Archivio per potere

Senza dignità non c’è libertà!

Posted in cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , on 23/03/2013 by rosalbas

MA IO NON ADOREREI NEANCHE MARGHERITA HACK.
PER ME NESSUNO E’ DA ADORARE.
NESSUNO CI SALVERA’. ABBIAMO UN PO’ DI DIGNITA’?
MAH!

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GIORDANO BRUNO MARTIRE DELLA CHIESA CATTOLICA

Posted in cattolicesimo, laicità, video e foto with tags , , , , , , , , on 17/02/2013 by rosalbas
Un genio per la musica, per i testi intelligenti e mordaci, sagaci, audaci, che stanano i soliti rapaci incapaci e feroci. A Caparezza un mondo di BACI   W GIORDANO BRUNO!
Il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno (Filosofo italiano, Nola, regno di Napoli, 1548 – Roma, 1600) moriva bruciato vivo sul patibolo dell’inquisizione romana. Domenicano, sedotto dalla Riforma senza aderirvi, Bruno non era né la prima né l’ultima vittima di quest’istituzione il cui scopo era quello di estirpare l’eresia, anche con i mezzi più terribili. Ma, agli occhi della storia, Bruno fu molto più di uno semplice eretico. Per la prima volta la chiesa cattolica romana eliminava fisicamente il partigiano di una teoria scientifica allora nuova in Europa: l’ eliocentrismo del sistema copernicano. Ciò che più conta, Bruno aveva pronunciato questa teoria corredandola con un’intuizione che doveva rovesciare la nostra visione del mondo: quella di un Universo infinito. Spingendo, attraverso scritti filosofici non sistematici, fino alle sue conseguenze estreme la sua adesione al sistema di Copernico, Bruno costruì così un cosmologia dove l’uomo, in comunione con un dio immanente alla natura, è, forse, il vero centro divino. E per questo perse la vita. ( DAL WEB)
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I SERVI DEL POTERE

Posted in libri, poesie di nero assenso, politica, religione e potere, riflessioni, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 12/01/2013 by rosalbas

DEDICATA  A TUTTA LA GENTAGLIA CHE FA IL GIOCO DEI POTENTI

Loro se la ridono, ridono su tutto, sono senza volto, anzi ce l’hanno, ma con la riga in mezzo.

Politici che cianciano in modo scomposto, blaterano parole vacue, accusano senza proporre, screditano gli onesti, sbeffeggiano chi lavora. Serpi senza testa…

Se qualcuno si salva, soccombe tra le loro spire.

Niente è sacro, tutto si può dire- Raoul Vaneigem

Posted in laicità, libri, mie recensioni, religione e potere, uaar with tags , , , , , on 09/06/2012 by rosalbas

Raoul Vaneigem. Niente è sacro, tutto si può dire. Riflessioni sulla libertà di espressione (tit. or. Rien n’est sacré, tout peut se dire, 2004). Milano, Ponte alle Grazie 2007. ISBN 8879287141

«Le parole sono pietre o uccidono soltanto coloro che si arricchiscono con la loro falsità» (R.V.)

È scritto nella Costituzione americana: «la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici».

Così inizia il primo capitolo del libro di Raoul Vaneigem, anarchico, figura di rilievo del Maggio francese e membro dell’Internazionale situazionista tra il 1961 e il 1970.

Ma di quale libertà d’espressione si parla?

Di quell’informazione propagandistica, di quella che spettacolarizza, frantuma e banalizza gli eventi, di quella che manipola e assoggetta le coscienze in virtù delle leggi del mercato e dei vari poteri, oppure di quella libertà che si conquista, che permette la circolazione delle idee, la libertà di pensiero e di parola in virtù del raggiungimento d’una piena consapevolezza che ci libera proprio da tutte le forme di tirannia?

Premesso ciò, Vaneigem, denunciando l’ipocrisia e la corruzione dei benpensanti, s’incammina verso un’affabulazione tagliente e profonda e, a volte, sconcertante, secondo cui «la libertà di espressione di oggi ha l’obbligo di creare le condizioni che ne autorizzino un uso illimitato» e lo scopo di smascherare quei segreti che la censura custodisce, in quanto è più semplice nascondere il male che rimuoverne le cause. Solo i segreti personali devono restare inviolabili, a meno che non nascondano atti contrari all’umanità. Inoltre, per l’autore, «nessuna verità merita che ci prostri di fronte a essa» e «ogni preconcetto dato per eterno e incorruttibile esala l’odore fetido di Dio e della tirannia», per cui ogni essere umano ha il diritto di operare verifiche e critiche continue, anche arrivando a conclusioni folli ed eccentriche, purché si ravvivino «tutti i fuochi del possibile».

Per Vaneigem la libertà d’espressione assume anche valenza catartica, specie se trattasi di pensieri ottusi e deplorevoli quali slogan razzisti e xenofobi e ogni ideologia settaria e dogmatica. Ribadisce Vaneigem, però, che «l’assoluta tolleranza di tutte le opinioni deve avere come fondamento l’intolleranza assoluta di tutte le barbarie». Non devono essere le idee, anche quelle più assurde, a essere sanzionate, ma le vie di fatto e quindi è contro il reato di opinione.

Il titolo dell’opera è ampiamente esplicativo del suo contenuto; difatti, sostenendo che niente è sacro, chiunque può esprimersi e nessun discorso, nessun credo può scampare alla critica, alla satira, all’irrisione. Altresì è vero che «chiunque si erga a messia, profeta, papa, imam, pope, rabbino, pastore o guru ha il diritto di urlare: bestemmia! anatema! apostasia! nel momento in cui si deride il suo dogma, il suo credo, la sua fede, ma non si azzardi a intraprendere un’azione giudiziaria contro le opinioni da lui aborrite o a cercare d’interromperne la diffusione minacciando il loro autore con metodi da Inquisizione, da sharia o da mafia, che il senso umano disconosce una volta per sempre».

L’autore si esprime in modo molto deciso contro la circonvenzione che opprime l’infanzia a opera delle varie persuasioni dissimulate o manifeste, dalla pubblicità alle dottrine religiose. «Assoggettare un bambino a un dogma» – scrive – «senza prima informarlo dell’esistenza delle mitologie ebraica, cristiana, islamica, buddista, induista, celtica, greca o azteca significa circuirlo».

Concludendo, trattasi di un’opera che richiama alla continua responsabilizzazione collettiva in modo passionale e, al contempo, razionale. Un libro che aiuta l’esercizio del pensiero critico, utile a opporsi al «potere occulto della predazione», quello che vìola e mortifica gli unici segreti da custodire, quelli del cuore e dell’amore.

Rosalba Sgroia

2007

da RECENSIONI UAAR

 

UNA FARSA MILLENARIA…CHE ANCORA CONTINUA

Posted in cattolicesimo, laicità, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , , on 03/06/2012 by rosalbas

“IL MONDO DEVE SEGUIRE LA CHIESA, NON IL CONTRARIO” ( cit- Film Fellini)

Lo spettacolo di Ratzinger, oro e costumi costosissimi per predicare povertà ecc ecc

Contestazione di fedeli all’Angelus 27 maggio 2012

Posted in cattolicesimo, politica, religione e potere, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , on 27/05/2012 by rosalbas

Ho ancora fiducia nella RAGIONE UMANA, nelle persone che vogliono sapere come sono andate le cose, che non hanno paura di sfidare i “grandi” della Terra. E SOLO DI QUESTA TERRA.

STRATEGIA DELLA TENSIONE

Posted in politica, storia, video e foto with tags , , , , , , , , , on 19/05/2012 by rosalbas
CHOMSKY

CHOMSKY

LE 10 REGOLE PER IL CONTROLLO SOCIALE…di Chomsky

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.   La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”). 8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti.

GRAZIE ALLA POESIA HO FATTO LA MIA RIVOLUZIONE!

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, laicità, poesia, politica, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , , , , , , on 27/09/2010 by rosalbas

LOTTARE PER UN MONDO MIGLIORE, PARTENDO DA SE STESSI, E’ LA MIGLIORE POESIA CHE SI POSSA SCRIVERE.

Per leggere qualche pagina clicca qui:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=485489

Che importa cosa sia!

Che importa cosa sia!

Rosalba Sgroia

LIBRO

Ecco cosa mi scrivono  due amici del web ( uno sicuramente credente)  leggendo il mio NERO ASSENSO 2.

Sono parole molto gentili che mi dicono: Stai tranquilla, non andare a toccare un ordine precostituito. Mi fanno capire  anche che ATEO significa  INSENSIBILE.

Del resto ecco la carta d’identità del mio blog:

Poesie, foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio
dove domina il nero assenso dell’acquiescenza collettiva.

Mi “perdoneranno” queste persone, se mi sono permessa di scrivere questo 🙂 in modo, assolutamente anonimo.

1) AMICO:

La vostra mi sembra una sofferente manifestazione tanto insistente che in sostanza vi fa stare male.
Ebbene, sei atea? Ok. Va benissimo. Scrivi qualche poesia, senza ricorrere alle regole, metriche e quant’altro, in tutta libertà…Saprai che anche un semplice pensiero può essere poesia.

Hai un viso talmente gentile e dolce per cui sono certo che dentro la tua anima ci sia anche tanta poesia e non solo rabbia.

E IO RISPONDO:
Che importa cosa sia è il mio secondo blog di poesia, ne ho scritte tantissime e altre ne scriverò, di rabbia, d’amore, di felicità e di serenità, perché io sono felice, serena ma anche molto inca…. per le ingiustizie che ci sono. Non posso risolvere nulla da sola, ma provare almeno ad informare.
Io ritengo che attivarsi per un mondo più giusto sia la più bella poesia che una persona possa scrivere 🙂
Grazie
Ciao

2) AMICO

Non condivido.

Gent,ma
in quello che tu dici c’è del vero, ma c’è anche molta rabbia, per la quale non riesci a scorgere alcuni lati positivi del vivere e di questa nostra società.

Non sono schierato politicamente e non c’è nulla di personale. Vorrei semplicemente farti osservare che ci sono persone che hanno sviluppato un atteggiamento inutile e dannoso, sono quelle persone che si lamentano spesso, sono quelle persone chE accusano, che puntano il dito contro gli altri, la società, il mondo, quelle persone sono spesso insoddisfatte, hanno sempre un buon motivo per lamentarsi e dunque hanno sviluppato un atteggiamento da
vittima. Questo modo di vivere non lo condivido, sono atteggiamenti negativi, causa di molti mali.
Vivi la Vita che Vuoi!

cordialità

RISPOSTA MIA

Mi spiace ma Lei non mi conosce e sta parlando per luoghi comuni.
Io vivo la vita molto intensamente, SONO FELICE, ma quello che non sopporto è l’indifferenza, l’ingiustizia  e il lasciar correre.
Io HO il dovere di essere una buona cittadina , il diritto di esserlo e ho il dovere e il diritto di denunciare ciò che per la costituzione italiana non è consentito.

Io vivo la vita che voglio, infatti… Io non mi lamento, io sono pragmatica  e molto sensibile.
Prima di giudicare qualcuno lo conosca.
Cordiali saluti
r.s

LIBERI DI NON CREDERE (????? ma davvero????)

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , , on 24/09/2010 by rosalbas

Consigliere di MASSA…

Posted in ateismo, diritti civili, laicità, politica, religione e potere with tags , , , , , , , , , , on 11/09/2010 by rosalbas

Massa, consigliere de “La Destra”,Stefano Benedetti: “omosessuali e atei, quanto di più schifoso al mondo”

Leggi articolo: ULTIMISSIME UAAR


Certi individui splendono
in tutta la loro grettezza e perfidia.
Ipocrisia e ignoranza brillano come bombe d’idiozia.
Restano intorno desolazione e macerie:
il loro nutrimento vitale.


Mi chiedo come mai non parlano così dei preti pedofili,

dei mafiosi, dei politici corrotti, ecc ecc
In quel caso è di rigore il bon ton?