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UAAR IN TV ALLA VITA IN DIRETTA- Crocifisso nelle scuole? Il no della UE. Le motivazioni in due video: Odifreddi, Carcano e CoppoliLa Russa

Posted in ateismo, cattolicesimo, politica, religione e potere, uaar with tags , , , , , , , , , , , on 04/11/2009 by rosalbas

Nell’ambito della trasmissione La vita in diretta è andata in onda, due ore fa, una discussione sul crocifisso nelle aule scolastiche che ha visto la partecipazione di Rocco Buttiglione, il segretario UAAR Raffaele Carcano, il prof. Franco Coppoli, Piergiorgio Odifreddi e don Mario Pieracci. Al termine dello spazio dedicato a questo tema il sopraggiunto ministro della difesa Ignazio La Russa, riferendosi a coloro che avevano appena espresso contrarietà alla presenza del simbolo cattolico sui muri delle scuole, ha dichiarato: “possono morire, ma il crocifisso resterà nelle aule”. Ultimissime uaar

Odifreddi, è d’accordo con la sentenza di Strasburgo? Chiede il conduttore, Lamberto Sposini, de “La vita in diretta”.

Raffaele Carcano, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti spiega la sentenza di Strasburgo e Franco Coppoli, docente sospeso per aver rimosso e poi riappeso il simbolo cattolico, motiva il perché non deve essere presente alcun simbolo religioso. Ecco il testo della SENTENZA della UE sul crocifisso.

All’ On,le La Russa, Ministro della Difesa del Vaticano, che con

violenza inaudita ha affermato durante la trasmissione

che quelli che non vogliono il crocifisso devono morire  rispondiamo:

Siamo atei, e adesso ammazzateci tutti

Vedi http://www.nessundio.net/

AGGIORNAMENTO!

ECCO IL VIDEO CON LA RUSSA!

Ormai i membri del governo vanno in Rai a fare minacce  quando
i conduttori non sono zerbini al 100%, ma solo al 99%.

MOLTA GENTE reagisce così perché è stata INDOTTRINATA nell’età infantile e NON è cresciuta. Il crocifisso per molti è un simbolo di SUPERSTIZIONE!
I veri cristiani, quelli che non hanno paura di veder vacillare la propria fede in assenza di un simbolo, NON hanno NULLA in contrario se si tolgono i crocifissi dalle pareti dei luoghi pubblici.

Mi piacerebbe visitare le case di questi bigotti per vedere se hanno TUTTI l’ARREDO in questione affisso alle pareti…
A me NON è mai capitato e ne conosco di gente fedele… almeno così si definisce.

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UAAR IN TV ALLA VITA IN DIRETTA-oggi

Posted in ateismo, cattolicesimo, diritti civili, laicità, religione e potere, scuola, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , on 04/11/2009 by rosalbas

Raffaele Carcano ( segretario dell’UAAR) parteciperà alla puntata de “La vita in diretta”. Andrà in onda OGGI, 4 novembre, intorno alle 18. In studio con lui ci sarà Franco Coppoli, in collegamento ci sarà Piergiorgio Odifreddi. Faranno un servizio anche da Paternò sul caso di Pietro Galvagno.

VITTORIA! Via i crocefissi cattolici dalle scuole statali!!!!

Posted in cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , , , on 03/11/2009 by rosalbas

GRANDE SUCCESSO PER LA LAICITA’

Scrocifiggiamo l’Italia!

SCUOLA: CORTE STRASBURGO, NO AL CROCIFISSO IN CLASSE =

‘CONTRARIO A DIRITTO GENITORI EDUCARE FIGLI SECONDO PROPRIE CONVINZIONI’

Strasburgo, 3 nov. – (Adnkronos) – No al crocifisso nelle aule scolastiche.

La Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe “e’ contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta’ di religione”.

“La presenza del crocifisso, che e’ impossibile non notare nelle aule scolastische – si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo – potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le eta’ come un simbolo religioso, che avvertirebbero cosi’ di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”. Tutto questo, proseguono, “potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose, o che sono atei”.

Ancora, la Corte “non e’ in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che puo’ essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che e’ essenziale per la conservazione di una ‘societa’ democratica’ cosi’ come e’ stata concepita dalla Convenzione (europea dei diritti umani, ndr), un pluralismo che e’ riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana”.

“L’esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorita’ pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformita’ con le proprie convinzioni – concludono i giudici della Corte europea dei diritti umani – e il diritto dei bambini di credere o non credere. La Corte, all’unanimita’, ha stabilito che c’e’ stata una violazione dell’articolo 2 del Protocollo 1 insieme all’articolo 9 della Convenzione”.

Il ricorso a Strasburgo era stato presentato il 27 luglio del 2006 da Solie Lautsi, moglie finlandese di un cittadino italiano e madre di Dataico e Sami Albertin, rispettivamente 11 e 13 anni, che nel 2001-2002 frequentavano l’Istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Secondo la donna, l’esposizione del crocifisso sul muro e’ contraria ai principi del secolarismo cui voleva fossero educati i suoi figli.

Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si e’ rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo e’ quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione.Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo.

I sette giudici autori della sentenza sono:

Francoise Tulkens

(Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto

(Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras

Sajo’ (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

COMUNICATO STAMPA UAAR

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar. L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea chiaramente sconfessata da Strasburgo.
«È un grande giorno per la laicità italiana. – sostiene Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale».
«Gli alunni potranno finalmente studiare in una classe priva di simboli religiosi.- prosegue Carcano – Perché la scuola è laica, cioè di tutti: credenti e non credenti. Ed è assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa».

Scrocifiggiamo l’Italia, campagna UAAR

«Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca,

per inchinarsi a un cristo di legno.

Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.

Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei:

smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».

(Stefano Benni)


Battere il ferro finché è caldo

Posted in ateismo, diritti civili, etica-bioetica, laicità, politica, religione e potere, riflessioni, scuola with tags , , , , , , , on 17/09/2009 by rosalbas

Desidero riproporre questo articolo, in versione leggermente ridotta e aggiornata dell’articolo pubblicato su L’ATEO n 2/2004 (31), perché ritengo che non sia mai abbastanza ribadire l’importanza di un insegnamento ad ampio raggio, utile per prevenire pregiudizi e ingiustizie. E di questi tempi, ne abbiamo bisogno. I politici asserviti al potere vaticano considerano i crocefissi come simboli “ laici” della nostra cultura; i presepi vengono imposti nelle scuole; i dirigenti scolastici invitano i docenti, tramite circolari interne, a segnalare alle famiglie attività parrocchiali; gli studenti che vorrebbero fare altro rispetto all’ora di religione cattolica continuano ad essere ignorati o discriminati…

Lo ripropongo anche per sottolineare che l’etica non è solo appannaggio delle religioni, anzi…

pericolo_catechismoBATTERE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO

Libere riflessioni sull’indottrinamento dogmatico nell’età infantile di Rosalba Sgroia

“Maestra, esiste l’inferno? Lo sai che la notte me lo sogno? Poi mi sveglio e ho paura …”

“Tu dici che chiunque può sbagliare; non è vero, Dio non sbaglia mai”

“Ma se Dio è onnipotente perché non fa smettere le cose cattive?”

“È vero che sotto terra c’è il diavolo?”

“Se la teoria dell’evoluzione dice che l’uomo deriva dalla scimmia, allora non siamo tutti figli di Adamo ed Eva!”

Molte domande, tanti quesiti angosciosi che affollano la mente degli alunni che ho incontrato durante la mia carriera scolastica. Domande a cui non do risposte certe e univoche.

Parto allora dalla mia esperienza concreta per riflettere su alcune delicate problematiche che riguardano la formazione della personalità di un individuo, a partire dall’età infantile. Il mio non vuol essere un discorso accademico e specialistico, bensì un’espressione di una personale opinione, sicuramente sommaria, circa i condizionamenti dogmatici che possono permeare la vita di un bambino. Continua a leggere