsi al «potere occulto della predazione», quello che vìola e mortifica gli unici segreti da custodire, quelli del cuore e dell’amore.

Rosalba Sgroia

2007

da RECENSIONI UAAR

 

GRAZIE ALLA POESIA HO FATTO LA MIA RIVOLUZIONE!

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, laicità, poesia, politica, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , , , , , , on 27/09/2010 by rosalbas

LOTTARE PER UN MONDO MIGLIORE, PARTENDO DA SE STESSI, E’ LA MIGLIORE POESIA CHE SI POSSA SCRIVERE.

Per leggere qualche pagina clicca qui:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=485489

Che importa cosa sia!

Che importa cosa sia!

Rosalba Sgroia

LIBRO

Ecco cosa mi scrivono  due amici del web ( uno sicuramente credente)  leggendo il mio NERO ASSENSO 2.

Sono parole molto gentili che mi dicono: Stai tranquilla, non andare a toccare un ordine precostituito. Mi fanno capire  anche che ATEO significa  INSENSIBILE.

Del resto ecco la carta d’identità del mio blog:

Poesie, foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio
dove domina il nero assenso dell’acquiescenza collettiva.

Mi “perdoneranno” queste persone, se mi sono permessa di scrivere questo 🙂 in modo, assolutamente anonimo.

1) AMICO:

La vostra mi sembra una sofferente manifestazione tanto insistente che in sostanza vi fa stare male.
Ebbene, sei atea? Ok. Va benissimo. Scrivi qualche poesia, senza ricorrere alle regole, metriche e quant’altro, in tutta libertà…Saprai che anche un semplice pensiero può essere poesia.

Hai un viso talmente gentile e dolce per cui sono certo che dentro la tua anima ci sia anche tanta poesia e non solo rabbia.

E IO RISPONDO:
Che importa cosa sia è il mio secondo blog di poesia, ne ho scritte tantissime e altre ne scriverò, di rabbia, d’amore, di felicità e di serenità, perché io sono felice, serena ma anche molto inca…. per le ingiustizie che ci sono. Non posso risolvere nulla da sola, ma provare almeno ad informare.
Io ritengo che attivarsi per un mondo più giusto sia la più bella poesia che una persona possa scrivere 🙂
Grazie
Ciao

2) AMICO

Non condivido.

Gent,ma
in quello che tu dici c’è del vero, ma c’è anche molta rabbia, per la quale non riesci a scorgere alcuni lati positivi del vivere e di questa nostra società.

Non sono schierato politicamente e non c’è nulla di personale. Vorrei semplicemente farti osservare che ci sono persone che hanno sviluppato un atteggiamento inutile e dannoso, sono quelle persone che si lamentano spesso, sono quelle persone chE accusano, che puntano il dito contro gli altri, la società, il mondo, quelle persone sono spesso insoddisfatte, hanno sempre un buon motivo per lamentarsi e dunque hanno sviluppato un atteggiamento da
vittima. Questo modo di vivere non lo condivido, sono atteggiamenti negativi, causa di molti mali.
Vivi la Vita che Vuoi!

cordialità

RISPOSTA MIA

Mi spiace ma Lei non mi conosce e sta parlando per luoghi comuni.
Io vivo la vita molto intensamente, SONO FELICE, ma quello che non sopporto è l’indifferenza, l’ingiustizia  e il lasciar correre.
Io HO il dovere di essere una buona cittadina , il diritto di esserlo e ho il dovere e il diritto di denunciare ciò che per la costituzione italiana non è consentito.

Io vivo la vita che voglio, infatti… Io non mi lamento, io sono pragmatica  e molto sensibile.
Prima di giudicare qualcuno lo conosca.
Cordiali saluti
r.s

I senza dio- Mia recensione del libro di R. Bodei

Posted in ateismo, cattolicesimo, Cristianesimo, filosofia, libri, mie recensioni, religione e potere with tags , , , , on 17/09/2009 by rosalbas

REMO BODEI I senza Dio. Figure e momenti dell’ateismo. A cura di Gabriella Caramore. Brescia, Ed. Morcelliana 2000, Collana “Uomini e Profeti”, pp. 99, € 8,26. ISBN 8837218095

In questo libro Remo Bodei opera una riflessione sull’ateismo e sul rapporto che questo fenomeno ha con la fede, offrendo numerosi spunti di riflessione, di discussione e di critica, nonché dei suggerimenti di lettura sull’argomento.

Incalzato dalle domande (a mio avviso un po’ tendenziose), di Gabriella Caramore, curatrice della collana «Uomini e profeti», esamina i diversi significati attribuiti al termine “ateo” nel corso della storia ma, non essendo un libro di storia dell’ateismo, la trattazione dell’argomento non segue una cronologia definita; l’andare e venire tra i secoli (ma anche l’accenno ai grandi della letteratura, del mondo politico, scientifico e filosofico), permette di individuare tre grandi correnti di interrogazione, cioè le modalità usate per rapportarsi al pensiero di Dio – con particolare riferimento alla cultura occidentale -: in primis, l’ateismo come avvio per la libertà umana (da Prometeo contro Zeus al personaggio di Dostoevskij, Kirillov, che dichiara il libero arbitrio negando l’esistenza di Dio); secondariamente l’ateismo come risposta all’indifferenza di Dio, atteggiamento di fondo del mondo greco, ma anche rintracciabile in personaggi del nostro secolo (in Lucrezio il soprannaturale è qualcosa che non si interessa del benessere e della felicità degli umani, in Camus o nel personaggio sartriano, Goetz che invoca il Cielo senza ottenere risposta); in terzo luogo come conseguenza della domanda sul male del mondo (entra qui in causa la constatazione di poter raggiungere pace e giustizia senza “scomodare” un dio, oppure il perpetrare degli scempi sull’Umanità malgrado un dio o addirittura in suo nome).

Bodei spazia dalle concezioni di Bruno e quelle di Continua a leggere