Archivio per riflessioni

SIAMO ( Ma chi siamo veramente?)

Posted in filosofia, poesia, riflessioni, video e foto with tags , , , , on 14/08/2013 by rosalbas

SIAMO

Quante volte SIAMO senza saperlo.

Nei pensieri di un figlio,

nei sogni di un uomo,

nei desideri di una donna.

Abbiamo tanti volti,

tanti cuori.

Siamo piccoli fuochi di passione

o immense terre desolate.

Siamo tutto, siamo niente.

Forse non siamo noi.

Siamo il delirio d’altra gente.

Rosalba Sgroia
2004

AUTOSCATTO 2013
presso L’AQUILA ( Murales dedicato a Sanguineti)

Siamo

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PAROLE

Posted in riflessioni, video e foto with tags , , , , on 27/05/2013 by rosalbas

Le parole avvelenano o nutrono. Dipende da come si usano
R.S.

Thay '92

Riflessioni di vita

Posted in ateismo, filosofia, riflessioni, video e foto with tags , , , , , on 16/02/2013 by rosalbas

SNC00008 (6)

 

 

Ho imparato che il passato, con le sue connotazioni positive e negative, contribuisce indubbiamente a formare la nostra personalità, ma che in qualsiasi caso non deve influenzare negativamente ciò che accadrà in futuro. Se qualcosa o qualcuno ci hanno arrecato dei danni noi dobbiamo essere in grado di superarli, senza rimuoverli, di trasformarli in risorsa.

Siamo NOI gli artefici della nostra vita, in un modo o nell’altro,  e comunque vada o sia andata è sempre bello sapere che ciò che ci accompagna è la consapevolezza di essere presenti a noi stessi, qui ed ora. Nessuna stampella consolatoria, almeno per me, nessuna illusione soprannaturale, solo il desiderio di gustare ogni momento della propria esistenza e magari condividerlo con chi si vuol bene.

IL POTERE HA BISOGNO DELLA POVERTA’, DELL’IGNORANZA

Posted in cattolicesimo, etica-bioetica, politica, religione e potere, riflessioni, storia, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , on 22/10/2012 by rosalbas

Queste sono ingiustizie che prescindono dall’essere religiosi o meno. Il Potere usa le persone, in ogni caso. Quel potere che mantiene IMMUTATO ogni status quo, quel potere che deve far leva sul bisogno degli altri per potersi affermare. Ciò che mi irrita notevolmente e maggiormente è quando questo POTERE è di tipo religioso. Ancora più subdolo e meschino, perché usa la buona fede o fiducia di coloro che vogliono realmente fare qualcosa di buono, ma che sono pedine e schiavi di chi comanda e di chi mangia alle loro spalle.
Aggiungo, tempo fa adottai una bambina ugandese, a distanza, purtroppo con un’associazione cattolica. Lei scriveva che stava studiando, ma la sua lettera era piena della parola DIO (GOD). Studiava sì, ma ringraziava solo dio…ma non era dio a darle i soldi, e chissà se gliene davano quanti ne mandavo. Molti potrebbero dire che non è importante questo e io rispondo: No, è importantissimo, si chiama evangelizzazione e così si tengono sotto scacco le persone, non si rendono autonome e consapevoli che sono le persone a cambiare le cose.NON DIO

Questo post è una provocazione, lo ammetto, ma non è contro il credente  se questi vive serenamente la sua religione nell’intimo suo. Il fatto è che attraverso la pratica religiosa ( battesimi, comunioni, sacramenti tutti, uso degli oratori ecc ecc) CHI RESTA BUGERATO E’ COLUI che NON CREDE in queste cose. Resta bugerato dal punto di vista ECONOMICO e anche morale. E’ defraudato di alcuni diritti.  Perché anche gli atei e gli agnostici devono sovvenzionare UNO STATO CONFESSIONALE ESTERO e avere servizi da schifo in ITALIA?

INCOMUNICABILITA’. UN MURO CHE DIVIDE E ANNIENTA

Posted in libri, poesia, riflessioni with tags , , , , , , on 11/07/2012 by rosalbas

La scrissi tanto tempo fa. Tanto è cambiato ormai e fortunatamente. Occorre imparare dal passato per far sì che il presente sia più lieto.

Occorre fare caso alle parole pronunciate,  ma soprattutto a quelle non dette per paura e per incapacità, per crudeltà o semplicemente per indifferenza.

I silenzi a volte dicono molto di più di tante parole, ma qui non parlo di quelli sereni, trasparenti, pieni di positività…

Steli di pietra

 

Rovine di sterili notti

scorrono

come nastri

nella mia memoria.

L’ingorgo di vecchi rancori

avvelena

ogni possibile intenzione.

La paralisi dei gesti

induce

a muti lamenti

che si occultano nelle pieghe

dei nostri visi adombrati.

Delirante,

il riverbero dei battiti sordi

echeggia

e l’acre umore che  opprime la stanza

sa del muschio

che alle rocce s’avvinghia.

Lento è il fluire del tempo

e le gocce dei nostri cupi pensieri

generano

granitiche e acuminate forme.

Imponenti troneggiano,

sfidando invisibili nemici.

Stille feroci e acide,

scivolate,

fiere e placide,

pesanti,

nel silenzio

delle vostre buie e squallide

dimore…

-000-

2000

Rosalba Sgroia

3° premio concorso “le Driadi”

Pubblicata sul web e sulla rivista

Poeti e Poesia

e su Che importa cosa sia!

SPLENDIDA RISPOSTA!!!!! CHAPEAU!

Posted in ateismo, cattolicesimo, riflessioni, video e foto with tags , , , , , on 24/06/2012 by rosalbas

La domanda è frutto di un indottrinamento secolare e lobotizzante, ma per fortuna c’è gente che pensa…

Aggiungo: secondo me il tizio che ha posto il questito non ha compreso la sottigliezza! Sarebbe stato troppo! Avrà annuito con ferma convinzione alla risposta: sì è più intelligente!

NEL MIO NOME IL SENSO DELLA MIA VITA: ROSALBA

Posted in poesia, riflessioni, video e foto with tags , , , on 04/06/2012 by rosalbas

Ringrazio mia madre che non usò il calendario per darmi il nome. Lo immaginò solo quando mi vide. Il mio nome ha valore, ha segnato la mia vita, lo amo, mi rappresenta.

Mi rendo conto che a 51 anni sono realmente quella che avvertivo essere sin da piccolina. Poi, durante il corso della mia vita non ho sempre saputo dare voce al mio sentire come avrei voluto e sono restata per qualche periodo in gabbia! La gabbia delle convenzioni, del DOVER ESSERE per compiacere, quella che ci fa AMMALARE. NO! Ora non più e ormai è già un bel po’ che capito il da farsi. NO! Non più in gabbia, la gabbia che ci costruiamo intorno per compiacere. NO!

***

Un fiore, una luce,una donna, una storia.

-000-

Spensero la luce artificiale quando nacqui

e quella  chiara dell’aurora mi colpì

diventando parte del mio nome.

Poi il colore della pelle mia

ricordava i petali di rosa

ed ebbe, così, inizio il mio cammino.

Rosa-alba

fu il primo suono

che ancora m’accompagna

e come un caldo abbraccio

lo sento a me vicino…

Il mio nome.

Racchiude la mia vita amata

di bimba docile e ribelle,

indipendente per principio  e inclinazione

dal pianto facile e dalle risa in tasca,

attenta alla beltà della natura,

tra canti, musica e dipinti,

e triste quando nell’aria c’era festa.

Le feste con le cadenze fisse,

quelle che “devi esser felice!”

quando non era opportuno esser allegri

se in quel momento avevi altro per la testa.

Mio padre dal lavoro,preso ancora dagli affari

ritornava e al suon del campanello

scappavo in un baleno…

mi sollevava in alto

facendomi girare tutt’intorno

e la sensazione che mi porto dentro

è… come far la lotta con il cielo.

Mia madre, casa e scuola,

aveva forse sogni addormentati,

celati dal suo senso del dovere

verso noi figli, verso non so che cosa.

E’ certo che era sola nell’intima sua vita,

con accanto un’altra solitudine

con dentro due universi mai scoperti

dall’energia che immensa ne fluiva.

Così, nel modo più normale,

capisco ora che il mio cercare

viaggiava in una certa  direzione

verso qualcuno o qualche arte

che a me offrisse un  confronto,

specchio del mio sentire,

condivisione del senso più profondo.

Altalenando i miei inquieti umori

ho respirato giorni nuovi e pieni

segnati dai sorrisi delle mie gote rosse

sempre in tensione per l’euforia.

un’allegria tremendamente vera

com’era  vera pure la malinconia.

Sì, senza stupore, anche la tristezza

perché non c’è mai stato un solo corpo

che fosse disgiunto dalla sua ombra

e forse più la luce inonda e abbaglia

e più l’ombra  s’allunga  e si fa più potente…

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Mia madre, mio padre.

Due sfere di cristallo in una scatola

ognuno a puntellare i propri muri,

a sostener con forza le proprie convinzioni.

Perché questi pensieri, ora?

Mi vedo srotolar la vita

come un nastro  sfilacciato

a camminar per mano alla mia ombra,

essermi ritrovata a metà strada

tra i sogni di bambina

e la realtà racchiusa in una storia.

Rosalba Sgroia 2001

Avevo un anno e mezzo e il mio sorriso c’era già.