Archivio per unione europea

QUANTO CI COSTA IL VATICANO????

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar, vaticano, video e foto with tags , , , , , , , , , , , , , on 25/09/2010 by rosalbas

L’ITALIA FINANZIA UNO STATO CONFESSIONALE E MOLTI ITALIANI NON LO SANNO O NON LO VOGLIONO SAPERE, MA POI SI LAMENTANO DELLA CRISI.
BUONA PARTE DEI DEBITI POTREBBE ESSERE ELIMINATA DALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA DI TALI FINANZIAMENTI!!!!

SCONTO ICI ALLA CHIESA CATTOLICA- LA UE PROCESSA L’ITALIA


Facciamo sapere agli italiani che dovranno pagare due volte:

1- la prima per compensare lo stato dei mancati introiti IOR (un mucchio di soldi)

http://www.uaar.it/news/2010/09/23/caso-ior-credito-artigiano-reazioni-eattacco-al-vaticano/

2- la seconda volta per pagare la multa di infrazione che  l’Europa pretenderà ogni anno fino alla messa in regola.

http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/24/news/ue_ici_chiesa-7373099/?ref=HREC1-5000-

ECCO QUANTO CI COSTA IL VATICANO!!!!!

-000-

IO NON FACCIO PARTE DELLA CCAR E TU?

http://www.uaar.it/uaar/giornatasbattezzo

Giornata nazionale dello sbattezzo 2010

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IO NON SCELGO PER  I MIEI FIGLI L’ORA DI RELIGIONE CATTOLICA, E TU?

http://www.uaar.it/laicita/ora_di_religione

www.oraalternativa.it

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Pascolo della piovra

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IO NON FIRMO PER LA CCAR, E TU?

http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/

Lo Stato ogni anno raccoglie l’IRPEF e ne mette l’otto per mille in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: insomma la tua firma conta come un voto e ha lo stesso valore di quella degli uomini più ricchi d’Italia, un Berlusconi o un Moratti.

Queste sono state le scelte nella dichiarazione dei redditi del 2000 (ultimi dati pubblicati dal Ministero):

Grafico con firme espresse e non Nessuna scelta 60,40%
Chiesa Cattolica 34,56%
Stato 4,07%
Valdesi 0,50%
Ebrei 0,16%
Luterani 0,12%
Avventisti 0,10%
Assemblee di Dio 0,08%

Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno? Anche quelli finiscono nel calderone, e vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. Sempre con la dichiarazione dei redditi del 2001, i soldi sono stati spartiti così:

Chiesa Cattolica 87,25% Ripartizione secondo le firme espresse
Stato 10,28%
Valdesi 1,27%
Ebrei 0,42%
Luterani 0,31%
Avventisti 0,27%
Assemblee di Dio 0,20%

Negli ultimi anni,  circa quattro contribuenti su dieci hanno firmato esplicitamente per l’otto per mille. Visto che la maggior parte di chi firma (circa l’80% di loro) sceglie la Chiesa Cattolica, questa riceve ogni anno l’80% della torta, cioè più di 900 milioni di euro. Invece sei persone su dieci non scelgono …

SECOLI DI INDOTTRINAMENTO RELIGIOSO

Posted in ateismo, cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, storia, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , , , , , , on 11/11/2009 by rosalbas

TheHand Comics

VITTORIA! Via i crocefissi cattolici dalle scuole statali!!!!

Posted in cattolicesimo, laicità, politica, religione e potere, uaar, vaticano with tags , , , , , , , , , , on 03/11/2009 by rosalbas

GRANDE SUCCESSO PER LA LAICITA’

Scrocifiggiamo l’Italia!

SCUOLA: CORTE STRASBURGO, NO AL CROCIFISSO IN CLASSE =

‘CONTRARIO A DIRITTO GENITORI EDUCARE FIGLI SECONDO PROPRIE CONVINZIONI’

Strasburgo, 3 nov. – (Adnkronos) – No al crocifisso nelle aule scolastiche.

La Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe “e’ contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta’ di religione”.

“La presenza del crocifisso, che e’ impossibile non notare nelle aule scolastische – si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo – potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le eta’ come un simbolo religioso, che avvertirebbero cosi’ di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”. Tutto questo, proseguono, “potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose, o che sono atei”.

Ancora, la Corte “non e’ in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che puo’ essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che e’ essenziale per la conservazione di una ‘societa’ democratica’ cosi’ come e’ stata concepita dalla Convenzione (europea dei diritti umani, ndr), un pluralismo che e’ riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana”.

“L’esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorita’ pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformita’ con le proprie convinzioni – concludono i giudici della Corte europea dei diritti umani – e il diritto dei bambini di credere o non credere. La Corte, all’unanimita’, ha stabilito che c’e’ stata una violazione dell’articolo 2 del Protocollo 1 insieme all’articolo 9 della Convenzione”.

Il ricorso a Strasburgo era stato presentato il 27 luglio del 2006 da Solie Lautsi, moglie finlandese di un cittadino italiano e madre di Dataico e Sami Albertin, rispettivamente 11 e 13 anni, che nel 2001-2002 frequentavano l’Istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Secondo la donna, l’esposizione del crocifisso sul muro e’ contraria ai principi del secolarismo cui voleva fossero educati i suoi figli.

Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si e’ rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo e’ quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione.Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo.

I sette giudici autori della sentenza sono:

Francoise Tulkens

(Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto

(Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras

Sajo’ (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

COMUNICATO STAMPA UAAR

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar. L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea chiaramente sconfessata da Strasburgo.
«È un grande giorno per la laicità italiana. – sostiene Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale».
«Gli alunni potranno finalmente studiare in una classe priva di simboli religiosi.- prosegue Carcano – Perché la scuola è laica, cioè di tutti: credenti e non credenti. Ed è assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa».

Scrocifiggiamo l’Italia, campagna UAAR

«Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca,

per inchinarsi a un cristo di legno.

Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.

Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei:

smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».

(Stefano Benni)